martedì 17 dicembre 2013

Rosa Giancola: «Montebovi, la sentenza deve far riflettere sui diritti dei lavoratori»

Striscioni di protesta davanti la Montebovi
«La sentenza emessa del Tribunale di Velletri, che ha accertato l’illegittimità del licenziamento di un lavoratore appartenente a una categoria protetta e ha di fatto condannato le Industrie Roma al suo reintegro, deve aprire uno spazio di riflessione importante che riguarda non solo la vicenda della ex Montebovi ma l’intero sistema dei diritti dei lavoratori». E' questo il commento della consigliera regionale del gruppo Per il Lazio Rosa Giancola sul caso delle Industrie Roma, condannate dal Tribunale a reintegrare un lavoratore posto in mobilità in violazione dei criteri di scelta della legge 223 del 1991. La sentenza apre però uno squarcio più ampio sul sistema di gestione delle crisi aziendali, talvolta poco trasparente e troppo spesso incline a derogare al diritto e alla legge. «Ho seguito la vicenda della ex Montebovi dall’inizio – aggiunge la consigliera Giancola – portando solidarietà ai dipendenti sia prima che dopo la mia elezione in Consiglio regionale. Oggi questa sentenza ristabilisce un ordine di verità e un principio fondamentale a tutela dei lavoratori. Ma contribuisce a delineare anche un quadro preoccupante che le istituzioni hanno il dovere di indagare. Troppo spesso infatti la crisi economica offre a imprenditori senza scrupoli spazi per derogare al diritto e alla legge. E’ ciò che abbiamo visto alla ex Montebovi e in molte altre realtà del nostro territorio». «La domanda che dobbiamo farci allora – spiega ancora Rosa Giancola – è se anche la politica e le istituzioni abbiamo derogato al loro compito di mantenere saldi i diritti, preferendo legiferare secondo ricette economiche precostituite che hanno avuto come unico obiettivo l’incremento della finanza e del mercato e adattando a questo anche la vita delle persone. Se le politiche sul lavoro e sull’occupazione hanno un senso, il faro di ogni intervento deve tornare ad essere l’articolo 1 della nostra Costituzione».

lunedì 16 dicembre 2013

Licenziamento illegittimo alla Montebovi, il lavoratore dovrà essere reintegrato

L'avvocato Fabio Leggiero
Importante vittoria per un lavoratore della Montebovi di Aprilia estromesso dal proprio posto di lavoro illegittimamente. Era stato licenziato al termine di una procedura di mobilità chiusa da Industrie Roma srl già Montebovi (famosa fabbrica specializzata nella fabbricazione e produzione di prodotti dolciari), nel marzo del 2013 a fronte di un esubero di personale di 21 unità tra operai ed impiegati. Il lavoratore tra l’altro facente parte di categoria protetta ex legge 68/99 era stato incluso tre le unità in esubero. In base a quanto sostenuto dall'azienda il lavoratore doveva essere sacrificato poiché gli veniva attribuito un punteggio inferiore rispetto agli altri dipendenti. Giovedì scorso il Tribunale di Velletri ha accertato l’illegittimità del licenziamento al lavoratore condannando l’azienda alla reintegra sul posto di lavoro. Il lavoratore assistito dall’avvocato Fabio Leggiero giuslavorista del foro di Latina, ha messo in evidenza la violazione da parte dell’azienda dei criteri di scelta statuiti dalla Legge 223/91 articolo 5. «Il Tribunale - ha commentato l'avvocato Leggiero - ha accertato la violazione della legge sui criteri di scelta. L’azienda ha omesso di applicare in maniera oggettiva e verificabile i criteri applicati. Correttamente il Giudice, su nostra eccezione ha accertato che i criteri di scelta addotti dall’azienda (anzianità, carichi di famiglia ed esigenze tecnico produttive), non sono stati nel caso di specie applicati in concorso tra loro». «E' stata data troppa ridondanza alle esigenze tecnico produttive - continua l'avvocato Leggiero - applicando criteri quali: l’infungibilità, la polivalenza rispetto ad altri; ed assegnando un punteggio troppo sbilanciato in favore delle “paventate” esigenze tecnico produttive. Ciò ha alterato nel caso di specie, i criteri di imparzialità nella scelta dei lavoratori da individuare quali esuberi da porre in mobilità. Il Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro ha correttamente applicato la norma in esame ristabilendo un diritto del lavoratore leso da scelte errate di parte datoriale la quale finalmente, a distanza di un anno dalla perdita del posto di lavoro (tra cigs e licenziamento), deve prendere atto della sentenza e reintegrare, nei prossimi giorni il lavoratore a dispetto di un mercato del lavoro reso da una flessibilità in uscita “troppo selvaggia” a causa di una legislazione che a seguito della Riforma del mercato di lavoro introdotta dall’ex Ministro “Fornero”, è sempre più sensibile alle esigenze di parte datoriale e sempre meno vicino ai lavoratori licenziati». «Se c’è qualcosa che può dare senso in questo momento ad un lavoro come il nostro - conclude l'avvocato - è la possibilità di ridare speranza attraverso la tutela giurisdizionale dei diritti in capo a ciascun lavoratore».

martedì 10 dicembre 2013

Cassa integrazione, a novembre autorizzate 110 milioni di ore

In tutta Italia nel mese di novembre 2013 sono state autorizzate 110 milioni di ore di cassa integrazione, tra interventi ordinari, straordinari e in deroga. Rispetto a novembre 2012, quando le ore autorizzate erano state 108,3 milioni, si registra una aumento del + 1,7%, imputabile agli aumenti degli interventi di cassa integrazione straordinaria e in deroga, mentre la cassa integrazione ordinaria fa segnare una consistente diminuzione. I dati sono stati diffusi dall'Inps che ha elaborato un dettagliato prospetto rispetto l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Nel dettaglio si registra un calo delle ore autorizzate per la cassa integrazione ordinaria (cigo), che a novembre 2013 sono state 26,7 milioni, mentre quelle autorizzate a novembre 2012 erano state 33 milioni, con una diminuzione tendenziale del -19,1%. In particolare, la variazione è stata pari a -25,5% nel settore industria, mentre al contrario nel settore edilizia vi è stata una crescita del +14,5%. Il numero delle ore di cassa integrazione straordinaria (cigs) a novembre 2013 è stato superiore a quello dello stesso mese dello scorso anno: 53 milioni, con un aumento del +14,8% rispetto a novembre 2012, quando le ore autorizzate erano state 46,1 milioni. Anche gli interventi in deroga (cigd), pari a 30,4 milioni di ore a novembre 2013, fanno segnare un andamento crescente (+ 4,4%) se raffrontati con quelli del mese di novembre 2012, nel quale furono autorizzate 29,1 milioni di ore. Complessivamente, nel periodo gennaio-novembre 2013, per tutte le diverse forme di cassa integrazione sono state autorizzate 989,9 milioni di ore, con una diminuzione dell’1,41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1.004,1 milioni di ore). Per analizzare i dati relativi a disoccupazione e mobilità, si ricorda che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento. Considerando che i dati forniti si riferiscono al mese precedente rispetto a quelli della cassa integrazione, cioè dal mese di ottobre 2013, e che da gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Per quanto riguarda quindi i dati specifici, nel mese di ottobre 2013 sono state presentate 168.721 domande di ASpI, 83.168 domande di mini ASpI e 599 domande di disoccupazione tra ordinaria e speciale edile. Nello stesso mese sono state inoltrate 10.641 domande di mobilità, mentre quelle di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi sono state 836. Complessivamente nei primi dieci mesi del 2013 sono state presentate 1.726.898 domande, con un aumento del 31,2% rispetto alle domande presentate nel corrispondente periodo del 2012, che erano state 1.316.515.

lunedì 9 dicembre 2013

Italia sotto assedio, inizia la protesta dei Cra e dei Forconi

E’ partita ufficialmente questa mattina la grande mobilitazione nazionale contro la classe politica attuale. Agricoltori, disoccupati, precari, studenti, lavoratori sono pronti a ribellarsi e scendere per le strade e per le piazze della provincia di Latina e di tutta Italia per riappropriarsi della democrazia e per chiedere il rispetto della Costituzione e della propria dignità. «Ci hanno accompagnato alla fame - spiegano i movimenti civici che hanno organizzato l’evento ossia Life, Aitras, I Forconi, Cra, Maa, Azione Rurale Veneto e Cospa - Hanno distrutto l’identità di un Paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni... Ribellarsi è un dovere. Quando un Governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato». Nel territorio pontino in prima linea ci sono i Comitati Riuniti Agricoli (Cra) che, sulla scia delle indicazione del presidente del movimento Danilo Calvani, sono pronti a bloccare i punti nevralgici della città per far sentire la loro voce. «Dobbiamo essere tutti compatti - spiega ai cittadini Danilo Calvani attraverso un video diffuso sul web - no alle bandiere politiche, no ai sindacati! Dobbiamo far capire a tutti che noi siamo migliori, dobbiamo dare un senso ai nostri figli che non hanno più futuro, ai nostri posteri. Ci hanno rubato la Costituzione, ci vogliono distruggere, ci stanno umiliando. Ed è per questo che tutti insieme abbiamo deciso di reagire, siamo pronti a riscrivere il futuro del nostro Paese...». Inizialmente la protesta riguardava solo alcune categorie, ma pian piano l’adesione è stata così massiccia da coinvolgere tutta l’Italia, da Nord a Sud. A livello locale verranno organizzati dei presidi che si stima possano veder coinvolte oltre 1.000 persone. Il consiglio diffuso dagli stessi movimenti organizzatori è quello di fare provviste. Si prevede infatti il blocco delle strade e quindi dei tir con il rischio del mancato rifornimento di benzina e beni di prima necessità, e non solo. Non è ancora stato stabilito il giorno in cui la protesta si concluderà. E' possibile consultare la mappa dei presidi all'indirizzo http://www.novedicembre.altervista.org/mappapresidi.html.

giovedì 28 novembre 2013

Lavoratori Adecco, l'agenzia si impegna a restituire le somme dovute in busta paga

Vittoria per i lavoratori dell'Ibi, inseriti nell'azienda chimico farmaceutica di Aprilia attraverso l'Adecco. Dopo un accordo tra Femca Cisl Latina, Felsa Cisl (la Federazione che si occupa dei lavoratori somministrati, autonomi ed atipici) e la Diredione Adecco questi lavoratori potranno ora contare su stipendi più alti del 10/25% al mese. Nelle retribuzioni di questo gruppo di lavoratori erano state, infatti, rilevate una serie di anomalie causate da una erronea applicazione di alcune voci riportate dal Ccnl dei chimici e non conformi a quanto previsto dal contratto stesso. Una anomalia riscontrata dalla Femca Cisl anche in altre aziende che utilizzano lavoro interinale e che ha spinto il sindacato ad approfondire la questione. L'azione congiunta di Femca e Felsa Cisl ha portato ad un incontro con l'Adecco che ha riconosciuto il proprio errore impegnandosi a ripristinare la corretta modalità di calcolo delle retribuzioni a partire dal mese di novembre 2013. Le somme non erogate fino ad oggi saranno inserite nella busta paga di dicembre, pagata il 15 gennaio 2014. Il sindacato ha poi chiesto ed ottenuto che tale trattamento sia riservato anche a tutti quei dipendenti, non più in forza all'Adecco, ma che abbiano maturato queste differenze retributive. «Sarà cura del sindacato - ha commentato Roberto Cecere, segretario generale della Femca Cisl di Latina - verificare attentamente che l'Adecco rispetti gli impegni assunti. Siamo pronti ad appoggiare, come sempre, i lavoratori nella tutela dei loro interessi. Gestire le problematiche facendo accordi è, infatti, il compito di un sindacato attento e responsabile che deve cercare di evitare di percorrere inutilmente strade conflittuali per demagogia o populismo, come altri hanno tentato di fare in questa vicenda».

lunedì 25 novembre 2013

Caso Midal, si punta alla proroga della cassa in deroga. Ecco la situazione

Il supermercato di via Epitaffio (foto: Ginnetti)
Proroga della cassa integrazione in deroga per i punti vendita ex Midal di via Epitaffio, via Piave e Sabaudia. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali in accordo con la curatela fallimentare Midal rappresentata dai professori Cordopatri e Caldiero. Per quanto riguarda il punto vendita di via Piave, la curatela siglerà i contratti di vendita delle licenza con la società Iperbon che si è appena aggiudicata l'asta ed ha intenzione di aprire il prossimo Natale. Le persone coinvolte sono 13; attualmente i lavoratori sono in cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre e l'intenzione è quella di riassumerli a tempo indeterminato alle condizioni precedenti al fallimento del Gruppo Midal. Il punto vendita di via Epitaffio è invece stato aggiudicato all'asta da Cdk (Cassandra). L'accordo deve ancora essere siglato e il lavoratori (circa 23 persone) sono in cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre. Si prevede la riapertura a fine anno. Per quanto concerne il supermercato di Sabaudia la prima asta è andata deserta e si spera si possa trovare un nuovo imprenditore pronto a rilevarlo nelle prossime aste che prevedono un ribasso importante. Anche in questo caso il personale (circa 15 unità) è in cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre. I negozi della ex Q4, ex Q5 e Fiano Romano sono ancora a carico della società Brio. Dopo il sequestro del punto vendita le licenze e le attrezzature sono andate in mano alla curatela fallimentare mentre i lavoratori (complessivamente 70) sono in cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre, in attesa di capire il proprio destino lavorativo visto che non è ancora possibile attivare l'asta per l'affidamento del negozio. Il prossimo passaggio sarà presso il Ministero competente per capire se l’azienda ha i requisiti per poter accedere ad un anno di cassa integrazione straordinaria per chiusura. «Si auspica che una parte dei lavoratori ritrovi la sicurezza nelle future gestioni - commenta il segretario provinciale Ugl Maria Antonietta Vicaro - che a quanto pare fanno riferimento a imprenditori conosciuti. Per i punti ancora in capo alla vecchia gestione mostriamo preoccupazione, visto che saranno i giudici a stabilire tempi e modalità con le quali collocare i lavoratori, ora, in cassa integrazione».

sabato 16 novembre 2013

Poste Italiane, disagi per i portalettere di Latina e uffici finanziari al collasso

(Foto: Ginnetti)
Problemi a non finire per i dipendenti di Poste italiane della provincia di Latina. I portalettere sono spesso impossibilitati a recapitare la posta in quanto la corrispondenza si blocca in seguito a problemi di smaltimento e per questo motivo non riesce ad arrivare negli uffici pontini. «La mancata consegna della corrispondenza non dipende dai portalettere - spiega infatti Bruno Carlo, segretario Slc Cgil Latina - Giovedì scorso sulle loro scrivanie non c’era quasi nulla e per questo non hanno potuto consegnare la posta. Ad aggravare la situazione ci si è poi messa anche la mancanza di autoveicoli e motoveicoli spesso fermi per moltissimo tempo prima di essere riparati». In tal senso l’area più colpita è quella di Formia dove sono davvero tanti i portalettere rimasti senza un mezzo di trasporto». Al disagio dei portalettere si aggiunge quello degli uffici presenti sul territorio provinciale. Gli uffici postali finanziari risentono di una difficile gestione e organizzazione del lavoro e per di più lasciano molto a desiderare anche in termini di pulizie. «La Direzione provinciale nega ai Rappresentanti della sicurezza la documentazione tecnica di prevenzione durante le visite programmate - spiega ancora Bruno Carlo - E a nulla valgono i continui solleciti di intervento e verifica». Nell’ufficio di Terracina è stata attuata una riorganizzazione che ha ridotto ulteriormente lo spazio per i dipendenti. Nell’ufficio postale di borgo Montenero sono presenti delle enormi crepe che devono ancora essere sistemate. Problemi, dunque, a non finire e di ogni genere. Slc Cgil ha chiesto più volte alla Direzione provinciale un confronto ma è ancora in attesa di una risposta. «L’atteggiamento della Direzione provinciale - conclude il segretario Slc Cgil Bruno Carlo - è disfunzionale e riteniamo che la soluzione sia quella di aprire un tavolo di confronto».
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

I lavoratori della Panapesca bloccano lo stabilimento di Gaeta: sciopero ad oltranza

Panapesca ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Gaeta e i 46 dipendenti hanno risposto con il blocco delle attività del reparto movimentazione e lo sciopero ad oltranza. La protesta andrà avanti almeno fino al 19 novembre, giorno in cui è in programma  l'incontro in Confindustria Latina per la cassa integrazione. L'annuncio di una procedura di cassa integrazione per cessazione di attività è arrivato nei giorni scorsi dopo che, l'azienda nel gennaio 2013 aveva già dismesso l’attività del reparto produzione coinvolgendo 32 lavoratori. In seguito a diverse azioni di lotta i lavoratori erano riusciti ad ottenere lo slittamento dei licenziamenti e l’apertura di una procedura di cassa integrazione in deroga in scadenza a fine mese. Alla cassa in deroga doveva seguire una procedura di cassa integrazione per cessazione di attività. Nei giorni scorsi, invece, l’azienda ha comunicato che la procedura di cassa integrazione per cassazione di attività non riguarderà più solamente i 32 lavoratori, ma tutti i 46 lavoratori oggi dipendenti Panapesca, anticipando di fatto la chiusura dell’intera attività produttiva. «Siamo alle solite - dicono Eugenio Siracusa e Luca Lombardo, segretari provinciali di Flai Cgil e Uila Uil - l’azienda persegue nei suoi atteggiamenti indisponenti e la nostra reazione non poteva essere diversa, tanto che sabato scorso abbiamo dovuto chiedere l’ausilio al Commissariato di Polizia per scongiurare problemi di ordine pubblico. I lavoratori sono da diversi giorni in presidio permanente in sciopero e lunedì mattina terremo una assemblea davanti ai cancelli dell’azienda. Chiediamo a tutte le istituzioni, in primis al sindaco di Gaeta che ci è stato fino ad ora vicino, di continuare a sostenerci in questa ulteriore drammatica situazione che oggi vede coinvolti tutti e 46 i dipendenti».

Cassa integrazione, triste record per Latina: superato il milione di ore autorizzate

Maglia nera a Latina, nel mese di ottobre, per numero di ore di cassa integrazione richieste e autorizzate. I dati elaborati nel rapporto Uil sull’utilizzo della cassa integrazione evidenziano infatti un forte aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel dettaglio nel mese di ottobre 2013 sono state autorizzate 1.245.139 ore con un aumento del 68% rispetto ai mesi precedenti. «E’ un monitoraggio amaro quello del mese di ottobre sull’utilizzo di cassa integrazione nel nostro territorio - commenta Luigi Garullo, segretario generale Uil Latina - mentre in tutto il Lazio torna a salire lievemente la richiesta di cassa integrazione, Latina fa segnare il dato peggiore della regione, che vede per la prima volta lo sfondamento deciso di quota un milione di ore nella nostra provincia. L'aumento colpisce in maniera pesante la provincia pontina in quanto se guardiamo alle altre province con maggior consistenza industriale (Roma e Frosinone) gli aumenti si fermano rispettivamente a +6,7% e +39,7%. Il dato peggiore riguarda la cassa integrazione straordinaria che a Latina vede 777.145 ore autorizzate, contro le 335.952 del mese precedente. «Anche il raffronto con la cassa integrazione utilizzata nel mese di ottobre 2012 vede un aumento del 46,6% rispetto al mese di ottobre 2013 – aggiunge il segretario Garullo – Guardando all’intero periodo gennaio-ottobre 2012 , rispetto all’intero periodo gennaio-ottobre 2013, si registra però una sostanziale equivalenza del totale di ore complessivamente autorizzate, pari a poco meno di 6 milioni di ore». La stima dei lavoratori potenzialmente posti in cassa integrazione per il mese di ottobre 2013 è invece pari ad oltre 7.300 unità. Parliamo di livelli mensili mai raggiunti negli ultimi anni.

venerdì 15 novembre 2013

Casa di cura 'Sorriso sul Mare', 77 lavoratori senza stipendio da tre mesi

I 77 lavoratori della ex casa di cura di Formia ‘Sorriso sul Mare’ non percepiscono le spettanze da tre mesi e la preoccupazione che si arrivi a Natale senza che la società provveda al pagamento del dovuto, compresa la tredicesima, li spinge a richiamare l'attenzione sulla loro vertenza. A lanciare l’allarme sono i segretari Cgil Fp Ovidio Bianchi e Cristina Compagno. «Tutto ciò - scrivono i segretari Cgil Fp nella nota - sta mettendo a dura prova la stabilità economica e psicofisica di ben 77 famiglie (questo è il numero degli operatori oggi in servizio, ndr). Infatti, da notizie acquisite da parte di alcuni lavoratori, ci sono famiglie che non sono state in grado - visto il perdurare del mancato pagamento degli stipendi - di ottemperare agli impegni economici verso terzi quali mutui bancari, fitti e bollette nonché alcuni di loro hanno anche subito intimazioni di sfratto abitativo. Questa organizzazione sindacale nel denunciare il protrarsi di tale inadempienza ha provveduto anche a intimare e diffidare l’azienda a corrispondere ai lavoratori le spettanze dovute, coinvolgendo il Prefetto di Latina nella risoluzione della vertenza. Sarà cura di questa Segreteria intraprendere tutte le iniziative e forme di lotta a tutela dei lavoratori».

giovedì 14 novembre 2013

Gruppo ex Midal, Iperbon si aggiudica l'asta per il punto venita di via Piave

Il negozio di via Epitaffio (foto: Ginnetti)
Venerdì scorso la società Iperbon srl si è aggiudicata, con l’offerta migliore, l’asta per la riapertura del supermercato ex Midal di via Piave. Ora quindi i 14 dipendenti che fino a questo momento erano in regime di cassa integrazione in deroga saranno riassorbiti. «Dobbiamo attendere l’omologazione da parte del giudice delegato - ha commentato il segretario della Cisal Armando Valiani - ma già in settimana, avremo i primi incontri sindacali volti ad agevolare il passaggio dei lavoratori nella nuova società. Durante l’incontro sindacale affronteremo le modalità del riassorbimento. Inoltre sarà nostro compito monitorare le sorti degli altri supermercati per garantire lo stesso futuro». Il punto vendita di via Piave era stato posto all’asta dopo che la società Brio era stata coinvolta nel fallimento Le Botteghe.  «Restano ancora appese le situazioni dei punti vendita di via Epitaffio, di Sabaudia e dei punti vendita da poco dissequestrati della Q4, della Q5 e di Fiano Romano, dove i lavoratori sono in cassa integrazione in deroga ma ancora con situazioni da definire sotto l’aspetto della riassegnazione dei locali ad altri gestori - hanno aggiunto il segretario Ugl Maria Antonietta Vicaro e Michele Virgilio - Una partita che dovrebbe vedere a breve chiudersi anche l’asta per i negozi di via Epitaffio e Sabaudia. Si attendono gli esiti delle vicende fallimentari e delle future riaperture con altri soggetti economici, con l’auspicio che si possa parlare di un futuro certo anche per i lavoratori ancora in attesa di risposte». Come si ricorderà, dopo il fallimento Midal i supermercati di via Piave, via Epitaffio, Q4, Q5, Fiano Romano e Sabaudia furono acquisiti attraverso un fitto di ramo d’azienda dalla società Brio srl con il marchio Sigma Prime. A seguire anche la Brio srl è stata interessata dal fallimento e quindi i punti vendita sono stati sottoposti a sequestro. Ora i supermercati dovranno essere assegnati a nuovi gestori attraverso un’asta.

martedì 5 novembre 2013

'Da Urban ai contratti di quartiere, progetti integrati per la rinascita delle periferie'

Questo pomeriggio alle 16 presso la sede dell’Ordine in piazza Celli 3 si svolgerà il seminario 'da Urban ai contratti di quartiere, progetti integrati per la rigenerazione delle periferie' organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Latina e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu). L’incontro vedrà la partecipazione dell’ingegner Fabrizio Ferracci – Presidente Ordine degli Ingegneri di Latina, dell’architetto Daniel Modigliani – Urbanista e Presidente Inu Lazio e dell’ ingegner Gianfranco Buttarelli – Vice Presidente Inu Lazio. L’appuntamento, curato dall’architetto Mario Spada, coordinatore della Biennale dello Spazio pubblico, tratterà tematiche attuali affrontati con approcci innovativi, efficaci , ma da consolidare. La deindustrializzazione e la crisi economica hanno favorito il declino urbano, creato 'quartieri difficili' caratterizzati da disoccupazione giovanile, degrado, scarsa integrazione dei nuclei immigrati, radicamento di reti illegali. Per questi quartieri i progetti URBAN promossi dalla UE e i Contratti di quartiere promossi dallo Stato Italiano hanno cercato di indicare la via della progettazione integrata. «Il degrado sociale è una patologia purtroppo presente in molti parti delle nostre città – spiega Fabrizio Ferracci, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Latina - dai centri storici in abbandono, alle sconfinate periferie. I programmi integrati di intervento, offrono reali possibilità di incidenza, ma non sempre riescono ad incidere su tale versante. La polifunzionalità delle zone agricole, il cui riconoscimento formale è previsto da una recente proposta di legge regionale, modificativa della inapplicata legge regionale sul governo del territorio, costituisce un potenziale di sviluppo, di assoluto valore, specialmente se rapportato alla attuale negativa contingenza economica. Al tempo stesso costituisce una nuova opportunità per la tutela attiva del territorio e dei suoi equilibri ambientali, la possibilità di integrare virtuosamente i sistemi agricoli ed urbani». «L’Ordine degli Ingegneri sta lavorando con l’Inu alla definizione del programma del prossimo anno – sottolinea l’ingegner Buttarelli - Vorremmo conferire allo stesso una specifica valenza formativa e per questo pensiamo ad un ‘Percorso’ strutturato che esplori tutte le tematiche attuali dell’urbanistica, dalla definizione del quadro delle conoscenze, alle diverse forme di pianificazione, alle più opportune forme di gestione. Vorremmo coinvolgere esperti in grado di offrire contributi altamente qualificati, ma anche testimonianze di concrete esperienze compiute, il tutto a beneficio delle politiche urbanistiche da attuare nel nostro territorio». «Vorremmo infine analizzare in modo sistematico e compiuto la condizione della città di Latina – conclude Ferracci - al fine di trattare in uno specifico convegno la individuazione dello strumento da adottare , il più opportuno per il rilancio della economia del territorio di riferimento».


giovedì 24 ottobre 2013

'La donna, il dolore e la fede', domani il convegno

Si svolgerà domani, 25 ottobre, alle 17,30 presso la Curia vescovile in piazza Paolo VI a Latina l'incontro 'La donna, il dolore e la fede' promosso, in occasione del ventennale, dall'Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti). Ad introdurre i lavori il presidente Ucid provinciale di Latina Anna Maria D'Achille. Tra i presenti al convegno: il cardinale Giovanni Battista Re, l'assistente spirituale Ucid regionale monsignor Paolo Schiavon, il vescovo di Latina monsignor Giuseppe Petrocchi, il senatore Adriana Poli Bortone, il senatore Riccardi Pedrizzi presidente Ucid regionale, il dottor Giancarlo Abete presidente Ucid nazionale, il dottor Fabio Ricci UO Senologia ospedale Santa Maria Goretti di Latina e monsignor Renato Di Veroli assistente spirituale Ucid Latina. All'incontro non poteva mancare la Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori. E' inoltre prevista la collaborazione con la rivista 'Intervento nella società' e 'Farmasan'. L’evento si inserisce nell’ambito della campagna Lilt 'Nastro rosa' che, nel mese di ottobre, coinvolge oltre 70 nazioni del mondo nella lotta contro i tumori al seno. Una campagna che, per il secondo anno consecutivo, vede coinvolta anche Latina che si è impegnata a illuminare di rosa l’orologio del municipio di Latina per tutto il mese. L’edizione 2012 di “Nastro Rosa” ha registrato 892 uscite stampa con una forte crescita nel web che ha provocato anche un aumento del traffico sul sito www.nastrorosa.it. Alla Community Nastro Rosa si sono registrate circa 1.629 nuove iscritte (che si aggiungono alle 12.000 già coinvolte). Oltre 100 partnership on line sono state ottenute con l’azione di web publicity tra cui alcune delle prime realtà editoriali on line in Italia per audience. Gli operatori del numero verde 800.99.88.77 hanno risposto a 8.000 chiamate solo nel mese di ottobre 2012.

martedì 22 ottobre 2013

«Il lavoro nella crisi», domani la tavola rotonda organizzata dalla Filctem Cgil

«Il lavoro nella crisi». E' questo il titolo dell'iniziativa organizzata per domani dalla Filctem Cgil di Latina. L'appuntamento è alle 16.30 presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Grassi di Latina. Al centro del dibattito la giustizia sociale e ambientale, il modello di sviluppo ricercato da molti lavoratori e cittadini. Quali certezze, reali prospettive, possibili alternative, indifferibili priorità e responsabilità? Questi i principali argomenti di discussione. Alla tavola rotonda parteciperanno personalità di rilievo tra cui Cesare Damiano (attuale presidente della Commissione Lavoro ed ex ministro del Lavoro). Inoltre daranno il loro prezioso contributo il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Di Berardino, il segretario generale della Filctem Cgil nazionale Miceli, il segretario generale della Cgil di Latina Briganti, il direttore generale di Confindustria Latina Viceconte e i docenti di Politica economica europea Monti e di Filosofia Mantuano.


lunedì 21 ottobre 2013

A settembre i turisti scelgono l'Italia: Formia al secondo posto dopo Vernazza

Sono le città italiane le più amate dai turisti che per la scelta delle vacanze si affidano al sito Hotels.com. Vernazza, città ligure delle Cinque Terre, guida la classifica delle località che hanno fatto registrare il maggiore aumento delle ricerche nel mese di settembre su Hotels.com, sito leader nella prenotazione di hotel online. Con un aumento del 254% rispetto a settembre 2012, la città ha conquistato la vetta della classifica grazie alla bellezza del suo territorio, parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Al secondo posto si trova la cittadina laziale di Formia, per la quale le ricerche di hotel a settembre sono aumentate del 214% rispetto allo stesso mese del 2012. Il terzo gradino del podio è invece occupato da Signa, comune toscano in provincia di Firenze, che ha fatto registrare un aumento delle ricerche del 200%. La Puglia, con ben 6 località all’interno della top 20, è stata la regione italiana più gettonata a settembre su Hotels.com. I trulli di Alberobello hanno guadagnato la settima posizione in classifica, con un aumento del 113% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre all’ottavo posto si trova Santa Cesarea Terme, città per la quale le ricerche su Hotels.com nel mese di settembre sono aumentate del 105%. Le altre località pugliesi in classifica sono Otranto (+97%), San Giovanni Rotondo (+89%), Castellana Grotte (+86%) e Porto Cesareo (+73%). Le località straniere all’interno della top 20 sono soltanto due: la capitale della Colombia Bogotà, con un aumento del 151% rispetto a settembre 2012, e Amsterdam, per la quale le ricerche nel mese di settembre sono aumentate dell’88%. Guardando i dati relativi ai siti stranieri di Hotels.com, si notano importanti aumenti delle ricerche nei confronti delle località italiane soprattutto da parte degli utenti argentini. All’interno della top 20 argentina, infatti, si trovano Palermo, con un aumento delle ricerche del 152% a settembre, Positano (+94%) e Roma (+60%).

giovedì 17 ottobre 2013

Gruppo Heinz, prosegue la trattativa sulla mobilità e sul piano industriale

Si è svolto lo scorso 14 ottobre presso Assolombarda l'atteso incontro sulla procedura di mobilità avviata dal Gruppo Heinz. Il giorno successivo si è poi svolto un altro vertice presso il Ministero dello Sviluppo Economico, questa volta per discutere del Piano Industriale. Durante il vertice in Assolombarda sono state poste le basi per cominciare a ridurre le distanze tra l’Azienda ed il Sindacato che ha ribadito l’esigenza di trovare una soluzione condivisa partendo dalla necessità di diminuire il numero degli esuberi e prevedendo l'utilizzo di tutti gli strumenti alternativi ai licenziamenti (cassa integrazione e contratti di solidarietà). Fai, Flai e Uila hanno inoltre chiesto coerenza tra riorganizzazione e Piano Industriale, per evitare di sommare agli esuberi processi di terziarizzazione. Nell’incontro al Ministero, il nuovo Amministratore Delegato e Presidente di Heinz Italia (il dottor Budelli) ha illustrato il Piano Industriale che prevede una ripresa degli investimenti pubblicitari - per la prima volta dopo il 2008 – ed ha confermato che la Direzione della Ricerca & Sviluppo del baby food rimane in Italia. Pur apprezzando alcune scelte aziendali il sindacato le ritiene insufficienti e chiede, ancora una volta, alla nuova proprietà del Gruppo Heinz di chiarire le reali intenzioni. L'azienda ha precisato di voler mantenere aperta la procedura di mobilità, pur dichiarando la disponibilità a cercare soluzioni condivise per gestire l'impatto sociale. «Come sindacati e coordinamento Rsu - spiegano in un comunicato congiunto Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil nazionali - abbiamo valutato di verificare la reale volontà di cercare soluzioni alternative ai licenziamenti. Queste prime aperture sono frutto delle iniziative sindacali e degli scioperi con cui abbiamo evidenziato le nostre ragioni e si è ricercata la definizione di un confronto positivo. Il Ministero si è dichiarato interessato a seguire l'evoluzione della vertenza e in particolare la realizzazione del Piano Industriale e quindi si è impegnato a mantenere aperto il tavolo di confronto riconvocando le parti il prossimo 5 novembre». In attesa della definizione di una soluzione condivisa i lavoratori restano in stato di agitazione.

mercoledì 16 ottobre 2013

San Raffaele, si attende un intervento risolutivo da parte della regione Lazio

«L’Ugl Sanità Lazio si mobiliterà al fianco degli oltre 2.000 dipendenti del gruppo Tosinvest-San Raffaele e degli ammalati attualmente ricoverati nelle strutture sanitarie affinché ci sia un intervento duro e risolutivo da parte della Regione Lazio». Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo ed il responsabile dell’Ugl Sanità Gruppo San Raffaele, Gianluca Giuliano, commentando una nota della società San Raffaele Spa che ha annunciato l’ennesima minaccia di chiusura dell’attività, questa volta riguardante la struttura di Cassino. Per i sindacalisti «è giusto che la Regione Lazio intervenga, perché di fatto queste strutture sono anche patrimonio pubblico e perché alla loro crescita e al loro sviluppo hanno concorso, in modo determinante, i denari dei contribuenti». «Chiediamo - continuano - garanzie certe sull’erogazione degli stipendi arretrati ed una immediata regolarizzazione, ritenendo che lo stipendio non può essere vincolato assolutamente a nessuna trattativa regionale e che la sua erogazione, secondo i termini contrattuali, sia fattore imprescindibile. Stavolta non tollereremo più soprusi e scenderemo in strada a sostegno di malati e lavoratori, perché siamo di fronte all’ennesimo scandalo, al quale le istituzioni assistono senza battere ciglio: oltre 2000 dipendenti del gruppo non percepiscono lo stipendio da luglio e nessuno muove un dito». «E’ da circa due anni – concludono - che andiamo avanti tra minacce di chiusura delle attività e ritardi costanti nei pagamenti degli stipendi dei lavoratori, frutto di un braccio di ferro tra potenti. Ma a rimetterci sono sempre e solo cittadini inermi e lavoratori, che vedono compromessa la loro esistenza da una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e di cui sono gli unici non responsabili, nell’indifferenza più totale di tutte le parti coinvolte».

sabato 12 ottobre 2013

Fondi europei, una opportunità di sviluppo per il territorio pontino

Nei giorni scorsi, presso la facoltà di Economia si è svolto un incontro sul tema "Si riparte dai fondi europei. E una Regione che li usa bene". Il confronto ha riguardato il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e le imprese locali del territorio. «I fondi europei rappresentano l'unica opportunità di sviluppo per questa provincia. La circostanza che il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i competenti assessori abbiano dedicato una giornata al mondo produttivo pontino rappresenta l'inizio di un nuovo modo di 'fare politica' sui territori». Hanno detto i consiglieri regionali Enrico Forte (Pd) e Rosa Giancola (Per il Lazio) sottolineando l'importanza dei recenti incontri tra i vertici della Regione Lazio e tutte le realtà imprenditoriali della provincia di Latina nel convegno organizzato, d'intesa con la Camera di Commercio sul tema dell'utilizzo dei fondi europei. «La presenza di oltre 400 realtà produttive del territorio - hanno aggiunto i due consiglieri - è il nuovo segnale di una sinergia che la Regione sta costruendo nell'ottica di programmare il rilancio economico, d'intesa con chi da anni quotidianamente vi opera. Per le imprese pontine ci sono ottime prospettive di rilancio grazie ai 450 milioni di euro recuperati dalla Regione. La sfida è ora sul migliore utilizzo possibile di queste risorse per la provincia di Latina per alcuni settori chiave del suo sistema economico. Il nuovo corso della Regione trova una ulteriore conferma nei workshop pomeridiani durante i quali i tecnici di Sviluppo Lazio hanno messo a disposizione di tutti gli imprenditori le loro competenze per agevolare l'accesso ai fondi comunitari».

venerdì 11 ottobre 2013

Tre giorni di sciopero al Quotidiano La Provincia, lavoratori senza stipendio da mesi

Di seguito il comunicato stampa dell'Associazione Stampa Romana e di Slc Cgil Latina e Frosinone

Tre giorni di sciopero per sensibilizzare l'azienda e l'opinione pubblica: ancora una volta, nell'incontro fissato in Regione alla presenza dei sindacati Stampa Romana e Slc Cgil Latina e Frosinone - in assenza della Fieg che dovrebbe sostenere l'azienda - la Effe Cooperativa si presenta senza idee, senza proposte. Solo con vaghe promesse di saldare uno o al massimo due mensilità pregresse delle cinque ormai maturate. In aggiunta rinviando a data da destinarsi la chiusura della redazione di Latina più volte annunciata. A questo punto la situazione per i lavoratori è diventata insostenibile e, vista la mancanza di ogni certezza sul pagamento degli stipendi, ci costringe ad una forte azione di protesta per rivendicare diritti e soprattutto dignità che ci viene costantemente negata attraverso il comportamento vago e completamente allo sbando dei vertici della cooperativa. La Cooperativa è in attesa dello sblocco dei fondi per l'editoria che sono stati congelati a seguito delle verifiche operate dalla Guardia di Finanza per conto del dipartimento della presidenza del consiglio dei Ministri che si occupa dell'erogazione dei fondi destinati all'editoria. In attesa di ulteriori riscontri, la Redazione di Latina ha deciso di proclamare lo sciopero per oggi, sabato e domenica. Inoltre la Redazione ha deciso di sensibilizzare le istituzioni, con il Prefetto di Latina in primis, affinché si renda nota anche questa crisi aziendale che ora vede coinvolti quei giornalisti che sempre sono stati vicini alle problematiche sindacali dell'intera provincia. Ma oggi hanno essi stessi bisogno di un supporto da parte del territorio in cui operano. 
Nel frattempo vogliamo ricordare che la redazione La Provincia di Latina ha aperto nel marzo 2004. Al suo interno lavorano 17 giornalisti e 5 poligrafici. Dal giugno del 2012 sui giornalisti pesano i Contratti di solidarietà mentre per i poligrafici è stata aperta una procedura di cassa integrazione straordinaria dall'aprile 2012 al marzo 2013 e in deroga per i mesi di aprile e maggio 2013. Nel maggio 2013 la Effe Cooperativa ha annunciato la chiusura della redazione di Latina. Una decisione comunicata nell'ambito di un incontro con i sindacati presso la sede Fieg. La chiusura è stata motivata con l'assenza di liquidità dovuta ad una inchiesta che ha portato alla sospensione dei contributi del Dipartimento editoria per l'anno 2011. Dal primo giugno 2013 agli oltre 20 collaboratori non è stato rinnovato il contratto a tempo determinato costringendo così la redazione a realizzare il giornale con personale insufficiente e con una foliazione ridotta (si è passati da 56/64 pagine alle attuali 32). L'azienda intende ora interrompere i Contratti di solidarietà per passare alla cassa integrazione straordinaria per crisi. Dopo diversi incontri Effe Cooperativa ha deciso di non accordarsi con le parti sociali procedendo unilateralmente. C´è inoltre di più: la Effe Cooperativa non intende anticipare l'ammortizzatore sociale, né pagare le mensilità arretrate ai propri dipendenti che sono senza lo stipendio di maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e l'indennità redazionale. Per non parlare del rimborso 730, degli assegni familiari e di quelli relativi alla legge 104/92 ancora non corrisposti. 
Insomma la Effe Cooperativa dopo aver chiesto per quasi 10 anni sacrifici ai propri dipendenti intende, ora, lasciarli in mezzo ad una strada. Intanto in tutti questi anni, l’azienda ha continuato a ricevere finanziamenti senza mai produrre un piano editoriale in grado di far crescere la testata e utilizzare il contributo pubblico per il suo vero scopo.

Associazione Stampa Romana
e Slc Cgil Latina e Frosinone

«E' giunta l'ora che l'Italia del lavoro si ribelli», nasce il Coordinamento nazionale

E' stato costituito nei giorni scorsi a Roma il “Coordinamento dei movimenti nazionali” a difesa del lavoro. «E' giunta l'ora che l'Italia del lavoro e dell'onestà si ribelli a questo stato di cose - hanno spiegato i fondatori del neo Coordinamento - Molti, forse troppi italiani, non possono più attendere e restare inermi davanti ai continui soprusi dei Governi che non rispondono più alle istanze del popolo». «Vogliamo la tutela dei più deboli e la salvaguardia del benessere di ogni cittadino - prosegue il Coordinamento - ma prima di ogni altra cosa poniamo come primo obiettivo il ripristino della democrazia. Non è più una ribellione di categoria: ormai non può che essere una ribellione di popolo. Se i nostri padri ci hanno lasciato un Paese vivibile, noi abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli la dignità di difendere il frutto del lavoro e del sudore di una vita». Intanto, lo scorso 6 ottobre a Latina, si sono incontrati i responsabili di vari gruppi e comitati provenienti da diverse regioni d'Italia con lo scopo di dar vita ad una protesta contro il Governo e le istituzioni che non sono più in grado di rappresentare il popolo italiano.

venerdì 4 ottobre 2013

Msd annuncia una procedura di mobilità per 243 informatori scientifici del farmaco

«L’avvio di una procedura di mobilità per 243 lavoratori della Msd Italia (Merck) è l’ennesimo duro colpo per il settore farmaceutico e dimostra che, purtroppo, la crisi è tutt’altro che superata». E' questo l'intervento del segretario nazionale dell’Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, e del segretario provinciale dell’Ugl Chimici di Roma, Franco Fancoli che commentano l’annuncio della riduzione di personale comunicato dall’azienda nel corso di un incontro con Unindustria, organizzazioni sindacali ed Rsu. «Si tratta di una decisione che riteniamo irricevibile - spiegano i sindacalisti - Una decisione che si abbatte in particolare sulla rete degli informatori scientifici, già fortemente colpita da numerosi e consistenti tagli. Reclamiamo perciò un piano industriale preciso e dettagliato per capire come Msd intenda continuare ad operare nel nostro Paese. Condizione, questa, indispensabile al prosieguo del confronto». Venerdì 18 ottobre, alle 11:30 presso l’hotel Holiday Inn in via Castello della Magliana a Roma, si terrà un’assemblea nazionale degli Informatori Scientifici del Farmaco per decidere eventuali azioni di lotta. «Intanto - concludono i sindacalisti - resta lo stato di agitazione di tutto il personale».

Una crisi senza precedenti, l'Ugl organizza presidi di protesta in tutta Italia

La Prefettura di Latina
Presidi davanti tutte le prefetture d'Italia. E' questa l'iniziativa organizzata dall'Ugl per domani, volta a sensibilizzare i parlamentari sullo stato drammatico del nostro Paese e sulle reali condizioni di vita dei cittadini italiani. L'iniziativa, che nella provincia di Latina si svolgerà in piazza della Libertà,  mira a trovare risposte più ampie e condivise a un declino istituzionale e politico senza precedenti. «L'Italia ha bisogno di avere un Governo forte, serio e duraturo - spiega l'Ugl - che si occupi delle emergenze come la legge di stabilità e una seria politica economica orientata a presidiare le attività industriali strategiche contro evidenti tentativi di impossessarsi delle nostre eccellenze produttive messi in atto da altri Paesi, approfittando di un periodo di debolezza e di perenne conflittualità interna. Da questo punto di vista è urgente trovare degli interlocutori nel Governo, con i quali risolvere i gravi problemi esistenti in aziende come Telecom, Alitalia e Finmeccanica». Secondo l'Ugl occorre subito, senza alcun distinguo di provenienza politica, un Governo forte e compatto, capace di fare l'indispensabile e di occuparsi dei lavoratori pubblici e privati, pensionati, disoccupati, esodati, famiglie e imprese. 

martedì 1 ottobre 2013

Ammortizzatori in deroga, accordo per un altro mese di copertura

Si è tenuto lo scorso 27 settembre presso la Regione Lazio l’incontro sugli ammortizzatori in deroga tra l’Assessorato al Lavoro, le parti sociali e le associazioni datoriali. Al centro del confronto la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga in scadenza il 30 settembre scorso. Durante la Conferenza Stato Regioni è stato definito il contributo erogato a favore della regione Lazio pari a 145 milioni di euro. Una cifra attualmente insufficiente a coprire i circa 195 milioni di euro necessari per coprire la mobilità e la cassa integrazione in deroga per l’anno in corso. Ciò significa che la copertura resta attiva fino al 31 ottobre. «Auspichiamo - spiegano il segretario regionale Ugl Lazio Daniela Ballico e il segretario provinciale Maria Antonietta Vicaro - che le recenti notizie di nuovi finanziamenti previsti fino a 300 milioni di euro, a copertura della deroga, diano tranquillità per scongiurare i licenziamenti previsti in caso di termine al 31 di ottobre. La regione Lazio ha assunto l’impegno di garantire incontri preventivi per la valutazione della situazione in corso e un nuovo corso che preveda per i prossimi anni, politiche attive e formazione mirata alle vere necessità nel mondo del lavoro e delle imprese».

lunedì 30 settembre 2013

Nella scuole arriva il registro elettronico, vantaggi e limiti. Interviene Cisl scuola Latina

Alunni in classe (Foto Ginnetti)
L'anno scolastico 2013/2014 si è aperto all'insegna di una novità: il registro elettronico. Il nuovo strumento è stato ideato con lo scopo di attuare il Piano di dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione contribuendo così alla riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti territoriali. Come però spesso accade nel settore scuola, questa innovazione non è supportata dai giusti strumenti. Per l’uso definitivo del registro elettronico, voluto oltre un anno fa dal Governo Monti con il Decreto legislativo 95/2012, manca ancora il piano di dematerializzazione del Miur e l’approvazione del Garante della privacy e, pertanto, non può essere ancora obbligatorio. «Non esistono riforme a costo zero - interviene il segretario generale Cisl scuola Latina Franco Maddalena - E’ necessario, infatti, dotare le scuole di reti internet, programmi software gestionali e strumentazioni informatiche; poi dovrà essere formato il personale e data la giusta informazione a famiglie ed alunni. Allo stato attuale, oltre la metà delle scuole in provincia di Latina non è ancora attrezzata per gestire questa novità e la gran parte delle famiglie pontine è ancora disinformata. Non ci vogliamo unire al coro di quanti osteggiano a priori il registro elettronico e che pensano, giustamente, che altre siano le priorità, dall’edilizia scolastica alle risorse economiche, a volte insufficienti anche per dotare i bagni di carta igienica». Le criticità sono relative a due questioni fondamentali: il timore che la rete, realizzata con la più economica modalità wireless (come sembra far capire il recente Decreto legislativo 104/2013) possa generare situazioni pericolose per gli alunni, ed il rischio della diffusione indebita di dati sensibili di studenti e loro famiglie, sempre possibile con un trattamento telematico delle informazioni, non adeguatamente protetto. C'è inoltre il rischio che la dimensione virtuale si possa insinuare, in modo subdolo, nella vita scolastica quotidiana fino a sostituirsi alle azioni, ai gesti concreti, alle parole e perfino ai pensieri. L’introduzione del registro elettronico, pur se proposta, o meglio imposta, in un mondo dominato dal mito della tecnologia, presenta il rischio inaccettabile della incomunicabilità tra scuola e famiglia e, quel che è peggio, tra genitori e figli. «Ben vengano le innovazioni tecnologiche - prosegue il segretario Cisl scuola - ma la tanto vantata introduzione del registro elettronico non è la panacea di tutti i mali e rischia di confondere lo strumento con il fine: la pratica della Buona Scuola. La scuola non è un ufficio dove espletare una pratica, per la quale è nettamente preferibile la gestione telematica. E’ e deve continuare ad essere una comunità educante dove l’obiettivo da raggiungere non è soltanto la crescita culturale, ma anche quella personale e sociale delle ragazze e dei ragazzi, quella che veniva definita la formazione dell’uomo e del cittadino. Una volta eliminate le relazioni umane, seppur conflittuali, ma feconde di dubbi e riflessioni esistenziali, nelle scuole resterà solo il vuoto e la solitudine dei ragazzi e delle ragazze che annegano nel mare infinito di Internet».

venerdì 27 settembre 2013

Anticipo della cassa integrazione, accordo tra sindacati e Monte dei Paschi di Siena

Sono centinaia i posti di lavoro andati perduti dall'inizio della crisi. L'economia del Paese, ma anche quella del territorio, necessita di investimenti importanti per riattivarsi: servono investimenti pubblici e privati. «Ci rivolgiamo allo Stato e alle sue articolazioni territoriali - spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil Latina - non perché unico interlocutore, ma in quanto responsabile di mettere in campo macro e micro politiche in grado di rimettere in moto i processi economici. La nostra parola è creare occupazione per salvaguardare la dignità dei lavoratori, perché il lavoro è uno dei principali fattori di benessere». Qual è invece la situazione attuale? Latina è da sempre il confine tra il centro-nord e il meridione d'Italia. Un territorio in cui fattori economici e sociali e, in alcuni casi, anche linguistici sfumano da un Comune all'altro. Il reddito delle famiglie pontine è in calo con la conseguenza di una forte ricaduta sul potere d'acquisto. Nell'ultimo anno, nel Lazio, lil tasso di inflazione si è attestato al +3,1%. Il reddito medio annuo delle famiglie pontine arriva a 26.300 euro, un dato che vede Latina penultima nel Lazio. Le pensioni medie mensili si attestano, invece, sui 697 euro mentre crescono i provvedimenti esecutivi di sfratto che toccano il + 12,2%. In questo caso la causa principale va ricercata nella morosità dell'affittuario che, a Latina, raggiunge il 57,7%. In provincia di Latina le imprese registrate sono 57.446 (-0,6% rispetto l'anno precedente). Di queste: 11mila agricole (-4,13% rispetto l'anno precedente), 5mila industriali (-0,82% rispetto l'anno precedente), 8mila nelle costruzioni (-0,14% con una crescita di quasi il 10% nel caso di imprese straniere), 16mila nel commercio (-1,16% rispetto l'anno precedente) e 17mila nei servizi (-1,11% rispetto l'anno precedente). Tutti i settori risultano in flessione: sia le imprese industriali, sia quelle artigiane. Alla fine del 2011 a Latina gli occupati erano 198.000. Il 50% impiegato nei servizi, il 18% nel commercio, il 16% nell'industria e l'11% nelle costruzioni con un totale di 23mila persone in cerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione si attesta invece al 54% (quello nazionale è al 57%) mentre la disoccupazione giovanile (15-24 anni) si attesta al 18% (quella nazionale è al 35%). Tutte queste tematiche sono state lo spunto per l'accordo siglato lo scorso 19 settembre da Cgil, Cisl e Uil Latina con il Monte dei Paschi di Siena. «La sfida è rispondere alle necessità dei circa 400 lavoratori interessati dalla cassa integrazione straordinaria e in deroga - hanno spiegato i firmatari - che da diversi mesi non percepiscono l'indennità economica a causa dei ritardi dei decreti ministeriali e regionali e dalle lungaggini dell'Inps». L'intesa si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti di aziende presenti nel centro Italia e nella Sardegna. Nello specifico il Monte Paschi di Siena metterà a disposizione del dipendente interessato dagli ammortizzatori sociali un importo pari all'80% della retribuzione mensile, al netto degli oneri sociali e fiscali per un importo massimo di 6.000 euro. I lavoratori interessati potranno ricevere tutte le informazioni presso le sedi sindacali e le Agenzie del Monte dei Paschi di Siena.


lunedì 23 settembre 2013

Selex Es, confronto per l'armonizzazione tra i lavoratori

Riprende la trattativa relativa gli ammortizzatori sociali e l'armonizzazione dei lavoratori tra il gruppo industriale Selex Es (nato dalla fusione di Sistemi Integrati, Selex Elsag, Selex Galileo) e le parti sociali. 
Giovedì scorso le rappresentanze sindacali nazionali e territoriali Ugl si sono incontrate con l'Amministratore delegato Giulianini ed hanno iniziato a confrontarsi sul futuro del Gruppo industriale. La Selex Es si pone sul mercato internazionale dell’elettronica della Difesa in concorrenza con i giganti Tales e Bae e la vera sfida è proprio quella del rilancio, anche attraverso una riorganizzazione interna che coinvolge 12.500 lavoratori distribuiti nei 24 (prima 48) siti presenti in Italia. Nel dettaglio l'ultimo accordo, che risale allo scorso luglio, prevede i contratti di solidarietà per circa 9.000 lavoratori con un massimo di 216 ore l'anno (2 giorni al mese) procapite, cassa integrazione straordinaria e mobilità volontaria per altri 800 lavoratori nel biennio 2014-2015, oltre alle mobilità tutt’ora in corso. Per quanto riguarda il sito di Cisterna dove lavorano circa 600 lavoratori, i contratti di solidarietà sono stati interrotti nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre al fine di raggiungere gli obiettivi di fatturato previsti per l’anno 2013. La partita si giocherà  nei prossimi mesi anche sul processo di armonizzazione volto ad equiparare tutti i lavoratori Selex Es sui trattamenti di trasferte, orari, welfare aziendale e premio di risultato. Si cercherà di uniformare le molteplici discipline presenti per rendere l’ambito Selex omogeneo, senza differenze tra lavoratori che operano nella stessa azienda. La sfida passerà anche attraverso l’impegno del ministero dell’Economia, che con il 30,2 % del capitale sociale di Finmeccanica, è l’azionista di riferimento e detiene la golden share, ovvero la facoltà di orientare scelte e strategie in campo industriale delle aziende del Gruppo. «Riteniamo indispensabile porsi in modo costruttivo rispetto al nuovo Piano industriale - ha commentato il segretario Ugl Maria Antonietta Vicaro - Stiamo accogliendo in azienda i lavoratori provenienti dal sito ex Galileo di Pomezia e l’integrazione passa anche attraverso il nuovo modello di armonizzazione proposto dall’azienda. Ci auguriamo che non si giochi al ribasso e che vengano evitati tagli su welfare e trasferte». 

venerdì 5 luglio 2013

Scm (ex Gambro), i lavoratori presentano degli esposti alla Procura

L’assemblea dei lavoratori della Scm ha deciso di portare avanti l’occupazione ad oltranza del sito industriale di Latina Scalo fino alla soluzione della vertenza. Dal momento che la proprietà ha depositato esposti all’autorità giudiziaria contro i lavoratori, l’assemblea ha deciso di presentare a sua volta un esposto alla Procura della Repubblica di Latina spiegando nel dettaglio tutte le vicende susseguitesi fino al fallimento della Scm ed i gravi danni subiti dai lavoratori. I lavoratori hanno deciso anche di presentare un’istanza al giudice fallimentare del tribunale di Latina perché affidi il sito alla curatela fallimentare per far ripartire più velocemente lo stabilimento, vista la manifestazione di interesse dimostrata da parte di alcuni imprenditori. E’ stato deciso di scrivere un esposto all’Inps perché accerti eventuali abusi effettuati dall’azienda nel lasciare i dipendenti in cassa integrazione facendo lavorare nel contempo cooperative e personale della Cosmopharma srl invece di attingere dal bacino dei cassaintegrati così come prevede la legge.  L’assemblea ha stabilito inoltre di intraprendere una azione di risarcimento nei confronti di Cosmopharma srl per i danni ricevuti in quanto alcune commesse Scm sono state trasferite alla Cosmopharma depauperando il patrimonio commerciale Scm fino al fallimento. «La massiccia presenza dei dipendenti all’assemblea - ha commentato il segretario Femca Cisl Roberto Cecere - è la dimostrazione del grande senso di responsabilità che queste persone stanno dimostrando in questo delicato momento. Le azioni in campo, anche giudiziarie, rappresentano solo uno strumento di difesa della loro dignità di lavoratori e di cittadini. Insieme con una delegazione di lavoratori della Scm, approfitteremo della presenza a Latina del ministro Mario Mauro, venerdì pomeriggio (oggi, ndr), per consegnargli una missiva che racconta l'intera vicenda ex Gambro e che contiene una richiesta d’incontro al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato affinché si apra un tavolo di discussione sulla vicenda». 


sabato 29 giugno 2013

Vacanze, a maggio spopolano le città di mare. Milano Marittima al primo posto

Il tempo instabile della primavera appena trascorsa non ha sfiduciato gli Italiani che, a maggio, hanno pensato soprattutto al sole e al mare. Secondo i dati di Hotels.com, leader nella prenotazione di hotel online, Milano Marittima è stata infatti la città che ha fatto registrare il maggiore incremento nelle ricerche. Con un aumento del 316% rispetto allo stesso mese del 2012, la città romagnola si conferma una delle mete preferite dai turisti italiani per le vacanze estive. I locali notturni, le spiagge affollate e i numerosi eventi ne fanno una destinazione perfetta soprattutto per i più giovani, alla ricerca non soltanto di sole e mare, ma anche di divertimento. Al secondo posto la cittadina toscana di Scarperia: grazie probabilmente al Gran Premio d’Italia di MotoGp, che si è tenuto il primo weekend di giugno nella vicina pista del Mugello, le ricerche di hotel hanno fatto registrare un’impennata del 312% rispetto all’anno precedente.

Chiude il podio delle destinazioni con i maggiori incrementi di ricerche su Hotels.com Salvador, terza città più popolosa del Brasile dopo San Paolo e Rio de Janeiro, con un aumento del 274% a maggio rispetto al 2012. Con ben 14 località di mare in classifica, maggio si dimostra un mese durante il quale i nostri connazionali programmano le vacanze estive in spiaggia. Tra le città più cercate figurano ad esempio le calabre Parghelia (+254%) e Scalea (+189%), le campane Serrara Fontana (+247%) e Ascea (+236%) e le siciliane Lipari e Balestrate (entrambe +215%). Non ci sono state però soltanto le vacanze nei pensieri degli italiani a maggio: in seguito all’annuncio dell’ostensione permanente della salma di Padre Pio a partire dal primo di giugno, infatti, le ricerche di hotel a San Giovanni Rotondo hanno fatto registrare un aumento del 204% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
(Fonte: Hotels.com)

giovedì 27 giugno 2013

Slm, lavoratori in stato di agitazione

Lavoratori Slm in stato di agitazione. La proclamazione arriva dalle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Ugl provinciale dopo l’annunciata sospensione delle retribuzioni per mancanza di liquidità. Difficoltà economiche a cui, secondo i sindacalisti, non hanno mai fatto seguito progetti tesi alla salvaguardia del sito e delle maestranze. «Richiediamo inoltre di dare risposta alle svariate domande di incontro presentate dai sindacati - hanno commentato Maria Antonietta Vicaro dell’Ugl e Davide Favero della Fisascat Cisl - Finora abbiamo ricevuto solo rassicurazioni da parte del dottor Mignano, in nome del Sindaco. Dall’ultimo incontro tenutosi lo scorso 24 giugno con il nuovo liquidatore, l’ingegner Defend, è emersa una situazione confusa e frammentata. A tal fine sollecitiamo quindi un serio confronto per una verifica sulla reale situazione della società Slm spa». I lavoratori si trovano da ormai tre anni in cassa integrazione guadagni in deroga a tempo parziale e sul sito le attività sono ferme ormai da tempo in attesa che il Comune, socio di maggioranza al 95%, trovi soluzioni. Allo stato attuale, dopo gli equilibrismi in cerca di vie alternative al fallimento, non si intravedono soluzioni che possano garantire i finanziamenti dei fondi europei (circa 15 milioni di euro) in alternativa al fallimento. Il comune sta valutando come arrivare alla stima del bene per indire le vendite delle quote azionarie con un bando di gara pubblico. «Ricordiamo - concludono le organizzazioni sindacali - che è stato il Decreto legislativo 78 ad aver bloccato i finanziamenti dell’ente pubblico sulle partecipate, situazione che ha portato la società alla difficoltà economica. A questo chiaramente si aggiungono gli anni precedenti di cattiva gestione con società affittuarie morose, mancati investimenti su possibili partenariati e contratti che avrebbero portato sviluppo e occupazione sull’ennesimo “progetto a perdere” della nostra città».

martedì 25 giugno 2013

Ammortizzatori sociali in deroga, giovedì incontro decisivo in regione Lazio

Giovedì prossimo, in regione Lazio, si deciderà sugli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione e mobilità) in vista della scadenza prevista per il 30 giugno. Una decisione davvero importante se si considera il numero di lavoratori coinvolti. Nel Lazio nel primo periodo del 2013 (gennaio-aprile) l'ammortizzatore ha riguardato circa 27.000 lavoratori e 2.000 imprese. Nella provincia di Latina i lavoratori coinvolti sono stati circa 3.500 distribuiti su 250 attività. Per la mobilità in deroga i lavoratori coinvolti nel Lazio sono stati, invece, circa 4.000 di cui circa 1.000 solo a Latina. «Nel 2012 - spiega Maria Antonietta Vicaro, segretario provinciale Ugl Latina - i finanziamenti a copertura della deroga sono stati di 235 milioni e per il 2013 la regione Lazio ha avuto una pesante riduzione. Dopo un primo finanziamento di 38 milioni si resta ancora in attesa di ulteriori 19 milioni che dovrebbero essere integrati con la ripartizione degli attuali 990 milioni annunciati nell'ambito della conferenza Stato-Regione». Nel frattempo nella provincia pontina gli ultimi dati forniti nella recente giornata dell’Economia di Unioncamere parlano di una situazione drammatica: tasso di disoccupazione al 13,9% nel 2012 a fronte del 9,8% del 2011 che vuol dire 17.000 disoccupati, 10.000 persone in più in cerca di impiego, 33.000 persone inoccupate. Nel settore industria non ci sono segnali di ripresa anzi, nel chimico farmaceutico e nel metalmeccanico, le assunzioni si limitano ad un positivo 8% di assunzioni a tempo determinato da cui però bisogna decurtare le uscite per mobilità e pensionamenti (- 5%). Nel commercio, invece, si comincia a registrare il dato negativo della recessione con un -10% di fatturato nei primi 4 mesi del 2013. Aumentano inoltre i procedimenti concorsuali delle piccole e medie imprese che falliscono. «Occorrono politiche di più ampio raggio - conclude la sindacalista - siamo già nel pieno della “terza rivoluzione industriale” preannunciata dall’economista Rifkin. La seconda rivoluzione industriale è durata 200 anni ed ora i suoi paradigmi non sono più funzionali: ci sono le impellenti questioni ambientali che ci chiamano a cambiamenti profondi e c'è anche la necessità di nuove procedure di governance, di una nuova gestione dei processi economici e produttivi a cui il Governo di un paese sano dovrebbe mettere mano. La crisi che stiamo attraversando, nel momento in cui ne usciremo, sarà in grado di aprirci a nuovi scenari che devono però vederci pronti alle nuove politiche di investimenti verso i nuovi settori: energie rinnovabili, centrali energetiche autogestite nelle unità abitative, fonti di energie alternative. In più non devono essere sottovalutati né la valorizzazione della qualità del nostro made in Italy, né il patrimonio culturale e turistico».

venerdì 21 giugno 2013

Gruppo Selex Es, riparte la trattativa e si guarda ai contratti di solidarietà

Comincia a distendersi il tavolo di trattativa Selex e, all'orizzonte, è ora possibile intravedere anche qualche piccolo spiraglio di luce. Giovedì scorso presso l'Unione industriali di Roma è ripartito il confronto tra la Direzione Aziendale Selex Es e il coordinamento nazionale Fiom Fim Uilm sulla vertenza relativa al piano di riorganizzazione Selex legato alla fusione dei tre sistemi Selex. L'incontro arriva dopo la rottura delle trattative con l'azienda in seguito alla presentazione di un piano di riorganizzazione che vedeva, oltre agli esuberi strutturali, anche l'utilizzo massiccio di cassa straordinaria per sospensione a zero ore e fermate collettive in tutti i siti nazionali. «Oggi (giovedì, ndr) con stupore ma con altrettanta cautela - spiega il segretario Fiom Cgil Tiziano Maronna - l'azienda ha manifestato un cambio di posizione rispetto all'incontro precedente in quanto si è dichiarata disponibile ad un confronto in merito all'utilizzo di strumenti alternativi alla cassa integrazione come i contratti di solidarietà. Inoltre ha dichiarato di rendersi disponibile ad un intesa affinché le “uscite” vengano gestite con la non opposizione alla messa in mobilità». «Siamo cautelativamente soddisfatti - prosegue il segretario Fiom Cgil Latina - Fin dall'inizio avevamo puntato sui contratti di solidarietà che sono meno impattanti sui redditi dei lavoratori visto che le ore di sospensione dal lavoro vengono erogate dall'ente previdenziale all'80% della retribuzione». La trattativa riprenderà nel primo pomeriggio di mercoledì 26 giugno per proseguire fino al 27.

giovedì 20 giugno 2013

Cassa integrazione, cifre record per la straordinaria. Licenziamenti al più 26%

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
Nello scorso mese di maggio, in Italia, sono state autorizzate complessivamente 89,3 milioni di ore di cassa integrazione guadagni. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno (2012), nel quale furono autorizzate 105,5 milioni di ore, si registra un calo pari a -15,4%. Un dato che però va letto tenendo conto del calo degli interventi di cassa integrazione in deroga dovuti alle difficoltà nel reperire finanziamenti per sostenere l'ammortizzatore sociale. Complessivamente la diminuzione degli ammortizzatori sociali è determinata, in parte, anche da un’inversione di tendenza degli interventi ordinari (cassa integrazione guadagni ordinaria) che dopo 5 mesi di crescita mensile costante, fanno registrare, rispetto al mese precedente, una diminuzione stagionale (dai 35,7 milioni di ore di aprile 2013 si passa ai 33 milioni di maggio). Diversa è invece la situazione registrata per la cassa integrazione straordinaria. Le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a maggio 2013 (40 milioni), fanno registrare un aumento sia rispetto al mese di aprile 2013 (31,9 milioni), sia rispetto al mese di maggio 2012 (36,9 milioni di ore autorizzate con +8,4%). Molto accentuata si presenta invece la diminuzione degli interventi in deroga. Nel mese di maggio le ore autorizzate di cassa integrazione in deroga sono state 16,3 milioni, in calo sia rispetto al mese di aprile 2013, quando le ore autorizzate erano state 32,3 milioni, sia nel confronto con il mese di maggio 2012, quando le ore autorizzate erano state 34 milioni (-52%). «L’analisi dei dati relativi all’andamento della cassa integrazione guadagni è influenzato dell’andamento della cassa integrazione in deroga, il cui forte calo è dovuto sostanzialmente ai noti problemi di finanziamento dello strumento – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – Dal punto di vista dei numeri, il dato relativo alla cassa integrazione in deroga finisce per influenzare in maniera sostanziale il dato complessivo della cassa integrazione: se si escludesse la cassa integrazione in deroga ci troveremmo a confrontare i 73 milioni di ore autorizzate fra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria nel maggio 2013 con i 71,5 milioni di ore autorizzate nel maggio 2012. Il diminuito ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel mese di maggio appena trascorso è fortemente e negativamente controbilanciato dalle ancora massicce richieste di cassa integrazione straordinaria».

DISOCCUPAZIONE E MOBILITA'
Prima di passare all’esame dei dati relativi a disoccupazione e mobilità, è opportuno ricordare che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento. Dal mese di gennaio 2013 sono infatti entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI. Ciò significa che le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Ad aprile 2013 sono state presentate 93.631 domande di ASpI e 18.261 domande di mini ASpI. Nello stesso mese sono state inoltrate 978 domande di disoccupazione (tra ordinaria e speciale edile), 13.690 domande di mobilità e 239 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi, per un totale – considerando anche ASpI e mini ASpI - di 126.799 domande, il 26,4% in più rispetto al mese di aprile 2012 (100.332 domande). Complessivamente, nel primo quadrimestre 2013 sono state presentate 558.340 domande, pari al 24,6% in più rispetto alle 482.494 domande presentate nel corrispondente quadrimestre del 2012.

(Fonte: Inps)

lunedì 17 giugno 2013

Cosmo: «L'occupazione dei lavoratori Scm mette a rischio la nostra sopravvivenza»

L’assemblea permanente di fabbrica intrapresa, lo scorso 31 maggio, dai lavoratori Scm (ex Gambro) sta generando non pochi problemi alla Cosmo Pharma srl, società ubicata all’interno dello stesso sito industriale di Latina Scalo. Disagi che spingono Chiara Tintisona, amministratore delegato Cosmo Pharma, ad intervenire sulla delicata vicenda. «Lo stato di cose che si è venuto a creare non fa altro che aggravare, ulteriormente, lo stato di crisi perdurante che attanaglia la nostra provincia - denuncia Chiara Tintisona in una nota - Il problema è che, nonostante l’occupazione, la rabbia e la protesta dei lavoratori della Scm sia legittima e condivisibile, l’agitazione sta seriamente danneggiando i lavoratori della Cosmo Pharma. Ai cinquanta lavoratori, tra diretti ed indiretti della Cosmo Pharma, è vietato entrare in azienda con disagi produttivi, amministrativi e di sicurezza. All’interno della Cosmo Pharma, infatti, ci sono sostanze nocive che, ormai da due settimane, nessuno può andare a controllare. All’allarme sicurezza si unisce anche quello sociale perché il perdurare dell’occupazione del sito sta facendo perdere commesse all’azienda che, soprattutto in un momento economicamente difficile come questo, non può permettersi di essere inoperosa per così lungo tempo e tantomeno di chiudere». In base a quanto sostiene l’amministratore Cosmo Pharma, dunque, oltre ai lavoratori Scm sarebbero a rischio anche i cinquanta lavoratori tra diretti e indiretti della Cosmo Pharma, nonché almeno altre venti persone che fanno parte dell’indotto. «Non possiamo permetterci di andare incontro all’ennesima chiusura - spiega l’amministratore della società - Per quanto riguarda l’occupazione nessuno chiede di interromperla, ma abbiamo assoluto bisogno di proseguire la nostra attività. La nostra famiglia ha investito tutto ciò che poteva e aveva per rilanciare le attività all’interno del sito, ma forse qualcuno oggi dimentica la tragica eredità trovata».

sabato 15 giugno 2013

Selex Es, l'azienda torna a trattare con le parti sociali

Dopo una drastica rottura si riapre il tavolo di confronto tra i vertici Selex Es e le parti sociali. Al centro della discussione i 1.938 esuberi dichiarati dal Gruppo metalmeccanico che lo scorso martedì hanno portato le maestranze dei circa 50 stabilimenti Selex Es di tutta Italia ad incrociare le braccia. Nel dettaglio la trattativa ripartirà il prossimo 20 giugno, sempre presso l'Unione degli industriali a Roma. Come si ricorderà, lo scorso 6 giugno, Selex Es ha confermato la chiusura di 22 siti su 55 che comporteranno 1.938 esuberi così suddivisi: 810 unità in mobilità volontaria, 1.037 unità in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni a partire dal prossimo primo luglio e 91 esuberi legati alle società controllate. A tutto ciò vanno inoltre aggiunte le 4 ore di cassa integrazione straordinaria collettiva a settimana che Selex intende richiedere per l’intera forza lavoro, sempre per due anni. Gli esuberi sono concentrati maggiormente sugli “indiretti” (1.041) rispetto ai lavoratori “diretti” (781), su un organico totale di 10.784 unità.  Per quanto riguarda lo stabilimento di Cisterna sono stati dichiarati 105 esuberi su 557 unità di cui 21 mobilità volontarie con inserimento in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni. Tutto ciò nonostante il trasferimento nello stabilimento di Cisterna di 80 lavoratori provenienti dal sito ex Selex Galileo di Pomezia che verrà chiuso. Un piano industriale che ricade sulle buste paga dei lavoratori e che non darebbe alcun aiuto nel far ripartire il sito di Cisterna, come l’azienda ha in più occasioni dichiarato di voler fare. Intanto Finmeccanica cerca disperatamente garanzie dal suo principale finanziatore (lo Stato italiano che ha una partecipazione al 30%), il quale ha per il momento smesso di finanziare i progetti avviati con il Gruppo. «Non accetteremo scelte unilaterali - commenta il segretario Ugl Maria Antonietta Vicaro - l’azienda ha sempre evidenziato la necessità di condividere il nuovo percorso legato al piano industriale conseguente alla fusione delle tre Selex (Elsag, Sitemi Integrati e Galileo) che coinvolge 12.500 lavoratori in Italia. Proprio per questo l’unico ammortizzatore che siamo disposti ad accettare sono i Contratti di solidarietà. Nessuno deve essere discriminato, nessun lavoratore deve sentirsi penalizzato. Auspichiamo a una serena discussione, ma se così non fosse, siamo pronti a dare di nuovo battaglia».

giovedì 13 giugno 2013

Edilizia in caduta libera: persi quasi 3.400 posti in 5 anni

3.394 posti di lavoro perduti e 248 imprese in meno in soli 5 anni. Sono questi gli effetti che la crisi ha generato nella provincia di Latina nel solo comparto edilizio. I lavoratori del settore edilizio stanno infatti pagando il prezzo più alto perché spesso sono monoreddito o immigrati. Per questo motivo Filca Cisl di Latina ha messo a disposizione degli operai un “corner Amico Lavoro”. La Filca Cisl di Latina propone, poi, un Protocollo di intesa con il comune di Latina. «Siamo convinti che per fronteggiare la grave crisi economica della provincia di Latina è necessario ripartire proprio dalla buona edilizia - afferma Francesco Rossi segretario generale della Filca Cisl Lazio Sud (Latina e Frosinone) - Intorno al settore delle costruzioni ruotano circa 30 altri settori dal calcestruzzo ai conglomerati bituminosi, dalla plastica al ferro, dal vetro alla ceramica. Crediamo fortemente che l’edilizia rappresenti il volano dell’economia e possa ridare slancio ed ossigeno ad una provincia in fortissimo affanno». «Oggi più che mai è importante rivedere il patto di stabilità che ingessa le opere già cantierabili - prosegue la Filca Cisl - Prima però bisogna ridisegnare le regole di aggiudicazione degli appalti sia pubblici che privati: è necessario eliminare il criterio del massimo ribasso e introdurre quello di congruità. Bisogna introdurre la patente a punti per le imprese, creare una black list e una white list per evitare che le imprese regolari subiscano una concorrenza sleale da parte di tutte quelle imprese che latitano qualsiasi versamento contributivo fiscale e previdenziale». «La Filca Cisl Lazio sud a breve presenterà al comune di Latina un protocollo d’intesa sui lavori Pubblici e sui lavori privati - conclude il segretario - Tale protocollo prevederà un nuovo sistema di relazioni sindacali, salute e sicurezza, rispetto della disciplina che regolamenta l’impiego di mano d’opera negli appalti e subappalti e renderà il terreno meno fertile alle infiltrazioni malavitose».

lunedì 10 giugno 2013

Selex Es annuncia 1.938 esuberi e la chiusura di 22 siti, lavoratori in sciopero

Il piano di dimensionamento dell’organico e razionalizzazione dei siti, presentato venerdì scorso da Selex Es presso la sede di Unindustria a Roma, non è piaciuto alle organizzazioni sindacali che hanno proclamato, per domani, 4 ore di sciopero. La manifestazione, che si svolgerà in tutti gli stabilimenti di Italia, sarà accompagnata da assemblee sindacali. Nel dettaglio Selex ha confermato la chiusura di 22 siti su 55 che comporteranno 1.938 esuberi così suddivisi: 810 unità in mobilità volontaria, 1.037 unità in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni a partire dal prossimo primo luglio e 91 esuberi legati alle società controllate. A tutto ciò vanno inoltre aggiunte le 4 ore di cassa integrazione straordinaria collettiva a settimana che Selex intende richiedere per l’intera forza lavoro, sempre per due anni. Gli esuberi sono concentrati maggiormente sugli “indiretti” (1.041) rispetto ai lavoratori “diretti” (781), su un organico totale di 10.784 unità.  Per quanto riguarda lo stabilimento di Cisterna sono stati dichiarati 105 esuberi di cui 21 mobilità volontarie con inserimento in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni. Tutto ciò nonostante il trasferimento nello stabilimento di Cisterna di 80 lavoratori provenienti dal sito ex Selex Galileo di Pomezia che verrà chiuso. «L’esubero che Selex ha individuato per il sito di Cisterna - ha commentato il segretario provinciale Ugl Maria Antonietta Vicaro - è inaccettabile. Lunedi 10 giugno (oggi, ndr) sono in programma le assemblee sindacali mentre martedì 11 giugno lo sciopero per manifestare contro le azioni unilaterali intraprese dall’azienda». «Così come avevamo previsto - hanno aggiunto Roberto Floris e Alessia Tamiazzo, rsu Fiom Cgil - il sito di Cisterna non è stato escluso dalla “macelleria sociale”. E' dal 2007 che questo stabilimento è sottoposto a riconversioni e riqualificazioni del personale attraverso il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali». «Siamo sinceramente sconcertati da quanto accaduto, visto che in tutti gli ultimi documenti aziendali, tra cui il Piano Industriale, distribuiti con grande enfasi dal management Selex Es alle organizzazioni sindacali “concertative”, fim-fiom-uilm e ugl - dichiarano Vinicio Sperati, segretario provinciale FLMUniti-CUB e Mario Carucci, segretario regionale CUB - sembrava che l’azienda volesse quantomeno mantenere i livelli occupazionali del sito di Latina. A quanto pare il management ha invece scelto la via più facile: far pagare ai lavoratori e alle lavoratrici il prezzo della ristrutturazione. A nostro avviso un simile piano è inaccettabile, in particolar modo per Latina, sito già passato in pochissimi anni da circa 1.000 occupati a poco più di 500. Occorre utilizzare gli strumenti alternativi già esistenti, quali ad esempio i contratti di solidarietà, per consentire a tutti i lavoratori di percepire un reddito degno». Anche FLMUniti-CUB indice uno sciopero di 2 ore (dalle 8 alle 10) per oggi con presidio davanti allo stabilimento.

Procedura di mobilità alla Findus, è rottura tra azienda e sindacati

E' rottura tra l'azienda di Cisterna Findus e le parti sociali (Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil). Il tavolo avviato lo scorso 5 giugno presso la sede della Confindustria di Latina per discutere della recente procedura di mobilità aperta dallo stabilimento agroalimentare di Cisterna, si è interrotto bruscamente. «Non sono emersi passi in avanti - si legge nella nota congiunta diffusa dai sindacati - la direzione aziendale ha mantenuto la sua posizione relativa ai 99 esuberi annunciati nella procedura di licenziamento». «La posizione del management aziendale - proseguono i segretari - è rimasta arroccata ribadendo la necessità di avviare i licenziamenti. Tale atteggiamento ha prodotto la rottura del tavolo sindacale, con la sottoscrizione del mancato accordo che apre di fatto la fase di consultazione istituzionale presso la regione Lazio. La direzione aziendale non è andata oltre alcune considerazioni di carattere generale riferite ai volumi e alla crisi di mercato, senza dare risposte alle domande che le organizzazioni sindacali presenti al tavolo hanno posto». «Troviamo incredibile un simile atteggiamento - dichiarano Tiziana Priori, Eugenio Siracusa, Tonino Passaretti, segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - visto che il direttore di stabilimento non è stato in grado di spiegare come lavoreranno i dipendenti dopo l’ultima riorganizzazione terminata poche settimane fa e che ha visto altri 30 lavoratori uscire in mobilità, non ci è stato detto nulla rispetto ai risparmi derivanti dal precedente accordo sindacale, ai risparmi prodotti dagli investimenti sui costi generali di stabilimento, ai risultati di bilancio, al piano industriale. L’unico annuncio dell'azienda è stato quello di esporre la necessità di licenziare ulteriori 99 dipendenti». Ora quindi la trattativa si sposterà in regione Lazio. «Apriamo il confronto in sede istituzionale ma appare evidente - dicono i tre segretari di Fai, Flai e Uila - che non ci possono essere spazi di trattativa se l’azienda mantiene questo atteggiamento, anche perché dopo 22 milioni di euro di investimenti ci pare che la fabbrica lavori peggio di prima. Noi siamo disponibili a fare un ragionamento che porti, attraverso l’utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti, a trovare le soluzioni affinché questo stabilimento resti aperto. Diversamente non faremo attendere la nostra reazione e quella dei lavoratori mettendo in campo tutte le iniziative necessarie a sostegno di questa vertenza. Siamo preoccupati perché ci sembra che l’azienda abbia altri obiettivi diversi dall’efficienza e dalla produzione, ma dettati dalle regole della finanza». «Proseguire a navigare a vista in questo mercato - concludono i sindacalisti - rischia di essere estremamente pericoloso per il futuro della Findus di Cisterna».