
DISOCCUPAZIONE PER FASCIA DI ETA' Continua a far preoccupare il tasso di disoccupazione che nella provincia di Latina, in linea con quanto sta accadendo in tutta Italia e in gran parte dei paesi europei, si attesta sulle due cifre, superando il 10 per cento. Una situazione drammatica aggravata dalla chiusura incessante e dal ridimensionamento di numerose industrie che nel territorio pontino sembra non conoscere mai fine. Andando a scavare nel passato è però possibile rendersi immediatamente conto di come, in realtà, la situazione era già difficile negli anni addietro. In base ai dati diffusi dall’Istat, per quanto riguarda la fascia di età 15-24 anni, a Latina, il tasso di disoccupazione è passato dal 24% del 2004 al 18,17% del 2011 toccando il 29,61% nel 2005, il 28,75% nel 2006, il 20,21% nel 2007, il 21,62% nel 2008, il 30,02% nel 2009 e il 34,57% nel 2010. Meno allarmante appare invece la situazione se si va a prendere in esame un’altra fascia di età: dai 25 ai 34 anni. In questo caso il tasso di disoccupazione è stato il seguente: 10,19% nel 2004, 8,21% nel 2005, 11,22% nel 2006, 8,23% nel 2007, 11,48% nel 2008, 15,44% nel 2009, 14,69% nel 2010 e 13,91% nel 2011. Ancor più basso, poi, il tasso di disoccupazione riferito ai 35 anni e più: 5,9% nel 2004, 6,9% nel 2005, 5,9% nel 2006, 5,9% nel 2007, 5,4% nel 2008, 6,7% nel 2009, 6,4% nel 2010, 7,4% nel 2011. Sempre molto elevato risulta inoltre il tasso di disoccupazione riferito ad una fascia di età abbastanza ampia che va dai 15 ai 74 anni: 8,8% nel 2004, 9,4% nel 2005, 9,3% nel 2006, 7,9% nel 2007, 8,4% nel 2008, 10,8% nel 2009, 10,6% nel 2010 e 9,8% nel 2011. Decisamente più alto è infine il tasso di disoccupazione riferito alla fascia di età 18-29 anni: nella provincia di Latina è stato registrato un tasso di disoccupazione del 18,67% nel 2004, 18,56% nel 2005, 19,08% nel 2006, 14,69% nel 2007, 17,49% nel 2008, 22,62% nel 2009, 20,31% nel 2010 e 18,79% nel 2011.
GIOVANI E DIFFERENZA PER SESSO Versa in una situazione di vera e propria emergenza il settore occupazionale in provincia di Latina. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani che registrano un tasso di disoccupazione davvero elevato e, in alcuni casi, anche superiore alla media nazionale. In base alla ricerca condotta dall’Istat tra il 2004 e il 2011, infatti, i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono davvero tanti. Entrando nel dettaglio è possibile andare a confrontare la differenza tra uomini e donne. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile femminile si registrano i seguenti tassi: 34,2% nel 2004, 35,5% nel 2005, 31,8% nel 2006, 30,1% nel 2007, 26,9% nel 2008, 22,2% nel 2009, 36,9% nel 2010 e 18,5% nel 2011. Per quanto riguarda invece l’universo maschile il tasso di disoccupazione registrato tra il 2004 e il 2011 è il seguente: 18,4% nel 2004, 25,2% nel 2005, 25,9% nel 2006, 14% nel 2007, 17,6% 2008, 35% nel 2009, 33,3% nel 2010 e 18% nel 2011. Dai dati emerge comunque una situazione sconcertante.
IN ITALIA In base ai dati diffusi dall’Istat il tasso di disoccupazione in Italia, nel secondo trimestre del 2012, risulta pari al 10,5% registrando un aumento del 2,7% su base annua. Il tasso di disoccupazione su base mensile, a luglio, resta invece stabile al 10,7%, lo stesso livello del mese precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a luglio è al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di 7,4 punti su base annua. Il ritmo di crescita annuo della disoccupazione giovanile è infatti triplo rispetto a quello complessivo. Tradotto in numeri risultano circa 618mila i giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro. Preoccupa anche il tasso di disoccupazione giovanile in base al sesso (15-24enni), che nel secondo trimestre 2012 tocca un picco del 48% per le ragazze del Mezzogiorno.

IN EUROPA Si mantiene stabile ma comunque alto, a livello europeo, il tasso di disoccupazione a luglio: i dati Eurostat risultano invariati rispetto a giugno: 11,3% in Eurozona e 10,4% in Ue a 27 paesi. Si conferma particolarmente elevato il dato sulla disoccupazione giovanile, pari al 22,6% nell’«Eurozona» e al 22,5% in Ue. Spagna (25,1%) e Grecia si confermano i paesi europei in cui la disoccupazione è più alta; quelli invece in cui il tasso è più contenuto sono Austria (4,5%), Olanda (5,3%), Germania e Lussemburgo (5,5%). I giovani disoccupati sono aumentati di oltre 200mila in un anno mentre i paesi con meno disoccupati under 25 sono la Germania (8%), l’Austria (8,9%) e l’Olanda (9,2%). A luglio il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è stato pari all’8,3% mentre in Giappone in giugno era pari al 4,3%.
...E GLI STRANIERI? All’interno del fenomeno della disoccupazione giocano un ruolo di primissimo piano gli stranieri. Al calo tendenziale dell’occupazione italiana (-133.000 unità) si associa infatti la crescita di quella straniera (+85.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2011, tuttavia, il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile, mentre quello degli stranieri segnala una nuova significativa riduzione (dal 63,5% al 61,5%). Infine nel secondo trimestre 2012 i lavoratori dipendenti a termine sono 2 milioni 455 mila, il livello più alto dal secondo trimestre del 1993 (dati Istat). Dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 imprese e famiglie potranno regolarizzare i dipendenti senza permesso di soggiorno evitando le sanzioni previste. Nel 2011 l’ingresso di extracomunitari in regola è crollato del 40%.
(Fonte: Quotidiano La Provincia)
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