martedì 27 novembre 2012

Attività giudiziaria del tecnico ausiliario del Giudice, il seminario

Fabrizio Ferracci, presidente Ordine ingegneri
È iniziato questo pomeriggio il quarto Seminario: «L'attività giudiziaria del tecnico ausiliario del Giudice», organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Latina. Il corso, articolato in tre giornate, si è aperto con i saluti del presidente dell’Ordine Fabrizio Ferracci e dell’ex presidente del Tribunale di Latina Guido Cerasoli, seguiti dagli interventi del suo successore Giuseppe D’Auria e di Nicola Pannullo, presidente della sezione civile del Tribunale di Latina. Il seminario ha l’obiettivo di formare e aggiornare i professionisti che affrontano il ruolo del consulente tecnico d’ufficio (CTU), nella sua funzione di ausiliario del giudice. Una figura professionale importante, che lavora in un rapporto strettamente fiduciario con il magistrato rispondendo in maniera puntuale e precisa ai quesiti formulati nell'udienza di conferimento dell'incarico e raccogliendo i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. «Le varie possibili attività tecniche – spiega il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Latina Fabrizio Ferracci - connesse con le procedure giudiziarie civili e penali, impongono un’adeguata formazione sulle norme che regolano tali prestazioni professionali e sulle modalità operative che possono consentire migliori risultati. Inoltre, la riforma delle professioni introduce l’obbligatorietà dell’aggiornamento, e l’Ordine di Latina offre con puntualità e costanza il servizio di formazione globale a tutti i propri iscritti». «Questo seminario – aggiunge l’ingegner Giuseppe Ferrari, tra i promotori dell’iniziativa - vuole rappresentare il necessario momento di attenzione per i colleghi che si accingono ad operare nell’ambito delle consulenze giudiziali. La grande affluenza, oltre un centinaio di iscritti, testimonia l’interesse della categoria verso questo compito delicato e di responsabilità, per il quale l’ingegnere mette a disposizione del giudice le sue competenze e la sua professionalità. Il nostro Ordine ad aver un datebase informatico al quale può ricorrere il giudice per la scelta del consulente più adatto». «Il ruolo del consulente tecnico – sottolinea il presidente facente funzione del Tribunale di Latina Giuseppe D’Auria – è ormai fondamentale all’interno dei processi civili e penali. Sono infatti aumentate le normative in materia di sicurezza e prevenzione che richiedono capacità tecniche sempre maggiori. Il giudice non può che ricorrere ad un esperto. Tuttavia non basta essere ingegneri per essere ammessi all’albo dei CTU del Tribunale, occorre possedere precise competenze e specializzazioni». Dopo questa prima giornata che ha introdotto la figura del consulente e gli aspetti tecnici della perizia, il programma proseguirà il 29 novembre con un incontro sul tema della perizia civile e della perizia estimativa, con la partecipazione della dottoressa Rosaria Giordano, magistrato della sezione civile del Tribunale del capoluogo e dell’ingegnere Giuseppe Ferrari. L’incontro conclusivo del 6 dicembre affronterà invece il ruolo del CTU nell’ambito del processo penale; interverranno il Procuratore della Repubblica di Latina Andrea De Gasperis, Lucia Aielli, magistrato della sezione penale del Tribunale e Giuseppe Miliano, sostituto procuratore della Repubblica. «Sento l’obbligo – conclude il presidente Ferracci – di ringraziare i giudici che hanno risposto con grande disponibilità al nostro invito, mettendo le loro competenze al servizio degli ingegneri e quindi della collettività pontina».

lunedì 26 novembre 2012

Ex Tacconi, accordo innovativo sui contratti a tempo indeterminato

L'interno della Tacconi (Foto: Ginnetti)
In provincia di Latina è stato firmato il primo accordo del settore tessile in applicazione della recente legge 134 del 2012 (Decreto Sviluppo) in materia di rinnovo dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. L’intesa che riguarda Comp Tech. Europe srl di Latina (ex Tacconi Sud), Femca Cisl Latina e Rsa di stabilimento va a ridurre gli intervalli di attesa tra un contratto di lavoro e l’altro. «L’accordo - sottolinea Roberto Cecere, segretario generale della Femca Cisl - va infatti incontro alle esigenze della Comp Tech. Europe che opera in un settore che utilizza personale qualificato legato però a commesse imprevedibili. Tra l’altro dobbiamo considerare che nello stabilimento di Borgo Grappa la società, allo stato attuale, si avvale di personale assunto con contratti a termine così come previsto dall’accordo sulla ex Taccconi Sud. Quindi considerata l’attuale situazione di mercato e l’estrema variabilità della domanda, abbiamo convenuto, con decorrenza immediata, sulla necessità di ridurre gli intervalli di tempo nella successione dei contratti a termine a 20 giorni (per contratti inferiori a 6 mesi) e a 30 giorni (per contratti superiori a 6 mesi). E’ stato così possibile fornire un sostegno economico alle famiglie dei lavoratori coinvolti ed evitare al contempo una dannosa perdita di competenze professionali all’azienda». Il Decreto Sviluppo è arrivato a supporto della legge Fornero che, in merito alla successione dei contratti a termine, avevano introdotto intervalli di tempo più lunghi nella stipula di contratti successivi pari a 60 o 90 giorni con l’intenzione di scoraggiare abusi. L’applicazione pratica di questa disposizione ha però trovato non pochi ostacoli di fronte alla realtà del mercato. La domanda è infatti divenuta estremamente variabile ed imprevedibile, tanto da non consentire una stabile pianificazione della produzione e dell’impiego di personale a lungo termine.

sabato 24 novembre 2012

Boiron, il colosso dell'omeopatia chiude il sito di Ardea

Il colosso mondiale dell’omeopatia Boiron Italia è pronto a chiudere l’ultimo dei suoi stabilimenti produttivi, ad Ardea vicino Roma. La decisione è arriva dopo un lungo percorso fatto di tagli, ridimensionamenti e accorpamenti. Alla chiusura, nel 2007, di tutte le succursali del Gruppo, un anno fa, ha fatto seguito lo spostamento del servizio clienti che da Ardea è stato accentrato nella sede centrale di Segrate. Una operazione che ha costretto la maggior parte dei dipendenti a rifiutare il trasferimento con il conseguente licenziamento. Sei mesi fa è stato poi chiuso il sito di San Giorgio di Piano, vicino Bologna. La stessa sorte è poi accaduta allo stabilimento di Pioltello, vicino Milano, che ha visto una parte del personale ricollocata a Segrate e l’altra ridotta alla mobilità. In ultimo, lo scorso 12 ottobre, è finito nel mirino dei piani di riorganizzazione aziendale lo stabilimento di Ardea. L’azienda ha infatti aperto una procedura di mobilità per 49 lavoratori assegnati all’unità produttiva con la conseguenza della completa chiusura della filiale Boiron Italia, sia come unità produttiva che a livello distributivo. L’azienda ha giustificato la mobilità con la crisi economica anche se, fino a questa estate, non era emerso alcun sentore preoccupante per la continuità produttiva del sito di Ardea. Boiron opera in Italia dal 1979 e il sito di Ardea ha infatti rappresentato finora una delle realtà più importanti con il 70% del fatturato aziendale. Nel mese di luglio scorso, inoltre, i dipendenti hanno ricevuto consistenti premi di partecipazione. Complessivamente, dal 2007 ad oggi, Boiron ha tagliato circa 150 posti di lavoro in tutta Italia. L'ultimo vertice tra i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali si è concluso con un nulla di fatto. Il prossimo confronto è stato fossato per il 6 dicembre.
(Fonte: Quotidiano La Provincia)

venerdì 23 novembre 2012

OI manufacturing, proclamo lo sciopero nazionale

I lavoratori della OI di Aprilia
Nei giorni si è riunito il Coordinamento nazionale unitario della OI manufacturing, multinazionale americana del vetro cavo avente 11 siti produttivi in Italia tra cui uno a Campo di Carne, nel comune di Aprilia (Latina). All’ordine del giorno, oltre all’informativa rispetto all’andamento del mercato specifico e alla strategia intrapresa dal Gruppo sulla gestione dei singoli siti produttivi in Italia ed in Europa, la recente decisione presa unilateralmente dall’azienda di fermare definitivamente il Forno fusorio 2 dello stabilimento di Aprilia assieme alle due linee da esso alimentate con la conseguente apertura di una procedura di mobilità per 35 unità (rispetto alle circa 230 complessive). La scelta dell’azienda è motivata quasi esclusivamente dai costi fissi elevati (soprattutto energetici e del personale) e da una sovraccapacità produttiva in Europa pari ad oltre 650.000 Tons. «Se sarà esclusivamente il mercato a determinare la prosecuzione delle attività nel sito di Campo di Carne - ha commentato il segretario provinciale della Filctem-Cgil di Latina Walter Cassoni - siamo a manifestare tutto il nostro scetticismo e la nostra ferma contrarietà. La logica del mero profitto che subordina il lavoro alla redditività fine a se stessa attraverso una politica dei prezzi in costante ascesa, da sempre è estranea a percorsi sociali alternativi ai licenziamenti». «Non è nostra intenzione assecondare percorsi di mobilità in assenza di reali alternative di lavoro. Piuttosto - continua Cassoni - chiediamo investimenti per poter contestualmente diversificare le produzioni ed abbattere quei costi fissi che, diversamente, aumenterebbero inesorabilmente con linee e i forni spenti». «Ci auguriamo che ci sia una alta adesione allo sciopero in programma per il 6 dicembre - conclude il sindacalista - che, oltre a dare un segnale inequivocabile all’azienda, rappresenterà solo una tappa di un percorso più vasto che va verso una risoluzione complessiva e dignitosa per tutti i lavoratori».

mercoledì 21 novembre 2012

Gruppo Idi, i lavoratori occupano la chiesa del San Carlo

«Le lavoratrici e i lavoratori dell’ospedale San Carlo di Nancy, da ieri sera, hanno occupato la chiesa della struttura sanitaria di via Aurelia in segno di protesta per il mancato pagamento delle ultime 4 mensilità e di supporto ai colleghi che da cinque giorni sono sul tetto dell’Idi in via Monti di Creta». Lo comunicano in una nota il coordinatore dell’Ugl Sanità Privata Roma, Valerio Franceschini, e il coordinatore dell’Ugl Sanità Roma Nord, Antonino Gentile, spiegando che «le istituzioni e la proprietà non fanno altro che scaricarsi le responsabilità a vicenda e intanto non arriva alcuna risposta ai 1800 lavoratori che non sanno più a chi rivolgere le loro suppliche, se non appunto al Signore, con l’occupazione simbolica di un luogo di preghiera, senza però intralciare le attività di culto né la fruizione delle stesse da parte dei fedeli». «Tutte le manifestazioni di protesta che da giorni stanno animando i presidi sanitari dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi), di Villa Paola e dell’Ospedale San Carlo di Nancy - concludono i sindacalisti - non si fermeranno fino a quando non sarà fatta luce sul futuro che attende i lavoratori e finché le istituzioni non apriranno un tavolo di confronto che permetta di affrontare e risolvere in modo definitivo le delicate problematiche economiche e finanziarie del Gruppo».

martedì 20 novembre 2012

Scuola e occupazione, le ragioni degli studenti

Gli studenti durante la protesta (Foto: Ginnetti)
Prosegue la mobilitazione degli studenti pontini almeno fino al prossimo 24 novembre, giorno in cui è in programma la grande manifestazione nazionale del personale scolastico indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals. «Siamo qui, giorno e notte, da giovedì scorso - spiegano gli oltre 1.000 studenti del Marconi di Latina riuniti in assemblea - Non abbiamo interrotto la protesta neanche durante il weekend perché crediamo nel nostro futuro e, se si continuerà a tagliare in questo modo, la scuola pubblica rischia di sparire. Non vogliamo una scuola privata accessibile solo a studenti con alle spalle famiglie in grado di pagare rette salate, in questo istituto sono moltissimi gli studenti che non potrebbero permetterselo». «Non siamo contro la scuola ma per la scuola - hanno aggiunto gli studenti del Marconi - Siamo stufi di essere considerati, nell’immaginario dei paesi esteri, come degli ignoranti e crediamo sia arrivato il momento di reagire. Solo in questo modo l’istruzione pubblica potrà resistere e a tutti sarà data l’opportunità di avere una cultura di base da arricchire e migliorare negli anni futuri. Il nostro scopo non è quello di perdere le ore di scuola. In questi giorni, infatti, in collaborazione con i docenti si è deciso di organizzare delle attività di recupero. Vogliamo impedire che ci rubino il futuro». L’ondata di protesta, partita una settimana fa, nel giro di pochissime ore si è diffusa così velocemente da interessare praticamente tutti gli istituti superiori del capoluogo pontino (Grassi, Majorana, Alighieri, Marconi, Veneto, Salvemini, Mattei, Einaudi, Manzoni e San Benedetto). Dopo la grande manifestazione di sabato scorso a Latina alcune scuole hanno interrotto l’occupazione mentre altre hanno deciso di andare avanti. Intanto questa mattina l’occupazione vera e propria del liceo Classico Dante Alighieri di Latina è stata sciolta: dalle 9 alle 11 si è svolta un’assemblea degli studenti nella quale si è fatto il punto della situazione riguardo agli ultimi giorni con un confronto trasversale sulle esperienze dell’occupazione. «Il nostro obiettivo - spiegano gli studenti del liceo Classico - è quello di creare dal basso il modello di scuola ideale che rivendichiamo, attraverso una partecipazione diretta degli studenti, che richiede un impegno indubbiamente maggiore rispetto alla classica lezione frontale da parte di alunni e docenti, ma che dà una formazione qualitativamente migliore. Sciolta l’assemblea, ha fatto seguito un flash mob». «Dato il grande successo riscosso dalla nostra web radio http://peto007.caster.fm - hanno concluso gli studenti del Classico - si è deciso di portare avanti il progetto anche oltre l’occupazione. La perfetta riuscita della nostra occupazione non sta solo nella forza delle nostre idee, ma soprattutto nella grande comunità umana che siamo riusciti a creare».

Cassa integrazione a Latina, ad ottobre coinvolti cinquemila lavoratori

Crescono in modo vertiginoso le ore complessive di cassa integrazione richieste dalle aziende pontine nel mese di ottobre. «I dati elaborati dalla Uil - spiega infatti Luigi Garullo, segretario generale Uil Latina - evidenziano purtroppo un deciso peggioramento della situazione, con una forte accelerazione dell’utilizzo delle ore di cassa integrazione. Per il mese di ottobre 2012 infatti, registriamo un totale di 849.223 ore di cassa integrazione guadagni complessivamente utilizzate, con un aumento del 75,3% rispetto alle 484.457 ore di cassa integrazione utilizzate nel precedente mese di settembre, assegnando a Latina la maglia nera del Lazio con il peggior dato percentuale». «Siamo chiaramente in una situazione molto difficile - ha commentato ancora Garullo - anche perché se paragoniamo i dati dell’intero periodo gennaio-ottobre 2011, con lo stesso periodo 2012, ci accorgiamo che l’aumento della cassa integrazione, misurata sul lungo periodo, è del +18%». Nello specifico le ore di cassa integrazione ordinaria diminuiscono del 43% mentre assistiamo ad un boom di utilizzo delle ore di cassa integrazione straordinaria con un +260,7%. Stesso andamento per la cassa in deroga che aumenta del 241,4%. I dati indicano come, a soffrire maggiormente, siano proprio i comparti industriali. «Il numero di lavoratori posti in cassa integrazione a ottobre - aggiunge ancora Garullo - rompe la soglia delle 5.000 unità, contro le circa 2.900 di settembre, con un aumento di oltre 2.100 unità. Ad aumentare le preoccupazioni per la difficile fase economica, è il vuoto di Governo che si è determinato nella regione Lazio e l’attenzione della politica in generale oramai concentrata su una campagna elettorale che si protrarrà fino ad aprile del prossimo anno non lasciando spazi per confronti sui problemi dell’occupazione e del lavoro».