domenica 30 settembre 2012

Il Gruppo Pacifico chiede l'ammissione al concordato preventivo

Il punto vendita di via Pio VI (Foto: Ginnetti)
Frigomarket Pacifico a soli tre mesi dalla cessazione di attività, nei giorni scorsi, ha presentato presso il tribunale di Latina la richiesta per l'ammissione al concordato preventivo. La procedura concorsuale, sulla quale si dovrà pronunciare il Tribunale, punta ad evitare il fallimento o comunque a limitare la crisi societaria del Gruppo alimentare attraverso un accordo con i creditori. Prima della prossima udienza, quindi, Frigomarket Pacifico dovrà elaborare un piano dettagliato e fornire la documentazione necessaria a convincere il giudice ad accordare la sua richiesta. Nel frattempo un ex lavoratore del Gruppo alimentare in attesa da tempo di ricevere la liquidazione, tramite il proprio legale, ha presentato richiesta di pignoramento. Mentre il supermercato di Tor Tre Ponti è stato ceduto attraverso un fitto di ramo d'azienda a Dlf con marchio «Ognidì» e quello di via del Lido a Cdk con marchio «Carrefour» è ancora in una fase delicata la trattativa relativa al punto vendita di via Pio VI al quale resta comunque interessata la famiglia Cassandra. 
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

Mense scolastiche, si parte

Il servizio mense scolastiche, seppur con qualche polemica, è pronto a partire. L’avvio è fissato per il primo ottobre e, proprio in questi giorni, si cominciano a registrare le prime file per l’acquisto dei ticket.  «Non riscontriamo alcun problema - ha spiegato l’assessore comunale di Latina alla Pubblica istruzione Marilena Sovrani - E’ dalla fine di luglio che gli interessati sono stati messi nella condizione di presentare domanda per l’esenzione o la riduzione dei costi in base al proprio Isee. Non vedo dunque motivo di fare inutili polemiche». La pensano in modo diverso, invece, i consiglieri del Pd Porcari e Sarubbo che in una nota stampa denunciano: «Solo giovedì scorso, alla vigilia della partenza del servizio, è stata autorizzata la vendita dei ticket per le mense scolastiche a Latina Scalo, presso gli uffici di Corso della Repubblica e a Borgo Sabotino negli uffici anagrafici. Essendo state abolite le circoscrizioni e gli uffici relazioni con il pubblico, quello degli uffici anagrafici, resta l’unico circuito fruibile per la distribuzione dei biglietti per le mense scolastiche». Qualche perplessità è infine stata espressa in merito al costo del servizio che, con l’introduzione di una nuova fascia Isee, vede un aumento che però riguarda esclusivamente le famiglie con condizione economica superiore a 20.000 euro (coloro che appartengono a questa fascia pagano 69 euro per un blocchetto di 10 ticket, ndr). «Il cambiamento delle fasce economiche - spiega ancora l’assessore Sovrani - è stato deciso proprio per aiutare le famiglie in questo momento di difficoltà economica. E’ dal 2009 che le tariffe sono bloccate e l’introduzione di una nuova fascia Isee con tariffa più alta coinvolge solo una percentuale ridotta di famiglie. Una scelta diretta ad ampliare il numero di persone inserite nella fascia economica con Isee inferiore a 10.000 euro che per 10 ticket continueranno a pagare i 48 euro di sempre».
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

La Cgil cambia sede: «Questa è la casa dei lavoratori»

Nella giornata di sabato Cgil Latina ha inaugurato la nuova sede. Gli uffici del sindacato pontino si spostano da via Solferino in via Cerveteri. «Vogliamo essere nelle condizioni di rispondere ai servizi richiesti dai lavoratori - ha spiegato il segretario generale Salvatore D’Incertopadre - La nuova sede si estende per circa mille metri quadri e risponde alla moderne leggi sulla sicurezza, cosa che vecchia sede non faceva. Inoltre gli spazi erano diventati troppo piccoli per ospitare gli oltre 36mila iscritti al sindacato. Questa deve essere la casa dei lavoratori, noi siamo solo di passaggio».

sabato 29 settembre 2012

Sigep, il «tweet» di Gea Impianti conquista il Salone di Rimini

Il gelato addolcisce il «tweet», rinfresca l’estate e fa sorridere al lavoro. Il salone di Rimini Sigep, una fiera leader al mondo nel dolciario artigianale (la 34esima edizione dal 19 al 23 gennaio 2013), nella calda estate 2012, ha chiesto agli italiani un «cinguettio» dedicato al gelato artigianale. Un divertente contest sul conosciuto social network «Twitter». Nel caso specifico Sigep ha chiesto ai propri follower (utenti che seguono le notizie lanciate dal Salone su Twitter) un pensiero di 140 caratteri sul gelato artigianale da mandare a @SigepRimini dal tema #lovegelato. In palio un week end a Rimini per assistere a Sigep 2013 e 10 chili di gelato al primo, 5 al secondo e 3 al terzo tweet. I vincitori sono stati proclamati dalla giuria presieduta dal grande poeta Davide Rondoni: il terzo posto è stato conquistato dalla Gea Impianti, impresa di Cisterna (Latina) che si occupa di assistenza e manutenzione dei macchinari per le gelaterie e lavora nel campo degli impianti di climatizzazione, di refrigerazione ed elettrici. Il primo posto è andato a Walter Rossi, avvocato fiorentino (La gelataia di Montelupo/mesce/ crema antica e granella di pistacchio/sorride/ ti guarda/sussurra:/"questo è amore"), mentre Francesco Astolfi, esperto di marketing riminese, è volato al secondo (Ti ho baciato mentre mangiavi un gelato. Ora so che l'amore ha il gusto di banana). «Ci divertiamo ad utilizzare Facebook, Twitter o Google+ per aggiornarci sulle novità del nostro settore e per tenerci in contatto con i nostri clienti - ha commentato l'amministratore della Gea Impianti Edmondo Giammatteo - È stato divertente metterci in gioco (e non solo al lavoro) per il gelato artigianale! L’idea, e anche le parole, sono quelle della nostra addetta alla comunicazione e marketing, Agnese Del Prete». Ai vincitori la libertà (e il gusto) di scelta della gelateria dove ritirare i chili di amato gelato. Gea Impianti si rivolgerà alla famosa gelateria «la Baffona», il Caffè Paolessi a Cisterna, da 40 anni sul mercato, con laboratorio a vista e una apprezzata conduzione famigliare che si succede da generazioni nella gestione.

Nexans, l'Ugl chiede un incontro

Una precedente protesta
«Chiediamo un incontro all’azienda e alle istituzioni locali per capire quale sarà il destino dei 50 lavoratori della Nexans di Latina che sono ancora in attesa di risposte sul proprio futuro, mentre a breve scadrà la cassa integrazione». A parlare è il segretario provinciale dell’Ugl Chimici Latina, Armando Valiani, al termine dell’assemblea di fabbrica organizzata nei giorni scorsi dall’Ugl Chimici e dalla Femca Cisl. Come infatti si ricorderà la Nexans di borgo Piave, nel maggio 2010, ha annunciato una cessazione di attività. Al fine di rispondere alla propria responsabilità sociale la multinazionale francese produttrice di cavi elettrici si era impegnata a ricollocare le circa 170 unità rimaste senza lavoro attraverso un piano di reindustrializzazione che avrebbe visto subentrare nuove realtà imprenditoriali. Dopo una iniziale proposta che vedeva scendere in campo un gruppo di quattro società (Vetreco, Consorzio Alliance, Imq e Mixer) l’intera operazione è naufragata in quanto vi è stato un graduale ritiro da parte dei soggetti interessati. Nel frattempo oltre 100 unità hanno deciso di fuoriuscire volontariamente mentre per i 50 lavoratori rimasti la situazione è ancora congelata. Tra qualche mese, inoltre, scadrà la cassa integrazione e i lavoratori si troveranno senza alcun tipo di sostegno economico. «Avevamo siglato un accordo che prevedeva il rilancio del sito e il conseguente riassorbimento del personale. Ora quindi chiediamo che venga rispettato - ha proseguito il segretario Ugl Armando Valiani - Vogliamo conoscere quello che Nexans intende realmente fare per trovare nuovi imprenditori per la reindustrializzazione dello stabilimento e dare così serie prospettive di ricollocamento al personale». «Per il prossimo 10 ottobre - conclude il segretario provinciale Ugl Chimici Valiani - abbiamo convocato una nuova assemblea e, se anche per questa data non ci saranno risposte, abbiamo già concordato di mettere in campo ogni iniziativa possibile per tutelare questi lavoratori».

Scuola, ansia da «concorsone». Intanto proseguono le chiamate per le supplenze annuali

Sono ore di grande fermento per gli addetti ai lavori del comparto scuola. Mente, infatti, i circa 800 precari della provincia di Latina iscritti alle graduatorie sono alle prese con il completamento dell’iter per l’assegnazione delle supplenze annuali, gli altri quasi quattromila precari rimanenti sono già orientati al «concorsone» il cui bando è stato appena pubblicato. Per quanto riguarda il reclutamento del personale annuale, proprio nella giornata di ieri presso la scuola polo Galileo Galilei di Latina, si è tenuta la seconda chiamata per alcune classi di concorso. A questa farà seguito, nei prossimi giorni, una terza chiamata che riguarderà i posti da assegnare agli insegnanti di inglese e scienze per le scuole superiori e tutti quei posti resi noti dopo il 12 settembre per quanto riguarda la scuola primaria. Nel frattempo non si arresta la rabbia dei precari presenti da anni nelle graduatorie ad esaurimento che, con l’introduzione del concorso per l’assegnazione delle cattedre per tutti gli ordini e gradi, rischiano di vedersi sorpassare dopo anni ed anni di attesa. «La Cisl scuola concorda perfettamente con il concorso per quanto riguarda il merito: è proprio la Costituzione a prevedere il concorso per l’accesso nella pubblica amministrazione - ha spiegato il segretario generale Cisl scuola Latina Franco Maddalena - Siamo invece contrari per quanto concerne il metodo. In primo luogo non condividiamo la fretta con cui sono state fatte le cose che, infatti, hanno già fatto registrare un primo errore relativo all’età (il concorso prevede come pre requisito un’età compresa dai 18 ai 40 anni quando la normativa prevede la possibilità di partecipare fino a quando non si va in pensione). In secondo luogo crediamo che il concorso sia strettamente necessario solo per quelle classi di concorso per cui vi sia una reale necessità di abilitati come, ad esempio, educazione tecnica alle medie, che solo nella provincia di Latina registra 28 cattedre scoperte. Per la scuola primaria e per moltissime altre classi di concorso, al contrario, il numero di abilitati è davvero elevato e sarebbe dunque doveroso dare la precedenza a chi si trova in attesa all’interno delle graduatorie ad esaurimento». Per informazioni relative al concorso è possibile consultare il seguente link: (http://www.cislscuola.it/content/20120925-concorso-docenti-il-bando-gazzetta-ufficiale)
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

venerdì 28 settembre 2012

«Una reazione di popolo», Cra e Dignità Sociale annunciano sit in in tutta Italia

La protesta di gennaio scorso (Foto: Ginnetti)
Da lunedì 8 ottobre i Comitati riuniti agricoli (Cra) e i membri del movimento civico «Dignità Sociale» organizzeranno in tutta Italia una serie di presidi a catena a cui sono invitati a partecipare commercianti, artigiani, agricoltori, studenti, operai, pensionati, disoccupati e professionisti. Si tratta, così come viene definita dagli stessi organizzatori, di una «vera reazione di popolo». «Non ci sarà il blocco delle strade - ha spiegato il presidente dei Cra Danilo Calvani - ma sicuramente faremo sentire la nostra rabbia». «Al centro delle nostre rivendicazioni l’abolizione di questo sistema marcio, composto da parassiti e corrotti - ha proseguito Calvani - La nostra protesta non oltrepasserà mai i principi costituzionali in cui crediamo fermamente. Così come ripetiamo ormai da 5 anni, il nostro futuro dipende solamente dalla nostra capacità di reagire, solo in questo modo possiamo avviare una inversione di marcia. La nostra Costituzione e i nostri diritti sono stati più volte usurpati, i nostri figli e il nostro Paese vengono quotidianamente umiliati. E’ arrivato il momento di dire basta! La nostra battaglia va verso la riconquista della dignità che ci è stata tolta». Non è la prima volta che i «Cra» e «Dignità Sociale» organizzano manifestazioni spettacolari. Come si ricorderà tra gennaio e febbraio 2012 alcune tra le strade più trafficate della provincia pontina (La Pontina allo svincolo con la Migliara 47 e la strada sotto Priverno, all’altezza del ristorante Onorati) erano state circondate da presidi permanenti composti da persone, trattori e camion.



giovedì 27 settembre 2012

Niente buoni pasto per il personale Asl del Sud pontino, la denuncia della Uil Fpl

La mancata erogazione dei buoni pasto per il personale Asl del Polo ospedaliero del Sud pontino ha mandato su tutte le furie la Uil Fpl che, attraverso il segretario Giancarlo Ferrara, è intervenuta sulla questione attraverso una nota stampa. «La Uil Fpl Latina - denuncia Giancarlo Ferrara - ribadisce la propria deplorazione in merito alla mancata consegna dei buoni pasto (saldo anno 2008 e 2011) solamente per i lavoratori dell’area Sud quando, al contrario, il restante personale aziendale ne ha beneficiato». «Nonostante le precedenti denunce - prosegue il sindacalista - non ho ancora ricevuto alcun tipo di risposta o chiarimento. Tale comportamento discriminatorio lede irreparabilmente l’immagine aziendale in termini di autorevolezza nei confronti dei lavoratori e compromette seriamente le relazioni sindacali». Il sindacato annuncia battaglia e promette, per i prossimi giorni, di organizzare iniziative di lotta più incisive.

Tassazione, l'intesa tra Agenzia delle Entrate e Consiglio notarile

La stretta di mano dopo la firma dell'accordo
La Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate e il Consiglio notarile di Latina lo scorso 26 settembre hanno siglato un accordo in materia di tassazione degli atti del registro, finalizzato al miglioramento dei rapporti con i contribuenti. Presenti alla firma Pasquale Pagano, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, e Giovanni Battista Viscogliosi, presidente del Consiglio notarile di Latina. L’intesa, incentrata sulla collaborazione tra Agenzia e notai, prevede incontri periodici volti a riscontrare l’uniformità nell’applicazione, da parte degli Uffici della Direzione provinciale, della Guida operativa alla tassazione degli atti notarili approvata dalla Direzione regionale. Nel corso degli incontri verranno individuate casistiche di particolare interesse per la tassazione da sottoporre all’attenzione della Direzione regionale. Il Consiglio notarile potrà formulare alla Direzione provinciale osservazioni e proposte interpretative, segnalare difficoltà riscontrate ed eventuali difformità di comportamento da parte degli uffici dell’Agenzia. Allo stesso tempo, si impegna a diffondere tra i notai la Guida operativa. La Direzione provinciale si impegna a far conoscere tempestivamente al Consiglio notarile l’orientamento della Direzione regionale sulle questioni prospettate dai notai, a comunicare eventuali aggiornamenti della Guida operativa e cambiamenti di prassi e a segnalare al Consiglio notarile eventuali condotte irregolari da parte dei notai.

mercoledì 26 settembre 2012

Asilo di via Gran Sasso, la denuncia di Cgil Fp: «A rischio la qualità del servizio»

Problemi a non finire per la gestione degli asili nido comunali di Latina. Cgil Fp denuncia infatti il comportamento dell’amministrazione di Latina che, fin dalla scorsa primavera, avrebbe messo in atto una riorganizzazione del comparto in modo unilaterale, senza coinvolgere ufficialmente le organizzazioni sindacali. «In seguito alle nostre insistenti richieste l’amministrazione comunale aveva finalmente fissato un confronto per martedì mattina - ha spiegato il segretario provinciale Fp Maria Cristina Compagno - Improvvisamente però, nel tardo pomeriggio di lunedì è stato disdetto senza alcuna motivazione e senza che sia stata fissata una nuova data. Questa situazione è inaccettabile». «Sono mesi che cerchiamo di avere inutilmente chiarimenti rispetto l’asilo La Giostra di via Gran Sasso - ha proseguito Maria Cristina Compagno - Una struttura in cui il servizio all’infanzia è stato gestito con confusione, in modo anomalo e senza badare alla qualità». Una situazione che, per diversi aspetti, tocca anche gli altri sei asili nido comunali: via Aniene, via Budapest e via Gran Sasso affidati con gara di appalto alla cooperativa Astrolabio e via Bachelet, via Aurunci e il nido di via della Stazione a Latina Scalo gestiti direttamente dall’amministrazione. «Abbiamo più volte chiesto un incontro diretto a verificare le questioni relative al personale e l’impatto che questa nuova organizzazione avrebbe avuto sull’offerta dei servizi alla prima infanzia, anche attraverso la richiesta di accesso agli atti presentata già nel mese di giugno - ha aggiunto Maria Cristina Compagno - Ad esempio cosa accadrà con l’esternalizzazione dell’asilo di via Gran Sasso? Si vuole far passare l’operazione come un risparmio sui costi di gestione a parità del servizio. Ma dove è il risparmio se si considera la riconversione delle professionalità e la diminuizione delle unità assegnate al servizio? Per non parlare del contratto di lavoro applicato e delle spese di gestione». «Ci aspettiamo un cambio di marcia. Altrimenti saremo costretti ad evidenziare il comportamento antisindacale dell'amministrazione» - ha concluso il segretario Fp Cgil.
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

Inps, nuove regole di accesso

MODALITA' ACCESSO Dal primo ottobre cambiano le modalità di accesso all’Inps. La sede provinciale di Latina e le agenzie di Formia e Terracina, saranno aperte al pubblico, per 'servizi immediati' con accesso libero dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 (ultimo numero alle 12). I servizi immediati sono quelli rilasciabili a vista come, ad esempio, consegna di documentazione a corredo di richieste già inoltrate, informazioni sullo stato di lavorazione delle pratiche, rilascio di duplicati, variazioni... Sarà inoltre possibile accedere su appuntamento nei casi in cui è necessaria una consulenza specializzata. I cittadini potranno prenotare l’appuntamento attraverso il numero verde 803164 o direttamente in sede.

PENSIONI SUPERIORI A MILLE EURO Scade il 30 settembre il termine entro cui i pensionati debbono comunicare le modalità di riscossione alternative al contante nel caso in cui la propria prestazione superi i mille euro. La legge 214 del 22 dicembre 2011 (il cosiddetto decreto Salva Italia) ha infatti disposto che la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi comunque dovuti di importo superiore a mille euro debba avvenire attraverso l’utilizzazione di strumenti di pagamento elettronici (conti correnti bancari e postali, libretti nominativi di risparmio, carte di pagamento). Il termine per la scelta, prorogato rispetto a quello originariamente previsto dalla legge, era il 30 giugno. Tuttavia, per evitare difficoltà nella riscossione della pensione, è stato previsto in favore dei pensionati un periodo transitorio durante il quale i pagamenti mensili sono stati egualmente disposti, ma le pensioni sono state trattenute in un conto di servizio transitorio, in attesa della comunicazione del pensionato delle modalità di riscossione alternative al contante. Trascorso il termine, fissato al 30 settembre, senza che il pensionato abbia indicato i dati richiesti, le somme accantonate saranno restituite all’Inps. Alla data di entrata in vigore della legge erano oltre 600mila (fra Inps ed ex Inpdap) i pensionati che percepivano in contanti pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro. Ad oggi risulta che un piccolo numero di essi, meno di duemila, debba ancora scegliere le modalità elettroniche di pagamento da utilizzare per l’accredito della pensione. Per evitare difficoltà nella riscossione della rata pensione di ottobre, è necessario pertanto che chi non abbia ancora provveduto, comunichi al proprio ufficio pagatore (Banca o Poste Italiane) o alla sede Inps che gestisce la pensione, le modalità di pagamento elettronico prescelte. Si ricorda inoltre che per venire incontro alle difficoltà dei pensionati impossibilitati, per comprovati e gravi motivi di salute ovvero per provvedimenti giudiziari restrittivi della libertà personale, a recarsi personalmente presso gli uffici postali o bancari, è stato previsto che i soggetti che risultino essere delegati alla riscossione, in deroga alla normativa vigente, abbiano la possibilità di chiedere l’apertura di un conto corrente base o di un libretto di risparmio postale, intestato al beneficiario, su cui ricevere il pagamento.

Uil Latina, l'attivo provinciale dei delegati

Questa mattina la Uil Latina ha riunito tutti i quadri, delegati e attivisti della provincia in un Attivo Provinciale dei delegati Uil al quale hanno preso parte oltre 300 rappresentanti sindacali aziendali e territoriali. Durante l'incontro si è cercato di fare il punto della situazione ed assumere ulteriori decisioni in merito all’iniziativa della Uil di Roma e del Lazio «né privilegi né sprechi» e la relativa raccolta di firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare e referendum, azioni atte a ridurre i costi della politica della regione Lazio. L’iniziativa si è svolta presso l’hotel Victoria Residence Palace di Latina a partire dalle 9.30 e ha visto la partecipazione di Pierpaolo Bomberdieri segretario della Uil di Roma e del Lazio, del segretario generale della Uil di Latina Luigi Garullo e del responsabile dei servizi della Uil di Latina Giorgio Carra. «Le dimissioni della Presidente Polverini riferite all’allegro sperpero di denaro pubblico nella regione Lazio – afferma Luigi Garullo, segretario generale Uil Latina – sono un atto dovuto nel rispetto dei cittadini del Lazio! Ci riuniamo insieme con tutti i delegati Uil della provincia di Latina, che da tempo hanno manifestato la volontà di porre in essere azioni efficaci del sindacato per contrastare gli sprechi della politica divenuti oramai insopportabili, per le tasche di lavoratori, pensionati e per tutti coloro che onestamente gestiscono attività economiche». «Gli interessi da bottega – continua Garullo – non possono prevaricare sulla collettività, già colpita da un aumento della tassazione diretta e indiretta senza precedenti. Già nel mese di aprile, cioè sei mesi fa, avevamo intuito che i costi della politica della regione Lazio erano diventati insostenibili, insopportabili e inaccettabili, tanto da spingerci come sindacato ad un’azione referendaria che normalmente non è nel nostro costume. Abbiamo quindi intrapreso una campagna coraggiosa insieme a lavoratori e cittadini che ci hanno sostenuto, risultati che oggi dimostrano senza dubbio le nostre ragioni». «Alla luce dei parziali tagli votati in consiglio regionale – ha concluso Luigi Garullo – e delle successive dimissioni del Presidente della regione Lazio Renata Polverini, l’assemblea provinciale dei Delegati Uil, definirà le linee di indirizzo per il proseguimento dell’azione volta a ridurre i costi della politica a beneficio di lavoratori, pensionati, cittadini e attività economiche».

La sezione Turismo di Confindustria Latina dà il benvenuto ai nuovi vertici di Federalberghi

Sergio Arienzo
«Il rinnovo delle cariche di Federalberghi della Provincia di Latina apre un nuovo scenario per le possibilità di rilancio del turismo nel nostro territorio», a parlare è Sergio Arienzo, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Latina. «Sia Paolo Galante che Luca Lepori - prosegue - sono due professionisti del settore che sono certo contribuiranno fattivamente alla crescita dell’associazionismo, tanto necessario per la creazione di quell’identità territoriale che sarà uno dei pilastri della progettazione futura. Come presidente Turismo di Confindustria Latina, ho già collaborato con Paolo Galante per il progetto 'L’Incanto della Foresta' e con Luca Lepori al tavolo tecnico per il turismo integrato in Camera di Commercio Latina, una collaborazione fattiva e concreta e che ora potrà rafforzarsi su nuove basi. I miei più sinceri complimenti a Paolo e Luca, unito all’augurio che queste nomine siano solo l’inizio di un futuro pieno di soddisfazioni». «Questo riconoscimento giunge nel momento più opportuno – conclude Arienzo – per far fronte comune ed ottenere i giusti mezzi da quegli organismi pubblici che concentrano i loro sforzi in ambiti molto lontani da quelli effettivamente necessari per fronteggiare quella crisi che ci attanaglia da qualche anno».

martedì 25 settembre 2012

Crac Midal, bloccato il fitto di ramo d'azienda a Sigma Prime

Futuro in bilico per il personale ex Midal, il colosso della distribuzione alimentare dichiarato fallito dal tribunale di Latina lo scorso 20 gennaio. I curatori fallimentari (Giancarlo Marafini, Francesco Cordopatri e Francesco Caldiero), in linea con quanto previsto dalla procedura fallimentare, nei giorni scorsi hanno chiesto il blocco del fitto di ramo d’azienda a Sigma Prime, il marchio attraverso il quale la società Le Botteghe dell’imprenditore Gianni Moneti era subentrata a Midal nella gestione dei punti vendita, nel 2011, a pochi mesi dal fallimento. Un passaggio che vede il conseguente avvio di una gara pubblica volta a concedere il fitto di ramo d’azienda degli ex supermercati Midal al miglior offerente. Una scelta che punta, considerato l’alto numero di creditori in attesa di essere liquidati, a raccogliere quanto più denaro possibile. Sigma Prime, però, si è opposta alla richiesta dei curatori e, proprio in queste ore, è in corso una delicatissima trattativa. In effetti da un’occhiata veloce all’interno dei quattro supermercati a marchio Sigma Prime (via Piave, via Epitaffio, quartiere Nascosa e Nuova Latina) si capisce subito che qualcosa non va: i banchi e gli scaffali sono sprovvisti di alcuni prodotti e non c’è molta scelta merceologica. Nel frattempo, venerdì scorso, è stata dichiarata fallita anche l’ultima società legata al Gruppo Midal: «Sidis Roma». L’ultimo tassello di un processo che complessivamente vede fallite tutte le società gemelle di Midal. Come infatti si ricorderà il 19 aprile scorso il Tribunale ha dichiarato fallite «Movimento Merci srl» di Latina e «Immobiliare Pantamidal srl» (l’udienza per i creditori è fissata al 6 dicembre), il 17 maggio è stata la volta di «Noal srl», «Midalmarketing srl», «Ipermercato vip srl» e «Si.Co srl» (le udienze per l’ammissione al passivo sono state fissate al 24 gennaio e al 7 febbraio 2013). Il 5 giugno è toccato a «Di.Al. Latina srl», «Esseci srl», «Panta Market Latina srl», «Div.Ac. srl», di cui si discuterà il 7 marzo, e di «Di.Al. Tivo srl», «Riz One srl», «Cvs srl» e «Dar srl», di cui si discuterà il 28 marzo. Il 21 giugno, infine, sono state dichiarate fallite «Gustobar srl», «Coal Conservazione Alimentari spa», «Gulliver srl», «Sci Cecin srl» e «Mamma Francesca srl» (udienze fissate al 4 aprile). Per quanto riguarda esclusivamente la società «Midal spa» la prima udienza dopo il fallimento è fissata per giovedì prossimo presso il tribunale di Latina. Sono 362 i creditori che hanno presentato richiesta di ammissione al passivo della società per un totale di 42 milioni di euro. 
Intanto gli ex 30 dipendenti del Gruppo di distribuzione alimentare Midal che hanno impugnato il licenziamento chiedendo il reintegro sono ancora senza alcun tipo di sostegno economico. «La disoccupazione è scaduta nel mese di giugno e ci è anche stata accordata la procedura di mobilità - hanno spiegato infuriati - ma prima di vedere i soldi bisognerà aspettare ancora molto tempo. La regione Lazio infatti deve smaltire oltre cinquemila pratiche prima di arrivare alla nostra, pertanto prima del 2013 non sarà possibile ricevere alcun tipo di sostegno». Nel frattempo anche dal punto di vista legale le cose vanno al rilento. Il fallimento a cascata delle diverse società legate al Gruppo Midal ha infatti rallentato il ricorso presentato dagli ex dipendenti. Come si ricorderà questo agguerrito gruppo di persone, nell’ambito dell’accordo che vedeva Sigma Prime subentrare a Midal nella gestione dei punti vendita attraverso un fitto di ramo d’azienda, si era rifiutato di firmare il verbale di conciliazione perdendo così il diritto ad essere reintegrato. La mancata firma era però legata ad una serie di punti dell’accordo poco chiari. Tra questi sicuramente il nodo relativo al licenziamento per giusta clausola o giustificato motivo e il periodo di prova nel passaggio da un contratto a tempo indeterminato a determinato. Oltre ad intraprendere un’azione giudiziaria, nei mesi scorsi, questi lavoratori hanno organizzato anche diverse iniziative di protesta tra cui è possibile ricordare il «DisGusto tour». Parliamo di una manifestazione divisa in tappe che è stata organizzata nei luoghi più frequentati della città tra cui il tribunale di Latina, il mercato settimanale, il piazzale antistante il centro commerciale Morbella e il centro commerciale Le Torri. «Non è possibile andare avanti senza un minimo sostegno economico - hanno concluso i lavoratori amareggiati e delusi - Ognuno di noi ha sulle proprie spalle una famiglia da mantenere»


domenica 23 settembre 2012

Rinnovo del Contratto dei chimici: 148 euro in più in busta paga


Una delle aziende pontine interessate dal Contratto dei chimici
E’ stato siglato nella giornata di ieri presso Confindustria, a Roma, l’accordo per il rinnovo del contratto degli operatori dell’industria chimico-farmaceutica. «L’intesa coinvolge tra i 6mila e i 7mila lavoratori della provincia di Latina - ha spiegato il segretario FemcamCisl Latina Roberto Cecere - e prevede, nell’arco di un triennio, un aumento medio di 148 euro che, tra il 2013 e il 2015 vedrà entrarem nelle buste paga dei lavoratori 3.466 euro rispetto ai 3.367 del mcontratto precedente». L’accordo, firmato da Federchimica e Farmindustria, assieme a tutte le componenti sindacali di settore (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil e le altre sigle sindacali settoriali), a livello nazionale, coinvolge 180mila lavoratori e circa 3mila imprese. «Il nuovo contratto - aggiunge Roberto Cecere - rafforza tutti quegli istituti che prevedono il modello partecipativo e migliora il welfare contrattuale con l’aumento del contributo aziendale a Fonchim e l’accesso agevolato per l’iscrizione a Faschim, il fondo integrativo sanitario del settore». Tra gli altri aspetti l’intesa prevede miglioramenti per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello e la possibilità di attuare dei «progetti ponte» per gli anziani avviando contemporaneamente i giovani. «Con tre mesi di anticipo alla scadenza del contratto - ha concluso Cecere - la Femca ha sferrato una risposta responsabile contro tutte quelle frange che volevano attendere troppo tempo. Finalmente una iniezione di fiducia per tutti i lavoratori della nostra provincia che ultimamente hanno dovuto registrare solamente notizie negative».

Supplenze annuali, nuova chiamata

Ragazzi sui banchi di scuola (Foto: Ginnetti)
Nuova chiamata, questa volta in tono minore, per completare l’assegnazione delle supplenze annuali e degli spezzoni di ore (per circa il 10%) nelle scuole della provincia di Latina. E’ infatti stata fissata per giovedì prossimo, a partire dalle 9 presso la scuola polo Galileo Galilei, la seconda tornata per il reclutamento delle classi di concorso A029 (Educazione fisica), A043 (Italiano, storia ed educazione civica e geografia nella scuola media), A345 (lingua straniera: inglese) e dei collaboratori scolastici. Complessivamente si tratta di reclutare oltre 50 figure a tempo determinato su un totale di circa 800 cattedre provvisorie per la maggior parte già assegnate nel corso della prima tornata svoltasi due settimane fa. Cattedre che si aggiungono alle 224 nomine a tempo indeterminato già effettuate a fine agosto ma non ancora del tutto concluse. Nel frattempo sono state rese note le assegnazioni relative all’individuazione dei destinatari di contratto a tempo determinato per il personale Ata. Nel dettaglio: un infermiere, 4 cuochi, un addetto alle aziende agrarie e oltre 80 collaboratori scolastici. Non si arrestano comunque qui gli appuntamenti legati al comparto scuola. Domani è atteso il bando per i concorsi ordinari a cattedra per il reclutamento di personale docente ossia verranno resi noti tutti i dettagli del concorso annunciato dal ministro Profumo. Si prevedono poi enormi ritardi per le nomine Ata a causa del passaggio coatto dei docenti non idonei nei ruoli Ata previsto dalla spending review. «Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca - spiega Cisl scuola Latina - non ha ancora emanato la relativa circolare applicativa ed il Ministero dell’economia e delle finanze, in attesa di questo passaggio, non ha ancora autorizzato il contingente delle nomine in ruolo».

sabato 22 settembre 2012

Evotape, il primo passo verso la rinascita

Evotape si prepara alla rinascita. Proprio nei giorni scorsi, infatti, parte degli ex operai dell'azienda di Santi Cosma e Damiano dichiarata fallita lo scorso aprile, hanno presentato presso la cancelleria del Tribunale di Latina, una richiesta per l'affitto di ramo d'azienda. Il tutto è partito quando una cinquantina di lavoratori della fabbrica (operai e impiegati) specializzata nella produzione di nastri adesivi, per scongiurare la perdita del posto, ha dato vita alla cooperativa Manucoop che ha lo scopo di riprendere l'attività industriale interrotta nei mesi scorsi. Nel dettaglio la nuova cooperativa mira ad acquisire i capannoni addetti al taglio, al magazzino e alla stampa con possibilità di utilizzare il reparto un tempo adibito alla manutenzione. Un'operazione che nel tempo dovrebbe allargarsi fino ad includere il complesso industriale al completo. Il presidente della Manucoop, Pasquale Erasmo Olivella, seppur consapevole dei rischi economici a cui si può andare incontro, è fiducioso e convinto che questa nuova avventura possa esprimere al massimo la professionalità e volontà delle maestranze coinvolte nel progetto. Per il momento non resta che attendere la convocazione di incontro presso il ministero competente.

Confindustria Latina, assemblea 2012

L'assemblea 2012 di Confindustria Latina (Foto: Ginnetti)
IL PRESIDENTE MARINI: «NON POSSIAMO RESTARE IMMOBILI»
Cauto ottimismo e consapevolezza di una crisi che proprio non riesce a cedere il passo alla ripresa economica. Il tutto appesantito dall’assenza del presidente della regione Lazio Renata Polverini impegnata nelle note vicende legate al recente scandalo dei finanziamenti e, allo stesso tempo, rischiarato dall’apertura di Confindustria Latina alla possibile entrata in Unindustria. Questi gli avvenimenti e le riflessioni che hanno fatto da cornice all’assemblea pubblica 2012 di Confindustria Latina svoltasi ieri mattina presso Fossanova. «Il periodo che stiamo vivendo, sotto l’aspetto dell’economia, - ha sottolineato il presidente di Confindustria Latina Paolo Marini - è sicuramente uno dei più difficili, ma non possiamo rimanere immobili. Assistiamo quotidianamente ad annunci di riorganizzazioni produttive che inevitabilmente restringono la dimensione di molte delle aziende che hanno fatto la storia della nostra provincia, se non addirittura alla loro chiusura». Un aspetto documentato anche dai dati forniti dall’area sindacale di Confindustria Latina che, in provincia di Latina tra gennaio e luglio 2012, registrano 4,2 milioni di ore di cassa integrazione guadagni a cui si aggiungono 1,8 milioni di ore di cassa integrazione in deroga. Un dato accompagnato da un tasso di disoccupazione pari, nel 2011, al 9,9% e, addirittura, al 18,9% per quanto riguarda quella giovanile. Al difficile quadro evidenziato nel territorio pontino, il presidente Paolo Marini ha voluto però accostare, l’altra faccia della medaglia, caratterizzata dalle performance di singole aziende e imprenditori locali di assoluto rilievo che sono riusciti a conquistare importanti quote di fatturato estero grazie alla capacità manifatturiera. «La capacità e l’esperienza di uomini e donne del nostro territorio è attualmente uno dei principali, se non l’unico motivo, per cui molte grandi aziende mantengono qui i loro investimenti produttivi, e queste competenze vanno tutelate e fatte crescere - ha proseguito Marini - Per competere occorre l’aiuto delle istituzioni, ma occorre soprattutto aver ben chiaro il modello di sviluppo economico del territorio e attuare una pianificazione delle attività e degli interventi compatibile con una strategia. In tal senso Confindustria deve ripensare il suo ruolo e farsi carico di individuare idee, progetti, soluzioni innovative. Per troppo tempo il territorio è stato privo di una visione strategica e di un progetto di sviluppo». Di seguito il presidente dell’Unione degli industriali di Latina ha illustrato quali sono i maggiori ostacoli per gli imprenditori pontini spiegando come «Costo del lavoro particolarmente elevato, scarsa flessibilità reale, burocrazia soffocante ed elevati livelli di tassazione, uniti all’incertezza del diritto, impongono un handicap maggiore rispetto a quello dei partner e competitor. Considerato questo divario competitivo, l’unica via di salvezza per gli imprenditori italiani è di far crescere il valore aggiunto ossia puntare su eccellenza, qualità, unicità e idee». Sempre nel suo discorso, Marini, ha chiesto alle aziende associate di aggregarsi e sviluppare programmi comuni rivolti l’export, di utilizzare la specificità per trasformarla in vantaggio competitivo. In fine è stato posto l’accento sulla necessità di migliorare le infrastrutture velocizzando la realizzazione della Roma - Latina e creando collegamenti dal sud (Formia-Cassino) e dal nord (Cisterna-Valmontone), rendendo più efficiente il servizio ferroviario e utilizzando il trasporto aereo per le merci e la movimentazione dei flussi turistici. E’ stata inoltre sottolineata la necessità di puntare su una migliore regolamentazione della gestione dei rifiuti, di trovare una via d’uscita per il debito legato al sistema sanitario che nel Lazio pesa tantissimo sulle imprese attraverso l’Irap, di migliorare l’accesso al credito e di attuare una pianificazione urbanistica che guardi nella direzione del turismo.

Il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi (Foto: Ginnetti)
IL DISCORSO DEL PRESIDENTE NAZIONALE DI CONFINDUSTRIA SQUINZI
«Sono particolarmente legato a Latina. In questo territorio è infatti presente uno dei miei 63 stabilimenti. Una fabbrica del Gruppo Mapei di assoluta eccellenza sia per produttività, sia per risorse umane. L’assemblea di Confindustria Latina di oggi (ieri, ndr) è stata l’occasione per far visita alla mia azienda pontina specializzata in materiali per edilizia e industria durante la quale ho, con dispiacere, appreso come i volumi produttivi siano purtroppo diminuiti. E’ evidente che, anche per questo territorio, la strada da percorrere è quella di uscire da questa crisi attraverso l’innovazione, la ricerca e le infrastrutture». A parlare è il presidente nazionale di Confindustria Giorgi Squinzi, ospite all’assemblea pubblica di Confindustria 2012, assieme ad Aurelio Regina presidente di Confindustria Lazio ed Unindustria e a Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea. «Siamo nel pieno di una crisi strutturale da affrontare in modo integrale, con modalità innovative diverse da quelle utilizzate precedentemente e lavorando su un progetto a lungo termine che veda al centro l’Europa - ha aggiunto Squinzi nel suo discorso - Credo si debba puntare sulla produttività che genera competitività e consumo con uno sguardo rivolto alle risorse umane, sull’innovazione e la ricerca, sul sistema economico globale che non ha mai smesso di crescere cercando di intercettare e catturare nuovi mercati, il tutto valorizzando un aspetto importantissimo: il settore manifatturiero». «Finalmente, dopo una iniziale chiusura - ha terminato il proprio intervento il numero uno degli industriali - tra Unindustria e Confindustria Latina si sono aperti dei colloqui, spero si possa trovare presto un accordo». «Unindustria - ha così sostenuto il concetto espresso da Squinzi, Aurelio Regina - senza Latina, sarà sempre un progetto ‘zoppo’: abbiamo bisogno di Latina e dei suoi imprenditori».

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE UNINDUSTRIA REGINA
«Quello che sta accadendo nella nostra Regione - ha così commentato il recente scandalo il presidente di Confindustria Lazio ed Unindustria Aurelio Regina - non è sicuramente quello che ci saremmo aspettati. Uno spettacolo che pone il Lazio all’attenzione dell’intera nazione in modo volgare, deleterio e umiliante. Uno spettacolo inaccettabile per imprenditori e cittadini che ogni giorno devono lavorare duramente per sopravvivere e indecoroso per i 46 italiani che in questi ultimi mesi hanno deciso di togliersi la vita perché non riuscivano più ad andare avanti. Di fronte a ciò la classe imprenditoriale non deve sottacere». «Nella nostra Regione, nel 2012, si è assistito ad una caduta dell’economia destinata a proseguire anche per il prossimo anno - ha proseguito Regina - Le importazioni sono scese del 3,2% dopo una crescita durata tre anni che aveva fatto registrare un +43%. In calo anche l’accesso al credito passato dal +4% registrato a dicembre 2011 allo 0,1% di oggi. I fallimenti sono invece aumentati toccando, nel primo semestre del 2012, il + 10%». «Invece di dibattere sul modello Roma e sul modello Lazio - ha concluso - sarebbe più opportuno guardare al modello europeo puntando sul territorio laziale come rete. Possiamo così prendere ad esempio Unindustria che per dirsi completa ha bisogno di Latina».

LA PAROLA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI LATINA CUSANI
«Dobbiamo pensare all’idea di uno sviluppo possibile che possa invertire la crisi - ha detto il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani nel suo discorso - Lo dobbiamo fare per le nostre 48mila imprese e per i 200mila occupati che tengono e resistono. Al fallimento dei fantasiosi paradigmi del modello Roma e del modello Lazio dobbiamo contrapporre la via del mare e quella dell’aeroporto che già c’è. Creare le condizioni affinché l’autorità portuale di Civitavecchia si rivolga anche altrove». Il presidente Cusani ha poi posto l’accento sulla burocrazia che «sta ammazzando cittadini e imprese e sull’importanza del turismo che, con 21milioni di presenze l’anno in provincia, deve essere organizzato».
 (Fonte: Quotidiano La Provincia)

mercoledì 19 settembre 2012

Scuola, novità e vecchi problemi


Studenti pontini in classe (Foto: Ginnetti)
IMMISSIONI IN RUOLO E ASSEGNAZIONE SUPPLENZE
Alla prima grande tornata per l’assegnazione a tempo determinato delle circa 800 cattedre annuali vacanti (supplenze annuali e, per circa il 10%, spezzoni di ore) ne farà seguito, a breve, una nuova di dimensioni più ridotte per arruolare le circa 100 persone per le classi di concorso che mancano ancora all’appello ossia scienze ed inglese per le scuole superiori, lettere per le scuole medie e i posti per materna e primaria con segnalazione di errore. All’appuntamento tenutosi tra il 5 e il 12 settembre scorso presso l’istituto Galileo Galilei (Scuola Polo), dunque, ne farà presto seguito un altro il cui calendario verrà reso noto tra oggi e domani. Affinché l’intero iter per il reclutamento dei supplenti venga terminato è quindi necessario aspettare ancora diverse settimane. Già avviata ma non ancora del tutto conclusa è poi la procedura per l’immissione in ruolo prevista dal Decreto ministeriale di agosto che definisce il contingente del personale docente da assumere per l’anno scolastico 2012/2013.«Per quanto riguarda la provincia di Latina - ha spiegato il segretario generale Cisl Scuola Latina Franco Maddalena commentando i dati - si parla di 224 nomine di cui 174 effettuate direttamente dall’Ufficio scolastico competente per l’ambito territoriale di Latina. Circa 12 nomine in ruolo riguardano le scuole elementari (metà per concorso regionale e metà per graduatoria ad esaurimento), 30 la scuola materna, 90 la scuola media (metà per concorso regionale e metà per graduatoria ad esaurimento) e 80 le superiori. Altri 18 docenti sono invece stati assegnati al sostegno». Anche in questo caso, così come per l’assegnazione delle supplenze, la procedura non può ancora essere considerata del tutto conclusa. «Sono anni che si tenta inutilmente di iniziare la scuola con tutti i posti assegnati - ha concluso il segretario Cisl Scuola Latina - Al fine di trovare una soluzione ci siamo fatti promotori di una iniziativa che ha visto una consistente raccolta firme destinata al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo allo scopo di chiedere che vengano anticipate le operazioni di avvio dell’anno scolastico. In questo modo troverebbero giovamento sia gli studenti che avrebbero professori stabili per l’intero anno scolastico, sia i docenti attualmente costretti a passare un’estate infernale in attesa di convocazioni e assegnazioni».


ASSUNZIONI ATA, TUTTO BLOCCATO
Il nuovo anno scolastico 2012/2013 parte all’insegna dell’incertezza e della precarietà più assoluta. Alla ancora incompleta procedura per l’immissione in ruolo di docenti e personale Ata e all’iter incompiuto per l’arruolamento dei supplenti annuali si aggiunge anche la mancanza di certezza per le nomine regionali in bilico. Per quanto riguarda le nomine in ruolo dei docenti a livello regionale il meccanismo è abbastanza farraginoso: la persona interessata assente durante la convocazione ha infatti 30 giorni di tempo per dare la propria adesione. Solo dopo un rifiuto è possibile scorrere con la graduatoria alla ricerca di altre persone, il tutto con una conseguente inutile perdita di tempo. Tutto questo accade perché nelle graduatorie è possibile trovare persone iscritte da oltre 20 anni non più disponibili. «Le assegnazioni provvisorie interregionali non sono ancora state definite - aggiunge poi il segretario generale Cisl Scuola Franco Maddalena - Fino a quando gli ex Provveditorati di Napoli, Cassino e Roma non si saranno pronunciati sulle richieste di trasferimento dei docenti, la situazione rimarrà incerta sia in entrata che in uscita». Un altro grosso problema riguarda infine le immissioni in ruolo del personale Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) la cui assunzione è attualmente sospesa in attesa del documento attuativo che rendi operativa la spending review che, tra le svariate novità, prevede che il personale non idoneo all’insegnamento venga trasferito nelle segreterie delle scuole. Una
decisione che vede a rischio l’operatività delle segreterie delle scuole costrette a lavorare con personale con gravi problemi di salute e proprio per questo ritenuto inidoneo. Un blocco che in Italia coinvolge circa 5.500 persone di cui circa 50 nella provincia pontina. «Come possiamo vedere - conclude il sindacalista - il quadro non è per niente chiaro. Una situazione che stiamo cercando di contrastare in tutti i modi ma che, purtroppo, si ripete tutti gli anni. Solo per avere un’idea di quello che accade al mondo della scuola possiamo prendere ad esempio lo scorso anno scolastico quando si è dovuto aspettare il mese di marzo 2012 per conoscere l’assetto definitivo del personale».

IL «CONCORSONE», TRA DUBBI E PERPLESSITA'
Scetticismo e perplessità esprime la Cisl Scuola Latina per quanto riguarda il «concorsone» che, in base a quanto dichiarato dal ministro Profumo prevede, l’insediamento per settembre 2013 di «ventiquattromila docenti presi metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando». «In primo luogo riteniamo sia necessario attendere il 24 settembre, data in cui le informazioni saranno più dettagliate - spiega Franco Maddalena - Così come è stato illustrato, il concorso potrebbe andare bene per le classi di concorso in cui c’è carenza di abilitati, mentre è completamente inutile per quelle classi di concorso già affollate in quanto, in questo caso, si potrebbe attingere direttamente dalle graduatorie ad esaurimento. Per fare un esempio il concorso potrebbe essere utile per materie come tecnologia alle scuole medie: in provincia di Latina su 80 posti complessivi si registrano 28 cattedre vuote in seguito alla carenza di personale abilitato. In situazioni come questa il concorso sarebbe auspicabile». Le altre preoccupazioni del sindacato per il concorso riguardano la prova pre selettiva che così, come già sperimentato per altri concorsi, genera numerosi contenziosi e la questioni delle classi di concorso modificate dal precedente Ministro e ancora in attesa di essere ripristinate. «Come si può fare un concorso - si chiede Cisl Scuola - senza aver prima stabilito la corrispondenza tra la classe di concorso e le materie a questa assegnate?».

martedì 18 settembre 2012

Farmaci equivalenti, la Filctem in difesa degli informatori

I recenti provvedimenti legislativi che impongono al medico generico, nei casi in cui siano disponibili più medicinali equivalenti, ad indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco, hanno scatenato un acceso confronto tra gli addetti ai lavori. Lo scorso 12 settembre, presso il ministero dello Sviluppo Economico, le organizzazioni sindacali del settore hanno partecipato all’avvio di un lungo tavolo di trattative che riguarda principalmente gli Informatori scientifici del farmaco. «A fronte di ciò la Filctem Cgil di Latina - ha spiegato il segretario Dario D’Arcangelis - insieme alle rappresentanze dei lavoratori dell’Informazione Scientifica del Farmaco della Filctem Cgil delle società Pfizer e Abbott, vuole dare un contributo utile al proseguo del confronto evidenziando alcuni punti di debolezza che debbono essere inevitabilmente superati anche nell’interesse del malato per la cura della salute». «Con l’articolo 11 bis della legge 135 del 2012 - spiega il sindacalista - la scelta del farmaco da dispensare al paziente viene trasferita progressivamente dal medico al farmacista. Per poter incidere positivamente sulla ‘scelta’, le aziende che fanno ricerca si avvalgono di professionisti, gli informatori medici, che ricevuti periodicamente dai sanitari svolgono un’essenziale funzione di informazione e aggiornamento farmacologico utilizzando documenti autorizzati dall’Aifa (l’80% dell’aggiornamento del medico è fornito gratuitamente dalle aziende che fanno informazione). L’informazione medica non termina con lo scadere del brevetto, come vorrebbero alcune aziende che non hanno mai fatto informazione scientifica, ma esclusivamente attività da ‘piazzista’». «Il risvolto occupazionale di tale atto arbitrario - prosegue il segretario Filctem Cgil - sarà l’inevitabile compressione occupazionale di un’intera categoria di lavoratori chiamati informatori medico-scientifici, il ridimensionamento della presenza industriale delle multinazionali con la conseguente chiusura di impianti produttivi e il coinvolgimento di un corposo indotto. Traducendo il tutto in numeri, possiamo stimare in circa 10.000 informatori medici e svariate decine di migliaia di lavoratori dell’indotto coloro che concretamente sentono minacciato il loro posto di lavoro. A tanto aggiungiamo che le continue riorganizzazioni aziendali (fusione, accorpamenti...), avvenute nel recente passato, hanno portato al nascere di piccole e medie aziende che, promuovendo farmaci non più ‘coperti’ da brevetto, hanno ricollocato svariate migliaia di informatori già espulsi dalle grandi aziende in fase di riorganizzazione. Queste realtà hanno finora svolto un insolito ruolo di ammortizzatore sociale nei processi di trasformazione delle grandi imprese farmaceutiche. E la scomparsa della figura professionale dell'informatore a fianco del medico generalista pregiudicherebbe il corretto utilizzo dei farmaci bioequivalenti, poiché nessuno fornirebbe più al medico i frequenti aggiornamenti delle schede tecniche, verrebbe a mancare anche il servizio di 'rilevamento eventi avversi' che la categoria fornisce su tutto il territorio nazionale e scomparirebbero tutti gli eventi formativi, indirizzati alla classe medica, quali corsi ECM e congressi. Senza addentrarci in una trattazione tecnico-scientifica è opportuno sottolineare però che per farmaco si intende l’insieme di principio attivo ed eccipienti, quindi i farmaci bioequivalenti avendo per legge differenti eccipienti e diversa biodisponibilità sono farmaci diversi tra loro sia per efficacia che per effetti collaterali. E' bene quindi chiarire una volta per tutte che gli originali a brevetto scaduto non sono uguali ai 'generici' così come i generici non sono uguali tra loro». «Abbiamo la responsabilità di migliaia di lavoratori compresi quelli che, ricollocatisi in aziende minori faticosamente promuovono farmaci a brevetto scaduto senza gravare sulle casse dello Stato - conclude la nota - Pertanto come Filctem Cgil, metteremo in campo tutte le nostre risorse per difendere i livelli occupazionali e il costituzionale e sacrosanto diritto di ognuno di noi ad essere curato in maniera efficace».

Poste Italiane, proclamato lo sciopero nazionale

Il centro distribuzione di Latina (Foto: Ginnetti)
Tagli indiscriminati, proposta di chiusura di 6 uffici, spostamento del personale addetto al recapito, spacchettamento dei lavoratori della distribuzione, assenza di un progetto di riorganizzazione, continui blocchi del sistema informatico, carenza di addetti agli sportelli e, in ultimo, anche il ritiro delle macchine ai portalettere perché considerate troppo costose: la situazione lavorativa in Poste Italiane, e in modo particolare nella provincia di Latina, appare davvero insostenibile. Sono questi solo parte dei motivi che hanno indotto Slc Cgil, Slp Cisl e Failp a proclamare uno sciopero nazionale. Nel dettaglio, dal 14 settembre e per un mese, i lavoratori si asterranno dalle ore di straordinario mentre il 12 ottobre il blocco sarà per l’intero turno (24 ore, ndr) con manifestazione conclusiva a Roma. «Stiamo tornando indietro di anni - ha commentato il segretario Slc Cgil Bruno Carlo - La provincia di Latina rischia di veder chiusi 6 uffici postali, mentre il recapito provinciale sta subendo una serie di accorgimenti logistici come, ad esempio, lo spostamento del personale addetto alla corrispondenza da Cisterna a Latina con la conseguenza che la corrispondenza non riesce più ad arrivare in orario né a Cori, ne a Norma oppure l’assurdo spacchettamento del personale addetto alla distribuzione da Latina Scalo a Latina che comporterà ulteriore disagio a lavoratori e clienti». Tutto questo in un momento davvero delicato in cui si parla delle dismissioni pubbliche e in cui il piano di liberalizzazioni del Governo è tornato sulla proposta di scorporare il bancoposta da Poste Italiane, una posizione da sempre sostenuta dall’ex presidente dell’antitrust Antonio Catricalà, oggi sottosegretario alla Presidenza del consiglio. «L’orientamento a separare i settori - ha proseguito il sindacalista - porterà ad una riduzione di servizi e di personale, una scelta drammatica per la provincia di Latina già martoriata dalla crisi industriale. Oggi, infatti, la vera forza degli uffici postali è proprio quella di svolgere servizi finanziari senza essere una vera banca giocando a proprio favore sul piano dei costi complessivi, decisamente più bassi delle banche». «Come se non bastasse - conclude Bruno Carlo - in questi giorni la direzione del recapito, nella provincia di Latina, ha ritirato le macchine ai portalettere perché considerate troppo costose dimenticando quanto siano stati pericolosi i motorini negli anni passati. Come si ricorderà due portalettere hanno già pagato con la vita i rischi del lavoro in motorino e addirittura in bicicletta: a Formia sulla variante Formia Garigliano e a Terracina sull’Appia». Tra i disagi più urgenti registrati nella provincia di Latina l’ufficio di Cori facente capo a Cisterna dove è stata soppressa una macchina e dove le ore di lavoro sono passate da 6 a 7.12, l’ufficio di Terracina dove è stata soppressa una macchina e l’orario di lavoro è passato da 6 a 7.12 e l’ufficio di Latina Scalo soggetto allo spostamento di 4 zone di recapito con il relativo personale assegnato. Slc Cgil denuncia come il tutto sia stato fatto senza le opportune valutazioni e l’aggiornamento del Documento valutazione rischi. Slc Cgil ha fatto già pervenire diverse segnalazioni agli organi di vigilanza e chiederà di verificare individualmente le percorrenze a rischio dei territori pontini per evitare ulteriori drammi. In base a quanto affermato dal sindacato l’azienda vuole risparmiare perché, a suo dire, il mercato tradizionale sarebbe in calo. Altrettanto vero è però l'incapacità aziendale di tenere il mercato complessivamente. Da qui alcuni brevi considerazioni a supporto di questa affermazione: Nel confronto dei dati 2010 con quelli 2011 (dati aziendali) riscontriamo che i ricavi postali sono diminuiti del 5,11%, i volumi totali di corrispondenza e filatelia sono calati del 7,7%. All’interno di questo 7,7% la posta descritta e indescritta è calata del 5,15%, i servizi integrati sono calati del 23,97%, i servizi digitali e multicanale sono calati del 4,5%, il direct marketing è calato del 6,14%, la posta non indirizzata è calata del 9,97%, i servizi per l’editoria del 18,06%, il corriere espresso registra una crescita del 3,09% (dovuta alla raccomandata 1), i pacchi sono calati del 47,17%.Come si vede il calo dei nuovi servizi integrati ed a valore aggiunto, quindi le novità che avrebbero dovuto bilanciare i cali del prodotto tradizionale, sono addirittura maggiori in percentuale di quelli tradizionali».

lunedì 17 settembre 2012

Good Company, prosegue lo sciopero

Sono ancora in sciopero i lavoratori della Good Company, la società legata a Consorzio Alliance che nell’ottobre 2011, assieme a Logicompany, è subentrata al Gruppo Midal per andare coprire il servizio dei corner (ortofrutta, macelleria e pescheria) e della logistica. La protesta, proclamata dalle segreterie provinciali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, è stata messa in piedi in seguito al continuo ritardo con cui vengono pagati gli stipendi dei circa 30 lavoratori distribuiti tra i supermercati a marchio Sigma Prime di via Piave, via Epitaffio, Q4 (Nuova Latina) e Q5 (Nascosa). Un problema che, è bene ricordare, non è responsabilità della società Le Botteghe che, attraverso il marchio Sigma Prime, attualmente gestisce i quattro ex punti vendita un tempo appartenenti al Gruppo Midal con marchio Sidis, ma esclusivamente della società Good Company che si è presa in carico il servizio dell’ortofrutta. «In base a quanto spiegato da Good Company - ha commentato il segretario Fisascat Cisl Davide Favero - la mensilità di luglio è stata saldata ma manca all’appello ancora agosto e, tra poco, sarà necessario saldare anche settembre. Il personale è inoltre stanco di vivere quotidianamente nell’incertezza di non poter contare su uno stipendio». «Questi lavoratori - ha aggiunto il sindacalista - oltre al danno subiscono la beffa: non solo lavorano duramente senza ricevere nei tempi stabiliti lo stipendio ma, durante i giorni di sciopero, neanche vengono pagati in quando la società applica una decurtazione in base al numero di giornate di astensione dal lavoro».

domenica 16 settembre 2012

Ambiente e sicurezza, il workshop di Confindustria

La sede di Confindustria Latina (Foto: Ginnetti)
Dopo la due giorni di formazione del 13 e 14 settembre incentrata sull’applicazione del Regolamento Emas dedicata agli Ambienti Produttivi Omogenei (Apo), organizzato da Confindustria Latina in collaborazione con Certyquality, che ha visto la partecipazione di Arpa Latina, delle imprese associate del settore Chimico- Farmaceutico e di alcuni Enti territoriali, l’offerta formativa prosegue con il workshop «Opportunità e strumenti per l’efficienza energetica», che si terrà domani, dalle 9.30, presso la Sala de Pasquale del Comune di Latina. Il Comitato Tecnico Scientifico Emas Latina, Confindustria Latina in qualità di segreteria tecnica e Certyquality, organismo accreditato per la certificazione dei sistemi di gestione aziendale per la qualità, l’ambiente, la sicurezza e nella certificazione di prodotto, consci della grande attenzione che imprese ed Enti stanno rivolgendo alla gestione razionale dell’energia come componente essenziale per lo sviluppo sostenibile, hanno organizzato questo ulteriore appuntamento formativo. L’incontro, che si rivolge a coloro i quali in azienda si occupano di gestione ed ottimizzazione delle problematiche energetiche e ai consulenti, verterà sulla nuova norma internazionale espressamente dedicata alla gestione ed al controllo della variabile energetica, la ISO 50001 – Energy Management Systems – Requirements with guidance for use, pubblicata nel 2011. Rispetto alle note norme ISO 14001 e Regolamento EMAS, di cui ricalca la struttura, la ISO 50001 fornisce un focus specifico per implementare un efficace sistema di gestione dell’energia e per ottenere conseguenti e significativi risparmi economici. Argomento Importante del Workshop sarà inoltre l’Illustrazione dei contenuti della Norma ISO 14064:06 «Gas Effetto serra: quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione», nonché le novità introdotte dalla nuova Direttiva Ets che dal primo gennaio 2013 entrerà in vigore. La partecipazione al workshop è gratuita, previa prenotazione allo 0773/442301.

Ex Findus, vertenza spinosa

Lavoratori in sciopero davanti l'ex stabilimento Findus
Non si sblocca il progetto di riorganizzazione dell'ex Findus di Cisterna che, nonostante un recente incontro in Confindustria Latina tra parti sociali e vertici aziendali, ancora non è riuscita a definire nel dettaglio un piano per gestire i 127 esuberi.  Il nuovo Gruppo alimentare, Byrd's Eye, resta infatti fermo sulla necessità di smaltire il personale «di troppo» e, se entro il 16 maggio 2013 (mese in cui scadrà la cassa integrazione, ndr) non riuscirà a trovare una soluzione alternativa, si procederà sicuramente con i licenziamenti. «L'unica via di uscita - spiega Giovanni Gioia, segretario provinciale Flai Cgil - è quella di attuare strumenti alternativi come il de-mansionamento, il passaggio dal tempo full time a quello part time e l'esodo volontario. Misure a cui si può accedere solo attraverso la scelta volontaria del lavoratore». Il lavoratore che opterà per ognuna di queste strade alternative subirà un peggioramento della propria condizione lavorativa pertanto l'azienda dovrà offrire incentivi sostanziosi (diversi in base all'anzianità del lavoratore) che al momento non sono ancora stati quantificati. «Mentre l'azienda è ancora a lavoro per tentare di trovare una giusta griglia di protezione - ha proseguito Tonino Passaretti, segretario Uila Uil - Abbiamo chiesto quali siano le intenzioni rispetto al personale che resta. In particolare come l'azienda intende garantirlo e come intende recuperare la contrattazione di secondo livello che è stata eliminata a scapito del salario». Nel mese di giugno 2012 il Gruppo Byrd's Eye si era impegnato, davanti l'assessorato al Lavoro e Formazione della Regione Lazio ad avviare un piano di rilancio che prevedeva investimenti di oltre 11 milioni di euro da spalmare nel corso di 12 mesi. Nel frattempo, la trattativa di vendita avviata con la cordata asiatica è decaduta.

Imu, in arrivo la stangata autunnale

Sessantasette euro di media con punte di 283 euro a Ponza, 230 euro a Ventotene e 127 euro a Formia. Sono queste le cifre previste, dallo studio della Uil pensionati di Latina, in merito alla «stangata» autunnale per la seconda rata sulla prima casa in scadenza proprio domani. «Conto più salato per la seconda rata e la terza rata - spiega Francesca Salvatore, segretario generale della Uil Pensionati di Latina - Il saldo di Dicembre, infatti. a differenza degli acconti (calcolati con le aliquote base 4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per la seconda casa) sarà effettuato con le aliquote deliberate o ancora in caso di definizione nei singoli Comuni, che possono aumentarle o diminuirle del 2 per mille sulla prima casa e del 3 per mille sugli altri immobili». «Dal monitoraggio - aggiunge Francesca Salvatore - ad oggi, sui 20 Comuni che hanno definito le aliquote, emerge che i Sindaci pur cercando di limitare gli aumenti del prelievo sulla prima casa, ritoccano verso l’alto l’aliquota degli altri immobili puntando in moltissimi casi su quella massima (10,6 per mille). Tra i Comuni che hanno deliberato le aliquote, 6 di essi hanno aumentato quella per la prima casa, 2 l’hanno diminuita, 10 hanno confermato l’aliquota base. Mentre 15 Comuni hanno ritoccato all’insù quelle per le seconde case, 4 hanno confermato l’aliquota base, uno l’ha diminuita. E così a Dicembre mediamente per una prima casa, agli acconti di Giugno e Settembre (133 euro), se ne dovranno aggiungere mediamente altri 71 euro. Conguaglio, invece, che diventa ancora più pesante per le seconde case, dove l’Imu passa da un acconto medio di 437 euro ad un saldo di 519 euro». Per il 2012, complessivamente, l’Imu peserà sulle famiglie 1.161 euro medi (205 euro medi per la prima casa e 956 euro per una seconda casa). «Soldi freschi» per le casse dei Comuni e dello Stato, che si aggiungono ai 75,4 milioni di euro (42,7 milioni di euro l’incasso dei Comuni e 32,7 milioni di euro per lo Stato), dell’acconto di Giugno. In particolare per l’acconto di Giugno a Latina sono stati incassati 15,8 milioni di euro (8,9 milioni di euro per il Comune e 6,9 milioni di euro per lo Stato), ad Aprilia 10,2 milioni di euro (5,8 al Comune e 4,4 allo Stato), a Terracina 8,1 milioni di euro (4,6 milioni di euro per il Comune e 3,5 milioni di euro per lo Stato). «L’Imu deve essere modificata - conclude Francesca Salvatore - per le sue molte incongruenze, partendo dalla riduzione delle aliquote sulla prima casa legata al reddito Isee per i lavoratori e i pensionati, con ulteriori detrazioni per questi ultimi senza figli minori a carico; l’equiparazione delle detrazioni di 50 euro per le famiglie con disabili over 26 anni e l’equiparazione a “prima casa” delle abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture socio sanitarie, prevista ad oggi soltanto da tre Comuni».



venerdì 14 settembre 2012

Autotrasportatori, Cna organizza una giornata informativa

Il 4 dicembre 2011 è entrato in vigore il Regolamento Comunitario 1071/2009 sul riordino dell’Albo Autotrasportatori. Tale ordinamento prevede il possesso obbligatorio dei requisiti richesti per l’esercizio della professione di trasportatore su strada, una normativa rivolta alle imprese che possiedono veicoli di massa complessiva superiore a 1,5 tonnellate e che, al fine di non subire la cancellazione dall'Albo, hanno l’obbligo di normalizzare la loro posizione. In vista dell'importante scadenza prevista per il 2013, Cna di Latina ha organizzato un seminario in programma lunedì 17 settembre 2012 alle 18 presso la propria sede di Latina in Viale Nervi, nato con lo scopo di approfondire i temi legislativi a garanzia di una dettagliata informazione rivolta a tutti coloro che operano sul territorio provinciale. «Vogliamo sensibilizzare gli autotrasportatori che operano sul nostro territorio a fronte della nuova disciplina legislativa che riguarderà la cancellazione dall’Albo prevista per tutti coloro che non normalizzeranno la loro posizione - afferma il Presidente della Cna di Latina, Angelo Agnoni, che continua - le numerose richieste di informazioni che sono giunte presso la nostra sede, ci hanno spinto ad organizzare una giornata dedicata a tutti colore che operano nel settore e che, attraverso l’ausilio e la partecipazione del Responsabile del Trasporto della Cna Lazio, Antonio Migliaccio e dell'esperta in materia, Luciana Dolce, forniremo non solo ai nostri associati». «Sono 1700 gli autotrasportatori conto terzi iscritti attualmente all’Albo provinciale, di cui 52 dall’inizio dell’anno (dal gennaio 2012 ad oggi 69 hanno subito invece la cancellazione per mancanza di requisiti) – afferma Antonello Testa, Direttore della Cna di Latina – e che dovranno adeguare, entro il prossimo mese di aprile, la loro posizione. Da questi dati, se messi in rapporto con gli ultimi pubblicati dal Ministero, emerge che l’incidenza sul trasporto territoriale è pari al 14% del totale e che corrisponde a circa 21mila tonnellate di merci per chilometro percorso in un anno». Un dato singolare quest’ultimo se associato a quello relativo al trasporto conto proprio dal quale emerge che la piccola e media percorrenza rappresenta il 66% di merci trasportate all'interno del territorio locale con una percorrenza media di 8mila tonnellate per chilometro percorso, mentre il restante 34% interessa tutto il territorio regionale attraverso una rete stradale che attualmente si estende per quasi 10mila chilometri.

Crisi, la risposta del settore della panificazione

Il sistema delle imprese della panificazione della Provincia di Latina ha deciso di reagire alla crisi attraverso una serie di iniziative per favorire l’aggregazione delle imprese, la diversificazione della produzione, un rapporto più variegato con i vari segmenti mercato (negozi, distribuzione organizzata, clienti finali), la promozione del prodotto tipico, la formazione del personale, l’accesso al credito e l’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione. Questi i risultati dell’incontro organizzato nei giorni scorsi da dal Sindacato dei Panificatori di Latina e della Confcommercio Imprese per l’Italia Latina con l’intento di supportare al massimo il settore che rappresenta un notevole valore aggiunto provinciale oltre che un comparto dalle componenti in grande evoluzione in questa fase di mercato. L’incontro che si è tenuto a Latina il 9 settembre e che verrà ripetuto a breve nel Sud della Provincia, è stato presieduto dal presidente provinciale del Sindacato dei Panificatori Mazzocchi e coordinato dal direttore di Confcommercio Latina il Salvatore Di Cecca. Numerosi gli interventi sia istituzionali che tecnici che hanno attivato un confronto aperto con le imprese che ha portato alla definizione di un ventaglio di iniziative di Rete che nei prossimi mesi vedranno il coinvolgimento di numerosi operatori. Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente Mazzocchi, che ha sottolineato le difficoltà del settore e la volontà del sindacato di fornire supporti concreti agli operatori, è intervenuto in rappresentanza del Presidente della Camera Vincenzo Zottola, il consigliere camerale Luca Targa che ha voluto rappresentare agli operatori presenti l’attenzione costante e concreta della Giunta Camerale nei confronti delle progettualità dei vari comparti finalizzate a creare sinergia ed innovazione in questa fase di crisi. Attenzione che si concretizza sia sul versante dell’accesso al credito con Intrafidi sia con la creazione di 'contenitori' per la promozione e lo sviluppo del sistema economico locale come ad esempio gli interventi a favore dell’economia del mare che da anni includono le imprese del settore artigianale e di produzione tipica in ambito enogastronomico. «Assistenza tecnica, formazione e supporto per l’accesso al credito sono gli strumenti associativi che Confcommercio direttamente o attraverso il Cat mette a disposizione delle imprese» ha dichiarato il presidente del CAT Confcommercio Cassano. Si è passati poi all’illustrazione delle strategie del Sindacato Nazionale e dell’Ente Bilaterale di settore, strategie adattate al momento di crisi. Il presidente del Sindacato Romano dei Panificatori e membro del Direttivo nazionale Bartoccci ha invitato i colleghi a potenziare la capacità aggregativa non solo in termini di forza rappresentativa, squisitamente sindacale ma soprattutto per immaginare percorsi per differenziare l’offerta e rafforzare il rapporto con la clientela, attraverso il potenziamento dei canali distributivi e commerciali nonché l’aumento della qualità del prodotto e del servizio, cogliendo le opportunità che scaturiscono dalle nuove esigenze della clientela, in particolare al minuto. Il dottor Fierro dell’Ente Bilaterale di settore ha illustrato ai presenti le numerose iniziative e servizi impliciti nelle funzioni degli Enti Bilaterali. Si è passati poi agli interventi tecnici. In materia di credito e di dinamiche economiche di settore è intervenuto il professor Bernardino Quattrociocchi della Facoltà di Economia di Roma–La Sapienza che prendendo spunto dal valore sociale oltre che economico della panificazione ha presentato le opportunità che i Consorzi Fidi esistenti e in sviluppo in Provincia possono offrire. «Il credito è una problematica - ha sottolineato il Professor Quattrociocchi - ma lo è anche la poca consapevolezza della strategicità del settore nell’economia di un territorio. A problematiche della commercializzazione e della comunicazione ha fatto riferimento la dottoressa Cincioni che ha presentato agli operatori i punti cardine del cosiddetto 'marketing della crisi'. Nello specifico sono stati discussi gli strumenti e le tecniche, proposte da Confcommercio Latina: la creazione di protocolli d’intesa e Reti per modalità di commercializzazione per segmenti di clientela, la diversificazione della produzione tra pane industriale, pani speciali, prodotti da forno, la creazione di una filiera distributiva da hoc per ristoranti e alberghi. Sia la dottoressa Cincioni che il professor Quattrociocchi hanno inoltre proposto alle imprese della panificazione l’opportunità di innovare la loro organizzazione, anche con il sostegno di finanziamenti ad hoc introducendo: le nuove tecnologie come Internet e la formazione e la qualificazione del personale. Dopo un vivace dibattito con gli operatori sono state concordate alcune linee progettuali per il settore che hanno avuto il plauso della Struttura Nazionale rappresentata dal Presidente Bertocci e dell’Ente Bilaterale e che il Sindacato dei Panificatori di Latina realizzerà con il supporto della Confcommercio e del Cat: la definizione di un Consorzio delle Imprese della Panificazione di Latina con la stesura di protocolli d’intesa per la commercializzazione e per la filiera; la definizione di un rapporto privilegiato con Intrafidi, la progettazione e realizzazione di un sito Internet dedicato, lo studio di fattibilità di una rete di punti vendita per i prodotti da forno tipici con un relativo disciplinare e marchio, la predisposizione di progetti formativi ad hoc a valere sul Fondo Forte.

Pettinicchio, il Gruppo Granarolo incontra i sindacati


E’ atteso per questa mattina l’incontro tra organizzazioni sindacali (Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil) e il Gruppo Granarolo volto a fare il punto sulla vertenza Pettinicchio. Attualmente i lavoratori sono in cassa integrazione in deroga fino al prossimo 31 dicembre ma, alla luce delle nuove normative del Governo in materia di ammortizzatori sociali, la situazione potrebbe destabilizzarsi da un momento all’altro. «L’incontro in programma per domani mattina - ha spiegato il segretario Flai Cgil Giovanni Gioia - è utile a fare il punto della situazione con l’azienda e verificare la disponibilità a proseguire con gli ammortizzatori sociali» «Si tratta di un incontro tecnico volto a capire più nel dettaglio quale sarà il futuro di questi lavoratori - ha aggiunto il segretario Uila Uil Tonino Passaretti - Finora tutto è rimasto fermo e nulla è stato fatto per la riqualificazione dell’ex sito Pettinicchio vogliamo dunque capire quali sono le intenzioni dell’azienda». Lo stabilimento Pettinicchio di Sermoneta del Gruppo Granarolo ha chiuso i battenti nel 2008 lasciando senza lavoro 108 unità. L’uscita dal mercato della storica azienda pontina aveva generato non poche polemiche anche perché il Gruppo alimentare aveva chiuso nella provincia di Latina ma si era portato il marchio «Pettinicchio» nel nord Italia dove continuava a produrre mozzarelle. Per il personale sono stati accordati due anni di cassa integrazione straordinaria a cui hanno poi fatto seguito altri due anni di cassa integrazione in deroga. Nessuna speranza però, almeno finora, per il futuro occupazionale.

giovedì 13 settembre 2012

Vertenza Pacifico, il negozio di via del Lido passa a Cassandra

Il negozio di via Pio VI (foto: Ginnetti)
Il passaggio è ora completo: le organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) hanno infatti dato il via libera al contratto preliminare che, dallo scorso 4 settembre, impegnava Cdk (Centro distribuzione Kappa) dell’ingegner Pietro Cassandra a subentrare, attraverso il marchio «Carrefour» al punto vendita Pacifico di via del Lido. Con la firma dell’accordo quadro Cdk srl si è dunque impegnata ad assumere full time 6 unità, dal bacino degli ex 73 lavoratori Pacifico in cassa integrazione straordinaria dopo la cessazione di attività. «Abbiamo portato a casa un obiettivo importante che va nella direzione della salvaguardia di tutto il personale - ha commentato a margine dell’incontro il segretario Fisascat Cisl Davide Favero - Ciò è stato possibile grazie ad un accordo quadro sottoscritto prima dei vari fitti di ramo d’azienda, che di fatto vincola il Gruppo Pacifico a cedere i propri punti vendita solo ad imprenditori disposti a riassorbire il vecchio personale». «Lo sguardo è ora puntato al negozio di via Pio VI - ha proseguito il segretario Uiltucs Uil Gianfranco Cartisano - La sfida è quella di far subentrare un soggetto Il più possibile vicino al settore alimentare, in modo da offrire maggiori possibilità al personale di tornare a svolgere il lavoro precedente. Cassandra ha ribadito l’interessamento per questo negozio ed anche la conseguente riassunzione del personale. La nostra organizzazione spinge affinché si riesca a giungere al più presto ad un accordo nell’ottica di ridare lavoro alle maestranze ex Pacifico al completo». Diversa è invece la situazione per il punto vendita ex Pacifico di Tor Tre Ponti: lo scorso 26 luglio è stato firmato un accordo per il fitto di ramo di azienda del supermercato che prevede il riassorbimento di 25 unità, solo per partire. A rilevare la società la Dlf (legata a Verde Europa e a Connect) che utilizzerà il nuovo marchio «Ognidì». Fitto di ramo d’azienda, infine, anche per Fidomarket che vedrà il reintegro di 2 unità. All’appello manca quindi solo il punto vendita di via Pio VI.

Asilo di via Budapest, l'appalto passa alla coop Astrolabio

Revoca dell’appalto alla cooperativa Minerva e affidamento del servizio per l’infanzia alla cooperativa Astrolabio, arrivata seconda nella gara. Si è conclusa così l’assurda vicenda che, per ben due giorni, ha visto protestare le circa 25 tra educatrici e ausiliari degli asili nido comunali di via Budapest e di via Aniene. Tutto è iniziato con il cambio di appalto del servizio, che ha visto il passaggio dalla cooperativa Astrolabio alla cooperativa di Lenola Minerva, creando non poco scompiglio: il vecchio personale si è trovato senza lavoro e i genitori, nella giornata di lunedì e martedì, non hanno potuto lasciare i bambini a scuola. «Sono sconvolta - ha detto ieri mattina l’educatrice Rita Viviani dopo il sit in - In sei anni abbiamo costruito tanto per poi ritrovarci senza niente». «Nonostante i fondi per questo settore siano aumentati - ha aggiunto una sua collega - le cooperative continuano a tagliare sul personale. I genitori sono dalla nostra parte e hanno deciso di non far entrare i propri figli perché si fidano solo di noi». Ad essere ritenuta responsabile, in base a quanto spiegato da Uiltucs Uil e Flaica, la cooperativa Minerva che alla totale assenza di offerta di assunzione (aspetto invece previsto dall’articolo 37 del Contratto collettivo di lavoro delle cooperative sociali, ndr), ha poi fatto seguire una proposta di assunzione a delle condizioni che però non sono piaciute alle educatrici: il nuovo contratto avrebbe mantenuto le stesse ore dell’anno precedente (5 al giorno per le educatrici e 3 per le ausiliari), ma avrebbe escluso gli scatti di anzianità e l’indennità di turno, due voci che avrebbero inciso notevolmente sul salario delle maestranze. «Sono dispiaciuta e fortemente arrabbiata in quanto si è andato a creare un disservizio all’utenza - ha spiegato ieri mattina l’assessore agli Asilo Nido Marilena Sovrani a margine dell’incontro con i sindacati - Seppur la cooperativa Minerva ha messo a disposizione delle operatrici che sono all’interno della scuola, al di fuori sono presenti le vecchie lavoratrici che protestano e chiedono indietro il loro posto. Chi sarà ritenuto colpevole pagherà». Nel pomeriggio di ieri è infatti giunta notizia della revoca dell’appalto alla cooperativa Minerva e il conseguente subentro dell’Astrolabio. «E’ stato raggiunto un risultato importante - ha commentato il segretario Uiltucs Uil Gianfranco Cartisano - l’impegno delle lavoratrici e la determinazione dell’organizzazione sindacale hanno fatto sì che tutto sia tornato alla normalità. Finalmente il personale potrà tornare al proprio lavoro e i genitori contare su un lavoro professionale e di qualità». Il caos di questi ultimi giorni è stato generato anche dal ritardo con cui è avvenuta la gara di appalto e quindi l’affidamento del servizio. «La crisi globale e il conseguente ritardo nello stanziamento delle risorse - ha precisato l’assessore - hanno impedito che nel bilancio fossero inserite le somme per il servizio di esternalizzazione per gli asili nido. Chiederò pertanto al Sindaco di fare in modo che per il prossimo anno non si verifichi di nuovo questa situazione».

Good Company, ex lavoratori Midal senza stipendio: lo sciopero

Il supermercato di via Epitaffio durante la gestione Midal (foto: Ginnetti)
Sono di nuovo senza stipendio i lavoratori della cooperativa Good Company, in servizio presso i supermercati Sigma Prime subentrati agli ex Sidis della Midal. «In seguito al mancato pagamento degli stipendi, in ritardo da ormai due mesi, - spiegano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - annunciamo lo stato di agitazione». «I lavoratori - aggiungono le organizzazioni sindacali nella comunicazione inviata a Good Company - non garantiranno la propria prestazione lavorativa finché non saranno debitamente riconosciute le loro spettanze mensili. In mancanza di un riscontro intraprenderemo le vie legali». Non è la prima volta che i lavoratori della Good Company scioperano. Solo tre mesi fa, era il mese di giugno, i circa 20 lavoratori addetti ai banchi dell’ortofrutta hanno incrociato le braccia sempre per il mancato pagamento dello stipendio. Come si ricorderà la società Good Company, assieme alla società Logicompany, è subentrata al Gruppo Midal nel mese di ottobre 2011. L’accordo impegnava le due società legate a Consorzio Alliance a riassumere i circa 70 ex lavoratori Midal distribuiti tra la logistica, il centro distribuzione, l’amministrazione e il Cash and Carry Pantamarket. Sempre in base all’intesa, le assunzioni dovevano partire il 7 novembre 2011 in modo graduale, per protrarsi fino al 31 dicembre 2011 e comunque non oltre il 31 marzo 2012. Attualmente, però, le due società non hanno riassorbito il personale al completo. Diversa è invece la situazione di Sigma Prime che, attraverso la società le Botteghe, è subentrata con una procedura di affitto di ramo d’azienda, nella gestione dei 18 punti vendita a marchio Sidis (ex Midal) poi riconvertiti con il marchio Sigma Prime e Conad.