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sabato 8 febbraio 2014

Paoil a rischio chiusura, venerdì incontro in Regione Lazio

Futuro nero per Paoil, l'azienda di Cisterna specializzata nella produzione di oli e di grassi vegetali e animali. Al fine di scongiurare la chiusura dello storico stabilimento agroindustriale, istituzioni provinciali e comunali assieme ai sindacati si incontreranno con i vertici aziendali il prossimo 14 febbraio in regione Lazio. Durante il vertice non si potrà fare a meno di parlare della procedura di mobilità aperta lo scorso 3 febbraio dalla società in seguito al sequestro di un proprio immobile e al conseguente blocco della lavorazione dell'ultima campagna della sansa. Una procedura  che complessivamente coinvolge 41 lavoratori. Le organizzazioni sindacali sostengono con forza che la cassa integrazione, non è riuscita finora a far uscire la società dalla crisi economica. Insomma il fallimento Paoil spa e la successiva cessione “in affitto” a Paoil Industrie srl non hanno salvato l'azienda cisternese. La Paoil Industrie srl ha cercato di concretizzare con le società di leasing un contratto di acquisto del sito poi però naufragato per problematiche complesse, legate a questioni di “vincoli” della società. «La vicenda Paoil mette in mostra come, in assenza di politiche di sviluppo e di risanamento vero, il lavoro non possa ripartire - commenta il segretario provinciale Ugl Maria Antonietta Vicaro - Auspichiamo che nel prossimo incontro in Regione si possa fare definitivamente chiarezza sul futuro dei lavoratori Paoil andando a discutere di concrete prospettive di lavoro e non di ammortizzatori sociali». Le speranze sono al momento tutte rivolte alla recente notizia diffusa dal sindaco di Cisterna Merolla in merito all'interessamento al sito da parte di terzi. 

sabato 12 ottobre 2013

Fondi europei, una opportunità di sviluppo per il territorio pontino

Nei giorni scorsi, presso la facoltà di Economia si è svolto un incontro sul tema "Si riparte dai fondi europei. E una Regione che li usa bene". Il confronto ha riguardato il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e le imprese locali del territorio. «I fondi europei rappresentano l'unica opportunità di sviluppo per questa provincia. La circostanza che il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i competenti assessori abbiano dedicato una giornata al mondo produttivo pontino rappresenta l'inizio di un nuovo modo di 'fare politica' sui territori». Hanno detto i consiglieri regionali Enrico Forte (Pd) e Rosa Giancola (Per il Lazio) sottolineando l'importanza dei recenti incontri tra i vertici della Regione Lazio e tutte le realtà imprenditoriali della provincia di Latina nel convegno organizzato, d'intesa con la Camera di Commercio sul tema dell'utilizzo dei fondi europei. «La presenza di oltre 400 realtà produttive del territorio - hanno aggiunto i due consiglieri - è il nuovo segnale di una sinergia che la Regione sta costruendo nell'ottica di programmare il rilancio economico, d'intesa con chi da anni quotidianamente vi opera. Per le imprese pontine ci sono ottime prospettive di rilancio grazie ai 450 milioni di euro recuperati dalla Regione. La sfida è ora sul migliore utilizzo possibile di queste risorse per la provincia di Latina per alcuni settori chiave del suo sistema economico. Il nuovo corso della Regione trova una ulteriore conferma nei workshop pomeridiani durante i quali i tecnici di Sviluppo Lazio hanno messo a disposizione di tutti gli imprenditori le loro competenze per agevolare l'accesso ai fondi comunitari».

martedì 1 ottobre 2013

Ammortizzatori in deroga, accordo per un altro mese di copertura

Si è tenuto lo scorso 27 settembre presso la Regione Lazio l’incontro sugli ammortizzatori in deroga tra l’Assessorato al Lavoro, le parti sociali e le associazioni datoriali. Al centro del confronto la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga in scadenza il 30 settembre scorso. Durante la Conferenza Stato Regioni è stato definito il contributo erogato a favore della regione Lazio pari a 145 milioni di euro. Una cifra attualmente insufficiente a coprire i circa 195 milioni di euro necessari per coprire la mobilità e la cassa integrazione in deroga per l’anno in corso. Ciò significa che la copertura resta attiva fino al 31 ottobre. «Auspichiamo - spiegano il segretario regionale Ugl Lazio Daniela Ballico e il segretario provinciale Maria Antonietta Vicaro - che le recenti notizie di nuovi finanziamenti previsti fino a 300 milioni di euro, a copertura della deroga, diano tranquillità per scongiurare i licenziamenti previsti in caso di termine al 31 di ottobre. La regione Lazio ha assunto l’impegno di garantire incontri preventivi per la valutazione della situazione in corso e un nuovo corso che preveda per i prossimi anni, politiche attive e formazione mirata alle vere necessità nel mondo del lavoro e delle imprese».

lunedì 10 giugno 2013

Procedura di mobilità alla Findus, è rottura tra azienda e sindacati

E' rottura tra l'azienda di Cisterna Findus e le parti sociali (Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil). Il tavolo avviato lo scorso 5 giugno presso la sede della Confindustria di Latina per discutere della recente procedura di mobilità aperta dallo stabilimento agroalimentare di Cisterna, si è interrotto bruscamente. «Non sono emersi passi in avanti - si legge nella nota congiunta diffusa dai sindacati - la direzione aziendale ha mantenuto la sua posizione relativa ai 99 esuberi annunciati nella procedura di licenziamento». «La posizione del management aziendale - proseguono i segretari - è rimasta arroccata ribadendo la necessità di avviare i licenziamenti. Tale atteggiamento ha prodotto la rottura del tavolo sindacale, con la sottoscrizione del mancato accordo che apre di fatto la fase di consultazione istituzionale presso la regione Lazio. La direzione aziendale non è andata oltre alcune considerazioni di carattere generale riferite ai volumi e alla crisi di mercato, senza dare risposte alle domande che le organizzazioni sindacali presenti al tavolo hanno posto». «Troviamo incredibile un simile atteggiamento - dichiarano Tiziana Priori, Eugenio Siracusa, Tonino Passaretti, segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - visto che il direttore di stabilimento non è stato in grado di spiegare come lavoreranno i dipendenti dopo l’ultima riorganizzazione terminata poche settimane fa e che ha visto altri 30 lavoratori uscire in mobilità, non ci è stato detto nulla rispetto ai risparmi derivanti dal precedente accordo sindacale, ai risparmi prodotti dagli investimenti sui costi generali di stabilimento, ai risultati di bilancio, al piano industriale. L’unico annuncio dell'azienda è stato quello di esporre la necessità di licenziare ulteriori 99 dipendenti». Ora quindi la trattativa si sposterà in regione Lazio. «Apriamo il confronto in sede istituzionale ma appare evidente - dicono i tre segretari di Fai, Flai e Uila - che non ci possono essere spazi di trattativa se l’azienda mantiene questo atteggiamento, anche perché dopo 22 milioni di euro di investimenti ci pare che la fabbrica lavori peggio di prima. Noi siamo disponibili a fare un ragionamento che porti, attraverso l’utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti, a trovare le soluzioni affinché questo stabilimento resti aperto. Diversamente non faremo attendere la nostra reazione e quella dei lavoratori mettendo in campo tutte le iniziative necessarie a sostegno di questa vertenza. Siamo preoccupati perché ci sembra che l’azienda abbia altri obiettivi diversi dall’efficienza e dalla produzione, ma dettati dalle regole della finanza». «Proseguire a navigare a vista in questo mercato - concludono i sindacalisti - rischia di essere estremamente pericoloso per il futuro della Findus di Cisterna».

mercoledì 8 maggio 2013

Ammortizzatori in deroga, firmato l'accordo sulla proroga

La sede della regione Lazio
E' stato siglato il 30 aprile scorso presso la regione Lazio l'accordo di proroga per gli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione e mobilità) che permette alle aziende di contare oltre che sui 4 mesi già coperti da accordo sindacale anche su altri 2 mesi (maggio e giugno), in attesa che il governo trovi le coperture necessarie. Per le aziende e i sindacati è possibile siglare in sede sindacale gli accordi che verranno inviati con le istanze on line alla regione Lazio, mentre per i lavoratori in mobilità in deroga sarà il sindacato a doversi preoccupare di inviare la richiesta per i mesi di maggio e giugno. Un problema, quello degli ammortizzatori sociali in deroga, che rischia di creare anche sul territorio pontino una vera e propria emergenza sociale, visto che molti sono i lavoratori che hanno avuto accesso a questo tipo di sostegno economico. Entro il 10 maggio le parti sociali interessate (regione Lazio, sindacati e Associazioni datoriali), si rincontreranno per definire, sempre sulla base delle coperture finanziarie, la continuità dell'ammortizzatore. «I due mesi sono un respiro di sollievo - commenta il segretario Ugl Maria Antoniettta Vicaro - in attesa che il Governo dia priorità e sostanza alle promesse sui fondi. Il rischio è di aumentare il numero dei disoccupati, perché le aziende senza possibilità di ammortizzatori, licenzierebbero i lavoratori ritenuti in esubero ai quali non resterebbe che il trattamento di disoccupazione. Ci auguriamo di riuscire entro il mese di maggio, a garantire almeno tutto il 2013. Resta comunque il problema dei lavoratori che sono ancora in attesa degli assegni di deroga da parte dell'Inps di fine 2012 e dei primi 4 mesi del 2013. La Regione Lazio non ha ancora inviato all'Inps le nuove determine, e questo chiaramente sta creando un grande problema di tipo economico alle tante famiglie che si trovano a carico dell'Inps e in regime di deroga. Un momento difficile, che non può essere aggravato da lentezze burocratiche e giri di firme interminabili».

martedì 23 aprile 2013

"New deal Latina", Confindustria e sindacati incontrano il presidente Cusani

A quindici giorni di distanza dalla firma dell'intesa che vede uniti Confindustria Latina e le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nel comune progetto di trovare soluzioni ai problemi della crisi sul territorio pontino, arriva il primo importante risultato: l'incontro con il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani che si è svolto nei giorni scorsi. La scorsa settimana infatti, presso la sede di Confindustria Latina, si sono riuniti i vertici dell'associazione di Latina, i segretari generali territoriali Anselmo Briganti della Cgil, Ewa Blasik della Cisl, Luigi Garullo della Uil e Maria Antonietta Vicaro della Ugl, il presidente di via Costa Armando Cusani destinatario della missiva inviata la scorsa settimana cui ha prontamente e positivamente risposto e i vertici della Camera di Commercio di Latina. «La riunione si è svolta all'insegna della disponibilità al dialogo da tutte le parti intervenute ed ha avuto un esito estremamente positivo soprattutto sui punti che ci stavano più a cuore - ha commentato il presidente di Confindustria Latina Paolo Marini - La front line per il new deal della provincia di Latina ha incassato il fondamentale appoggio del Presidente Cusani che sposa la nostra visione di agire insieme su determinati assi strategici per il bene comune del nostro territorio. La priorità adesso è quella di dialogare al più presto con la Regione e ci aspettiamo che, così come ha fatto il Presidente Cusani, il Presidente Nicola Zingaretti ci riceva al più presto, perché è a quel tavolo che dobbiamo tornare a incontrarci e parlare con assiduità, con estrema chiarezza e determinazione nel rispetto dei ruoli e delle competenze, ma con la profonda consapevolezza che Latina ha il diritto, il merito e contestualmente anche il bisogno, di ricevere ciò che le spetta». «Sappiamo che in Regione, ancora per poche settimane, saranno disponibili delle ingenti somme economiche stanziate dalla Comunità Europea - spiegano i segretari generali delle organizzazioni sindacali - risultano ancora da spendere il 59% delle risorse del POR e, con i dati alla mano, si può stimare che le risorse da impegnare prima della fine del periodo, non dovrebbero essere inferiori a 600 milioni di euro. Dobbiamo assolutamente coinvolgere tempestivamente gli interlocutori istituzionali preposti per intercettarle e destinarle al recupero e al rilancio nostro territorio».

sabato 30 marzo 2013

Nexans, accordo in Regione sulla mobilità

E' stato firmato nei giorni scorsi presso la regione Lazio l’accordo sulla procedura di mobilità aperta dalla Nexans il 10 gennaio del 2013. La multinazionale francese di cavi elettrici, procederà alla risoluzione del rapporto di lavoro delle 35 unità rimaste (inizialmente la forza lavoro presente nel sito produttivo di Latina era composta da 170 unità poi ridotte a 58, ndr) impegnandosi ad aderire attivamente a tutte le iniziative che le istituzioni intenderanno promuovere per favorire il processo di reindustrializzazione, a valutare la possibilità di coinvolgere nei prossimi lavori di bonifica del sito industriale di borgo Piave parte dei lavoratori in mobilità e a partecipare al prossimo incontro dedicato alla riqualificazione professionale e in programma in Confindustria Latina entro il 15 aprile, al quale prenderanno parte esperti del settore. «La firma dell’accordo - hanno commentato i consiglieri regionali pontini Enrico Forte (Partito Democratico) e Rosa Giancola (Lista Zingaretti) - rappresenta una pagina di buona politica, un segnale importante dello spirito di servizio con il quale i rappresentanti del territorio pontino hanno scelto di inaugurare il loro mandato alla Pisana». Alla riunione hanno partecipato, oltre ai due consiglieri, anche i rappresentanti sindacali di categoria (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil), quelli dell’azienda ed un esponente di Confindustria Latina. «Il risultato raggiunto – aggiungono Enrico Forte e Rosa Giancola – è sicuramente importante perché siamo riusciti a strappare un impegno all’azienda nella fase finale della chiusura dell’attività, quando ormai erano stati utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione».  «La nostra volontà è quella di prevedere un programma che, oltre ad attenuare sul piano sociale l’impatto della mobilità, inchiodi l’azienda alle proprie responsabilità - spiega invece Dario D’Arcangelis, segretario generale Filctem Cgil nel suo intervento - La priorità non può che essere quella di facilitare la ricollocazione dei lavoratori in esubero, attraverso un processo di reindustrializzazione del sito Nexans che, con i suoi quasi 35 ettari di estensione favorisca insediamenti produttivi consorziati o, comunque, operativi in una logica di filiera corta da sempre auspicati ma mai realizzati». «Altrettanto importante è la tematica relativa alla bonifica - prosegue D’Arcangelis - Una bonifica che la proprietà si è impegnata a portare a termine entro la fine del 2017. Tale percorso va attentamente monitorato, magari con il coinvolgimento di enti specializzati come l’Arpa».  Nexans ha chiuso lo stabilimento di borgo Piave nel maggio 2010 promettendo un piano di reindustrializzazione rimasto inattuato. Un piano di rilancio a cui avevano deciso di prendere parte 58 lavoratori su 170 totali. Lavoratori che, dopo aver ricevuto un incentivo all’esodo inferiore a quello concesso ai loro colleghi i quali avevano optato per la fuoriuscita volontaria, si sono ritrovati in cassa integrazione fino alla fine di marzo. A seguire partirà la mobilità.

lunedì 25 marzo 2013

Nexans, attesa per l'incontro in regione Lazio

Una protesta dei lavoratori Nexans (Foto: Ginnetti)
«Un impegno forte della politica nei confronti dei lavoratori della ex Nexans di Borgo Piave per riportare a Latina il lavoro vero». E' questo quanto chiedono le organizzazioni sindacali (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil alle istituzioni e, in particolar modo, alla regione Lazio.  L'impegno della politica dovrà emergere nel prossimo incontro in programma per il 27 marzo in Regione durante il quale i sindacati cercheranno di focalizzare il confronto attorno ad alcuni temi predominanti. «Necessità di riapertura dei piani industriali che portino nel sito lavoro vero e non progetti sulla carta come è stato fino ad oggi - scrivono infatti in una nota le parti sociali - una cassa integrazione in deroga che allontani momentaneamente lo spettro della mobilità e quindi il licenziamento, una rimodulazione degli incentivi per questi lavoratori che, avendo creduto nelle promesse portate avanti dall'Azienda che parlava di corsi di formazione e di un piano industriale capace di creare occupazione, hanno perso denaro e occasioni di potersi ricollocare sul mercato». «Abbiamo chiesto alla politica un impegno forte - ha commentato Roberto Cecere, segretario provinciale della Femca Cisl Latina - un impegno verso il nostro territorio ed il suo sistema produttivo colpito da una crisi senza precedenti. Sulla Nexans è stato perso troppo tempo e forse anche occasioni importanti a causa anche di un chiaro piano che ha visto Latina tagliata fuori dai giochi aziendali, perché le produzioni del sito non sono state delocalizzate fuori dall'Italia, ma spostate nello stabilimento di Battipaglia. Ci auguriamo che dall'incontro del 27 marzo possano scaturire indicazioni e soluzioni chiare che diano speranze a questi 58 lavoratori e alle loro famiglie».

giovedì 21 marzo 2013

Pozzi Ginori, accordo sulla cassa integrazione: coinvolte fino a 130 unità

Martedì scorso si è svolta una riunione tra la Direzione aziendale della Pozzi Ginori, la rappresentanza sindacale unitaria e le segreterie territoriali di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. La riunione ha visto una positiva svolta nelle trattative relative alla riorganizzazione dello stabilimento di Gaeta e alla conseguente procedura di cassa integrazione. «L'Azienda - hanno spiegato in una nota Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil - ha risposto positivamente alle nostre richieste di attuare un processo di rotazione tra le maestranze durante i dodici mesi di cassa integrazione straordinaria. Altra risposta positiva è arrivata in merito alla richiesta di un sostegno al reddito nei confronti dei lavoratori impattati dall'ammortizzatore sociale. L'Azienda, infatti, erogherà a tutti un importo lordo di 350 euro per ogni mese di cassa integrazione. Ci è invece stata data una risposta negativa rispetto al numero di persone interessate. Il picco massimo è stato fissato a 130 unità». «Restiamo perplessi - proseguono i sindacati - rispetto alla funzionalità della fabbrica con tante persone in meno al lavoro». Il verbale di accordo, firmato nella giornata di martedì dalle parti sociali, sarà ratificato nei prossimi giorni in Regione Lazio. Il 22 marzo, inoltre, la Pozzi Ginori si è impegnata ad illustrare alle maestranze la nuova organizzazione lavorativa.

mercoledì 20 marzo 2013

Securitas, blocco della mobilità in attesa dei confronti territoriali

La sede del Gruppo Securitas (foto: Ginnetti)
Mobilità congelata per il gruppo Securitas Metronotte in attesa che l’esubero venga contestualizzato e discusso a livello provinciale in base alle peculiarità di ogni territorio. E’ questo quanto deciso lunedì scorso nell’ambito dell’incontro svoltosi in regione Lazio alla presenza dell’azienda e delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl. «La situazione di Latina è diversa da quella di Roma - ha infatti spiegato il segretario Uiltucs Gianfranco Cartisano riportando anche il pensiero dei segretari della Filcams Cgil e Fisascat Cisl - Come ribadito in più occasioni nel nostro territorio non si può parlare di esubero. I lavoratori continuano a fare gli straordinari e ad attaccare più turni e la quantità di lavoro non permette loro di smaltire il monte ferie che è ancora elevato». Insomma le organizzazioni sindacali della provincia di Latina contestano l’assoluta inopportunità della procedura di mobilità, in modo particolare nella provincia di Latina. Al centro delle rivendicazioni anche l’organizzazione del lavoro che sembra dividere il personale in due gruppi: uno di serie A ed uno di serie B. La procedura di mobilità era stata aperta dal gruppo Securitas nelle scorse settimane. L’ammortizzatore sociale coinvolge 61 unità di cui 29 presenti a Latina. Le guardie giurate sono distribuite in tutta la regione Lazio con 229 unità solo a Latina e 238 a Roma, a cui si aggiungono anche i lavoratori delle altre province del Lazio.