sabato 29 giugno 2013

Vacanze, a maggio spopolano le città di mare. Milano Marittima al primo posto

Il tempo instabile della primavera appena trascorsa non ha sfiduciato gli Italiani che, a maggio, hanno pensato soprattutto al sole e al mare. Secondo i dati di Hotels.com, leader nella prenotazione di hotel online, Milano Marittima è stata infatti la città che ha fatto registrare il maggiore incremento nelle ricerche. Con un aumento del 316% rispetto allo stesso mese del 2012, la città romagnola si conferma una delle mete preferite dai turisti italiani per le vacanze estive. I locali notturni, le spiagge affollate e i numerosi eventi ne fanno una destinazione perfetta soprattutto per i più giovani, alla ricerca non soltanto di sole e mare, ma anche di divertimento. Al secondo posto la cittadina toscana di Scarperia: grazie probabilmente al Gran Premio d’Italia di MotoGp, che si è tenuto il primo weekend di giugno nella vicina pista del Mugello, le ricerche di hotel hanno fatto registrare un’impennata del 312% rispetto all’anno precedente.

Chiude il podio delle destinazioni con i maggiori incrementi di ricerche su Hotels.com Salvador, terza città più popolosa del Brasile dopo San Paolo e Rio de Janeiro, con un aumento del 274% a maggio rispetto al 2012. Con ben 14 località di mare in classifica, maggio si dimostra un mese durante il quale i nostri connazionali programmano le vacanze estive in spiaggia. Tra le città più cercate figurano ad esempio le calabre Parghelia (+254%) e Scalea (+189%), le campane Serrara Fontana (+247%) e Ascea (+236%) e le siciliane Lipari e Balestrate (entrambe +215%). Non ci sono state però soltanto le vacanze nei pensieri degli italiani a maggio: in seguito all’annuncio dell’ostensione permanente della salma di Padre Pio a partire dal primo di giugno, infatti, le ricerche di hotel a San Giovanni Rotondo hanno fatto registrare un aumento del 204% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
(Fonte: Hotels.com)

giovedì 27 giugno 2013

Slm, lavoratori in stato di agitazione

Lavoratori Slm in stato di agitazione. La proclamazione arriva dalle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Ugl provinciale dopo l’annunciata sospensione delle retribuzioni per mancanza di liquidità. Difficoltà economiche a cui, secondo i sindacalisti, non hanno mai fatto seguito progetti tesi alla salvaguardia del sito e delle maestranze. «Richiediamo inoltre di dare risposta alle svariate domande di incontro presentate dai sindacati - hanno commentato Maria Antonietta Vicaro dell’Ugl e Davide Favero della Fisascat Cisl - Finora abbiamo ricevuto solo rassicurazioni da parte del dottor Mignano, in nome del Sindaco. Dall’ultimo incontro tenutosi lo scorso 24 giugno con il nuovo liquidatore, l’ingegner Defend, è emersa una situazione confusa e frammentata. A tal fine sollecitiamo quindi un serio confronto per una verifica sulla reale situazione della società Slm spa». I lavoratori si trovano da ormai tre anni in cassa integrazione guadagni in deroga a tempo parziale e sul sito le attività sono ferme ormai da tempo in attesa che il Comune, socio di maggioranza al 95%, trovi soluzioni. Allo stato attuale, dopo gli equilibrismi in cerca di vie alternative al fallimento, non si intravedono soluzioni che possano garantire i finanziamenti dei fondi europei (circa 15 milioni di euro) in alternativa al fallimento. Il comune sta valutando come arrivare alla stima del bene per indire le vendite delle quote azionarie con un bando di gara pubblico. «Ricordiamo - concludono le organizzazioni sindacali - che è stato il Decreto legislativo 78 ad aver bloccato i finanziamenti dell’ente pubblico sulle partecipate, situazione che ha portato la società alla difficoltà economica. A questo chiaramente si aggiungono gli anni precedenti di cattiva gestione con società affittuarie morose, mancati investimenti su possibili partenariati e contratti che avrebbero portato sviluppo e occupazione sull’ennesimo “progetto a perdere” della nostra città».

martedì 25 giugno 2013

Ammortizzatori sociali in deroga, giovedì incontro decisivo in regione Lazio

Giovedì prossimo, in regione Lazio, si deciderà sugli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione e mobilità) in vista della scadenza prevista per il 30 giugno. Una decisione davvero importante se si considera il numero di lavoratori coinvolti. Nel Lazio nel primo periodo del 2013 (gennaio-aprile) l'ammortizzatore ha riguardato circa 27.000 lavoratori e 2.000 imprese. Nella provincia di Latina i lavoratori coinvolti sono stati circa 3.500 distribuiti su 250 attività. Per la mobilità in deroga i lavoratori coinvolti nel Lazio sono stati, invece, circa 4.000 di cui circa 1.000 solo a Latina. «Nel 2012 - spiega Maria Antonietta Vicaro, segretario provinciale Ugl Latina - i finanziamenti a copertura della deroga sono stati di 235 milioni e per il 2013 la regione Lazio ha avuto una pesante riduzione. Dopo un primo finanziamento di 38 milioni si resta ancora in attesa di ulteriori 19 milioni che dovrebbero essere integrati con la ripartizione degli attuali 990 milioni annunciati nell'ambito della conferenza Stato-Regione». Nel frattempo nella provincia pontina gli ultimi dati forniti nella recente giornata dell’Economia di Unioncamere parlano di una situazione drammatica: tasso di disoccupazione al 13,9% nel 2012 a fronte del 9,8% del 2011 che vuol dire 17.000 disoccupati, 10.000 persone in più in cerca di impiego, 33.000 persone inoccupate. Nel settore industria non ci sono segnali di ripresa anzi, nel chimico farmaceutico e nel metalmeccanico, le assunzioni si limitano ad un positivo 8% di assunzioni a tempo determinato da cui però bisogna decurtare le uscite per mobilità e pensionamenti (- 5%). Nel commercio, invece, si comincia a registrare il dato negativo della recessione con un -10% di fatturato nei primi 4 mesi del 2013. Aumentano inoltre i procedimenti concorsuali delle piccole e medie imprese che falliscono. «Occorrono politiche di più ampio raggio - conclude la sindacalista - siamo già nel pieno della “terza rivoluzione industriale” preannunciata dall’economista Rifkin. La seconda rivoluzione industriale è durata 200 anni ed ora i suoi paradigmi non sono più funzionali: ci sono le impellenti questioni ambientali che ci chiamano a cambiamenti profondi e c'è anche la necessità di nuove procedure di governance, di una nuova gestione dei processi economici e produttivi a cui il Governo di un paese sano dovrebbe mettere mano. La crisi che stiamo attraversando, nel momento in cui ne usciremo, sarà in grado di aprirci a nuovi scenari che devono però vederci pronti alle nuove politiche di investimenti verso i nuovi settori: energie rinnovabili, centrali energetiche autogestite nelle unità abitative, fonti di energie alternative. In più non devono essere sottovalutati né la valorizzazione della qualità del nostro made in Italy, né il patrimonio culturale e turistico».

venerdì 21 giugno 2013

Gruppo Selex Es, riparte la trattativa e si guarda ai contratti di solidarietà

Comincia a distendersi il tavolo di trattativa Selex e, all'orizzonte, è ora possibile intravedere anche qualche piccolo spiraglio di luce. Giovedì scorso presso l'Unione industriali di Roma è ripartito il confronto tra la Direzione Aziendale Selex Es e il coordinamento nazionale Fiom Fim Uilm sulla vertenza relativa al piano di riorganizzazione Selex legato alla fusione dei tre sistemi Selex. L'incontro arriva dopo la rottura delle trattative con l'azienda in seguito alla presentazione di un piano di riorganizzazione che vedeva, oltre agli esuberi strutturali, anche l'utilizzo massiccio di cassa straordinaria per sospensione a zero ore e fermate collettive in tutti i siti nazionali. «Oggi (giovedì, ndr) con stupore ma con altrettanta cautela - spiega il segretario Fiom Cgil Tiziano Maronna - l'azienda ha manifestato un cambio di posizione rispetto all'incontro precedente in quanto si è dichiarata disponibile ad un confronto in merito all'utilizzo di strumenti alternativi alla cassa integrazione come i contratti di solidarietà. Inoltre ha dichiarato di rendersi disponibile ad un intesa affinché le “uscite” vengano gestite con la non opposizione alla messa in mobilità». «Siamo cautelativamente soddisfatti - prosegue il segretario Fiom Cgil Latina - Fin dall'inizio avevamo puntato sui contratti di solidarietà che sono meno impattanti sui redditi dei lavoratori visto che le ore di sospensione dal lavoro vengono erogate dall'ente previdenziale all'80% della retribuzione». La trattativa riprenderà nel primo pomeriggio di mercoledì 26 giugno per proseguire fino al 27.

giovedì 20 giugno 2013

Cassa integrazione, cifre record per la straordinaria. Licenziamenti al più 26%

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
Nello scorso mese di maggio, in Italia, sono state autorizzate complessivamente 89,3 milioni di ore di cassa integrazione guadagni. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno (2012), nel quale furono autorizzate 105,5 milioni di ore, si registra un calo pari a -15,4%. Un dato che però va letto tenendo conto del calo degli interventi di cassa integrazione in deroga dovuti alle difficoltà nel reperire finanziamenti per sostenere l'ammortizzatore sociale. Complessivamente la diminuzione degli ammortizzatori sociali è determinata, in parte, anche da un’inversione di tendenza degli interventi ordinari (cassa integrazione guadagni ordinaria) che dopo 5 mesi di crescita mensile costante, fanno registrare, rispetto al mese precedente, una diminuzione stagionale (dai 35,7 milioni di ore di aprile 2013 si passa ai 33 milioni di maggio). Diversa è invece la situazione registrata per la cassa integrazione straordinaria. Le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a maggio 2013 (40 milioni), fanno registrare un aumento sia rispetto al mese di aprile 2013 (31,9 milioni), sia rispetto al mese di maggio 2012 (36,9 milioni di ore autorizzate con +8,4%). Molto accentuata si presenta invece la diminuzione degli interventi in deroga. Nel mese di maggio le ore autorizzate di cassa integrazione in deroga sono state 16,3 milioni, in calo sia rispetto al mese di aprile 2013, quando le ore autorizzate erano state 32,3 milioni, sia nel confronto con il mese di maggio 2012, quando le ore autorizzate erano state 34 milioni (-52%). «L’analisi dei dati relativi all’andamento della cassa integrazione guadagni è influenzato dell’andamento della cassa integrazione in deroga, il cui forte calo è dovuto sostanzialmente ai noti problemi di finanziamento dello strumento – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – Dal punto di vista dei numeri, il dato relativo alla cassa integrazione in deroga finisce per influenzare in maniera sostanziale il dato complessivo della cassa integrazione: se si escludesse la cassa integrazione in deroga ci troveremmo a confrontare i 73 milioni di ore autorizzate fra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria nel maggio 2013 con i 71,5 milioni di ore autorizzate nel maggio 2012. Il diminuito ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel mese di maggio appena trascorso è fortemente e negativamente controbilanciato dalle ancora massicce richieste di cassa integrazione straordinaria».

DISOCCUPAZIONE E MOBILITA'
Prima di passare all’esame dei dati relativi a disoccupazione e mobilità, è opportuno ricordare che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento. Dal mese di gennaio 2013 sono infatti entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI. Ciò significa che le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Ad aprile 2013 sono state presentate 93.631 domande di ASpI e 18.261 domande di mini ASpI. Nello stesso mese sono state inoltrate 978 domande di disoccupazione (tra ordinaria e speciale edile), 13.690 domande di mobilità e 239 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi, per un totale – considerando anche ASpI e mini ASpI - di 126.799 domande, il 26,4% in più rispetto al mese di aprile 2012 (100.332 domande). Complessivamente, nel primo quadrimestre 2013 sono state presentate 558.340 domande, pari al 24,6% in più rispetto alle 482.494 domande presentate nel corrispondente quadrimestre del 2012.

(Fonte: Inps)

lunedì 17 giugno 2013

Cosmo: «L'occupazione dei lavoratori Scm mette a rischio la nostra sopravvivenza»

L’assemblea permanente di fabbrica intrapresa, lo scorso 31 maggio, dai lavoratori Scm (ex Gambro) sta generando non pochi problemi alla Cosmo Pharma srl, società ubicata all’interno dello stesso sito industriale di Latina Scalo. Disagi che spingono Chiara Tintisona, amministratore delegato Cosmo Pharma, ad intervenire sulla delicata vicenda. «Lo stato di cose che si è venuto a creare non fa altro che aggravare, ulteriormente, lo stato di crisi perdurante che attanaglia la nostra provincia - denuncia Chiara Tintisona in una nota - Il problema è che, nonostante l’occupazione, la rabbia e la protesta dei lavoratori della Scm sia legittima e condivisibile, l’agitazione sta seriamente danneggiando i lavoratori della Cosmo Pharma. Ai cinquanta lavoratori, tra diretti ed indiretti della Cosmo Pharma, è vietato entrare in azienda con disagi produttivi, amministrativi e di sicurezza. All’interno della Cosmo Pharma, infatti, ci sono sostanze nocive che, ormai da due settimane, nessuno può andare a controllare. All’allarme sicurezza si unisce anche quello sociale perché il perdurare dell’occupazione del sito sta facendo perdere commesse all’azienda che, soprattutto in un momento economicamente difficile come questo, non può permettersi di essere inoperosa per così lungo tempo e tantomeno di chiudere». In base a quanto sostiene l’amministratore Cosmo Pharma, dunque, oltre ai lavoratori Scm sarebbero a rischio anche i cinquanta lavoratori tra diretti e indiretti della Cosmo Pharma, nonché almeno altre venti persone che fanno parte dell’indotto. «Non possiamo permetterci di andare incontro all’ennesima chiusura - spiega l’amministratore della società - Per quanto riguarda l’occupazione nessuno chiede di interromperla, ma abbiamo assoluto bisogno di proseguire la nostra attività. La nostra famiglia ha investito tutto ciò che poteva e aveva per rilanciare le attività all’interno del sito, ma forse qualcuno oggi dimentica la tragica eredità trovata».

sabato 15 giugno 2013

Selex Es, l'azienda torna a trattare con le parti sociali

Dopo una drastica rottura si riapre il tavolo di confronto tra i vertici Selex Es e le parti sociali. Al centro della discussione i 1.938 esuberi dichiarati dal Gruppo metalmeccanico che lo scorso martedì hanno portato le maestranze dei circa 50 stabilimenti Selex Es di tutta Italia ad incrociare le braccia. Nel dettaglio la trattativa ripartirà il prossimo 20 giugno, sempre presso l'Unione degli industriali a Roma. Come si ricorderà, lo scorso 6 giugno, Selex Es ha confermato la chiusura di 22 siti su 55 che comporteranno 1.938 esuberi così suddivisi: 810 unità in mobilità volontaria, 1.037 unità in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni a partire dal prossimo primo luglio e 91 esuberi legati alle società controllate. A tutto ciò vanno inoltre aggiunte le 4 ore di cassa integrazione straordinaria collettiva a settimana che Selex intende richiedere per l’intera forza lavoro, sempre per due anni. Gli esuberi sono concentrati maggiormente sugli “indiretti” (1.041) rispetto ai lavoratori “diretti” (781), su un organico totale di 10.784 unità.  Per quanto riguarda lo stabilimento di Cisterna sono stati dichiarati 105 esuberi su 557 unità di cui 21 mobilità volontarie con inserimento in cassa integrazione straordinaria a zero ore per due anni. Tutto ciò nonostante il trasferimento nello stabilimento di Cisterna di 80 lavoratori provenienti dal sito ex Selex Galileo di Pomezia che verrà chiuso. Un piano industriale che ricade sulle buste paga dei lavoratori e che non darebbe alcun aiuto nel far ripartire il sito di Cisterna, come l’azienda ha in più occasioni dichiarato di voler fare. Intanto Finmeccanica cerca disperatamente garanzie dal suo principale finanziatore (lo Stato italiano che ha una partecipazione al 30%), il quale ha per il momento smesso di finanziare i progetti avviati con il Gruppo. «Non accetteremo scelte unilaterali - commenta il segretario Ugl Maria Antonietta Vicaro - l’azienda ha sempre evidenziato la necessità di condividere il nuovo percorso legato al piano industriale conseguente alla fusione delle tre Selex (Elsag, Sitemi Integrati e Galileo) che coinvolge 12.500 lavoratori in Italia. Proprio per questo l’unico ammortizzatore che siamo disposti ad accettare sono i Contratti di solidarietà. Nessuno deve essere discriminato, nessun lavoratore deve sentirsi penalizzato. Auspichiamo a una serena discussione, ma se così non fosse, siamo pronti a dare di nuovo battaglia».